Come donare soldi ai propri figli senza problemi fiscali
Mio padre mi dona mensilmente con bonifico un po’ di denaro per il mio mantenimento. Quali cautele per evitare problemi?
Diciamo innanzitutto che, da un punto di vista civilistico, le donazioni di modico valore (tenuto conto delle condizioni economiche di chi dona) non hanno bisogno della forma scritta, cioè dell’atto pubblico (dal notaio) alla presenza di due testimoni e, quindi, non necessitano di un considerevole esborso (quello dell’onorario del professionista).
Se si tratta, quindi, soltanto di qualche centinaio di euro al mese, la donazione è perfettamente valida ed efficace anche con un bonifico bancario.
Come accortezza consiglierei di inserire nella causale del bonifico la dicitura “donazione a mio figlio per
Le donazioni effettuate con lo scopo di mantenere il proprio figlio (che corrispondono, tra l’altro, all’adempimento di uno dei doveri che incombono sui genitori) non sono nemmeno soggette a collazione, cioè non dovranno essere considerate, quando il genitore verrà a mancare, come anticipi dell’eredità di cui tener conto nel calcolo della quota spettante (così in base all’articolo 742 del Codice civile).
Sotto il profilo fiscale, questo tipo di donazioni non vanno dichiarate e nemmeno sono soggette a tassazione (non costituiscono reddito ai fini Irpef).
In definitiva, perciò, il genitore ed il figlio si mettono al riparo da qualsiasi tipo di problema con il fisco inserendo la causale sopra indicata nel bonifico mensile.
Ed inoltre, come già sottolineato, anche sotto il profilo civilistico, la donazione di modico valore non necessita della obbligatoria forma scritta (a pena di nullità) richiesta dalla legge se l’importo donato fosse considerevolmente più alto ed oggettivamente di valore consistente.
Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte