Quali sono le spese condominiali che si dividono in millesimi?

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Autore: Angelo Greco

09 febbraio 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

La ripartizione delle spese di condominio si fa sempre secondo i valori degli appartamenti.

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Una domanda che spesso ci si pone in ambito condominiale è la seguente: quali sono le spese condominiali che si dividono in millesimi?

È l’amministratore di condominio che, dopo aver redatto il bilancio consuntivo annuale (meglio noto come “rendiconto di gestione”), predispone il cosiddetto “piano di riparto” delle spese tra tutti i condomini, definendo così la quota che ciascun di questi deve versare. E, nel farlo, deve seguire le regole indicate dal regolamento o, in mancanza, dalla legge. Quali sono queste regole e come si dividono le spese condominiali? È proprio qui che subentra spesso la polemica tra chi vorrebbe una divisione in parti uguali e chi invece secondo il valore delle singole proprietà.

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In verità, la polemica è sterile. Il codice civile spiega in modo molto chiaro come debbano avvenire tali calcoli. E, nel farlo, si riferisce principalmente alle tabelle millesimali. Cerchiamo allora di comprendere quali sono le spese condominiali che si dividono in millesimi e quali invece le spese condominiali che si dividono in parti uguali (se mai ve ne fossero). Ma procediamo con ordine.

I criteri di ripartizione delle spese condominiali

Ci sono servizi condominiali che tutti i condomini usano allo stesso modo: si pensi al citofono, alla luce nelle scale o nel cortile, al giardinaggio. E ci sono servizi che alcuni condomini usano più degli altri: si pensi al riscaldamento, all’acqua, all’ascensore, ecc.

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Questa diversa situazione porta alcuni a ritenere che, nel primo caso, le spese vadano divise in parti uguali e, nel secondo, in base ai millesimi. Ma non è così.

La regola generale per la divisione delle spese condominiali vuole che queste siano sempre ripartite secondo millesimi, salvo che vi sia una diversa volontà approvata però all’unanimità, ossia da tutti i condomini.

Anche la regola dei millesimi però trova due eccezioni.

Cerchiamo allora di fare il punto della situazione per comprendere come si dividono le spese condominiali.

Tutto è scritto all’articolo 1123 del codice civile. Questa norma stabilisce tre principi fondamentali per la suddivisione delle spese: il primo è il principio di base, mentre gli altri due vengono applicati in situazioni particolari:

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Analizziamo più da vicino questi principi.

Suddivisione basata sulla proporzionalità. Questa regola prevede che ogni condomino contribuisca alle spese comuni in base alla quota di proprietà espressa in millesimi ed indicata nella tabella allegata al regolamento. Questo significa che la quota di partecipazione alle spese si calcola in base al valore dell’unità immobiliare posseduta all’interno del condominio. Vari sono i criteri che influiscono sui millesimi: dimensione dell’appartamento, funzione dei locali, altezza, orientamento dell’immobile, luminosità, prospetto, affaccio.

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Suddivisione in base all’utilizzo. Ci sono casi in cui alcune parti comuni del condominio, come l’ascensore o le scale, sono utilizzate più frequentemente da alcuni condomini, specialmente quelli che abitano ai piani superiori. In queste situazioni, la ripartizione delle spese tiene conto di questo uso più intensivo.

Suddivisione per uso esclusivo. In alcuni condomini, soprattutto quelli più grandi o articolati in più corpi di fabbrica, può capitare che certe spese riguardino solo alcune parti dell’edificio e, di conseguenza, solo i condomini che ne usufruiscono direttamente. Un esempio è la manutenzione di un ascensore situato in una scala la cui spesa non può gravare sui condomini che vivono nelle altre scale; oppure la riparazione del tetto di uno dei blocchi che compongono il condominio che grava solo su coloro che si trovano al di sotto di esso.

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Questi criteri offrono un metodo equo e trasparente per la ripartizione delle spese condominiali, assicurando che ciascun condomino contribuisca in modo giusto e proporzionato alle spese comuni.

Quando le spese si dividono per millesimi?

Torniamo alla domanda di partenza: quali sono le spese che si dividono per millesimi? Praticamente tutte, salvo per quei servizi destinati solo a una parte del condominio (condominio parziale), secondo il terzo criterio che si è visto sopra. Ad esempio, in un condominio composto da due edifici diversi, i condomini della palazzina A non pagano le spese relative alla manutenzione della palazzina B.

Leggi anche Quali spese condominiali si dividono in parti uguali?

Si possono modificare i criteri di ripartizione delle spese condominiali?

Questi criteri, detti anche “legali” perché previsti dalla legge, possono essere derogati dalla volontà dei condomini solo se si raggiunge l’unanimità. E ciò si può realizzare in tre modi diversi:

Raggiunta l’unanimità è possibile ad esempio stabilire un criterio di ripartizione delle spese condominiali per quote uguali oppure ridurre la quota di alcuni condomini (ad esempio, in una residenza estiva, per coloro che abitano gli immobili solo un mese l’anno) o ancora esonerare alcuni condomini da determinate spese (ad esempio i titolari dei negozi dalle spese per l’ascensore, che altrimenti dovrebbero sostenere in quota parte).

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In tutti questi casi, è molto importante che la deroga ai criteri legali sia annotata nei pubblici registri immobiliari in modo che sia opponibile ai successivi acquirenti o comunque a coloro che diverranno proprietari degli immobili in un momento successivo. In alternativo, per rendere la clausola del regolamento valida anche nei confronti dei successivi condomini, è possibile allegare il regolamento all’atto di compravendita.

Quando si possono dividere le spese in parti uguali?

L’unico modo per dividere le spese in parti uguali è raggiungere quindi l’unanimità o in assemblea o con l’approvazione del regolamento al momento della compravendita o con un apposito contratto.

Secondo la giurisprudenza, al di là di tale ipotesi, è possibile dividere in parti uguali solo la spesa per la buca delle lettere. Invece altre spese, come il citofono o il giardinaggio, per quanto avvantaggino tutti i condomini nella stessa misura, sono divise secondo millesimi di proprietà.

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