Si può avere la 104 senza invalidità?

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Autore: Mariano Acquaviva

01 aprile 2024

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Handicap e invalidità civile sono la stessa cosa? La commissione medica Inps può riconoscere solo l’invalidità?

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La famosa “legge 104” riconosce una serie di benefici e di agevolazioni alle persone portatrici di handicap, cioè a coloro che, a causa della propria disabilità, non riescono a inserirsi nell’ambito sociale e/o lavorativo. Con il presente articolo ci soffermeremo su una specifica questione, così riassumibile: si può avere la 104 senza invalidità?

In buona sostanza, si tratta di capire se handicap e invalidità civile devono necessariamente coesistere oppure se le due condizioni possono rimanere separate e, pertanto, se l’Inps può riconoscere l’una ma non l’altra. Approfondiamo l’argomento.

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A chi spetta la 104?

I benefici e le agevolazioni della legge 104 sono riservati alle persone handicappate.

Sono tali coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione [1].

In pratica, ai fini dell’attribuzione dei benefici tipici della legge 104 (permessi sul lavoro, agevolazioni fiscali, ecc.) viene presa in considerazione la condizione di

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svantaggio sociale della persona gravata da handicap.

Si tratta della difficoltà d’inserimento sociale della persona disabile, dovuta alla patologia o menomazione di cui una questa è affetta.

A chi spetta l’invalidità civile?

Ben diversa, invece, è l’invalidità civile, che è collegata alla riduzione permanente della capacità lavorativa.

In buona sostanza, per la legge è invalido civile chi è inabile al lavoro, anche solo in parte.

Per tale ragione, l’invalidità civile è riconosciuta solamente ai soggetti in età da lavoro, cioè alle persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni.

Per i minori di 18 anni il riconoscimento dell’invalidità è invece subordinato all’accertamento delle

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difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età [2].

Per le persone di età superiore a 67 anni non si prende più in considerazione la riduzione della capacità lavorativa ma l’impossibilità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

L’invalidità civile si misura con un punteggio espresso in percentuale: maggiore è il grado d’invalidità riconosciuto, più numerosi sono i benefici riconosciuti dalla legge.

Per poter ottenere anche una prestazione economica (assegno mensile di assistenza oppure pensione per invalidi totali) occorre non solo avere una percentuale d’invalidità non inferiore al 74% ma anche rispettare un certo requisito reddituale

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: il sussidio, infatti, è riconosciuto solo ai non abbienti.

Superato il 67° anno di età, l’eventuale assegno o pensione precedentemente riconosciuta si converte in assegno sociale.

Si può avere la 104 senza invalidità?

In teoria, si può avere la 104 senza invalidità, atteso che i presupposti per il loro riconoscimento sono differenti: da un lato la difficoltà di inserimento sociale e dall’altro la riduzione della capacità lavorativa.

È però difficile immaginare che una persona che versi in una situazione di handicap non sia anche inabile al lavoro, almeno solo in parte.

Sebbene, quindi, in linea teorica i concetti devono mantenersi distinti, è praticamente impossibile che l’handicappato non sia anche invalido

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.

La condizione di handicap, infatti, deriva da una minorazione fisica, psichica o sensoriale che, inevitabilmente, incide anche sulla capacità lavorativa del soggetto, il quale sarà quindi anche invalido civile.

Carlo, privo di un arto, viene riconosciuto invalido civile all’80% e portatore di handicap.

In buona sostanza, è difficile ipotizzare il caso di una persona handicappata che, allo stesso tempo, non sia anche invalida civile, anche solo in parte.

Se si considera che lo status di handicappato è riconosciuto solo in presenza di gravi patologie, mentre per quello di invalido civile parziale occorre molto meno, è facile giungere alla conclusione per cui chi ha la 104 è anche invalido

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praticamente nella totalità dei casi.

Si può avere l’invalidità senza 104?

Non vale invece il contrario: si può avere l’invalidità senza 104 in quanto, come appena ricordato nel precedente paragrafo, lo status di invalido civile può essere ottenuto molto più facilmente di quello di handicappato.

Ciò deriva dal fatto che l’invalidità civile può essere riconosciuta anche in percentuali molto ridotte (comunque mai inferiori al 34%, che rappresenta la soglia minima).

Matteo, affetto da una lieve depressione e da problemi alla schiena, viene riconosciuto invalido al 50% ma non handicappato.

Insomma: l’invalido civile non è necessariamente handicappato.

Invalidità e 104 si possono avere insieme?

Il certificato introduttivo redatto dal medico di base, necessario ad avviare il procedimento amministrativo davanti all’Inps, può contenere sia la richiesta di invalidità che quella di handicap.

In questo caso, la commissione medica Inps, in un’unica visita, dovrà valutare la sussistenza di entrambe le condizioni, cioè quella relative all’invalidità e all’handicap.

L’Inps potrebbe riconoscere solo una di esse (solitamente, l’invalidità) e negare l’altra, riconoscerle entrambe oppure negarle entrambe.

Contro l’esito negativo della visita Inps è possibile fare ricorso in tribunale nel termine di sei mesi dalla notifica del verbale.

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