Spese condominiali: quali vanno pagate prima?

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Autore: Mariano Acquaviva

13 aprile 2024

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

In quale ordine vanno pagati i fornitori? Quali debiti hanno la precedenza? Chi deve preferire l’amministratore se ci sono spese arretrate da pagare?

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L’amministratore deve pagare le bollette condominiali e ogni altra spesa inerente all’edificio utilizzando il denaro versato dai condòmini sul conto corrente comune. Si tratta di un adempimento fondamentale, a cui egli non può sottrarsi nemmeno nell’ipotesi in cui sia stato revocato ma non ancora sostituito, cioè quando si trova in regime di prorogatio imperii. In tale contesto si pone il seguente quesito: quali spese condominiali vanno pagate per prima?

In buona sostanza, si tratta di capire quali debiti condominiali hanno la precedenza

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nel caso in cui si accumulino, esponendo così l’intero condominio al rischio di subire un’azione di recupero del credito da parte dei soggetti (fornitori, imprese, ecc.) che hanno diritto al pagamento non ancora corrisposto. Approfondiamo l’argomento.

Quali sono le spese condominiali?

Per spese condominiali si intendono i costi che i proprietari devono sopportare in qualità di titolari delle parti comuni dell’edificio.

In pratica, le spese (o gli oneri) condominiali sono quelli che riguardano

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i beni e i servizi comuni, come ad esempio la luce delle scale, la ditta di pulizie, il riscaldamento centralizzato, il rifacimento della facciata ammalorata, la coibentazione del fabbricato, ecc.

Chi paga le spese condominiali?

Le spese condominiali sono sostenute da tutti i condòmini in proporzione ai millesimi di cui sono titolari.

Se però si tratta di cose destinate a servire i condòmini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.

È il caso delle scale e dell’ascensore, i cui costi sono sostenuti in misura maggiore da coloro che abitano ai piani più alti.

I costi connessi a beni e servizi che sono nell’esclusiva disponibilità

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di un solo gruppo di condòmini sono invece sostenuti solamente da questi ultimi: è l’ipotesi dell’ascensore che serve una sola scala in un edificio con più verticali.

Quali spese condominiali vanno pagate per prime?

Come anticipato in apertura, è possibile che le spese condominiali si accumulino perché l’amministratore non ha il denaro sufficiente a rispettare le scadenze ordinarie, ad esempio perché è stato necessario commissionare un intervento imprevisto per far fronte a un’emergenza (crollo del tetto, guasto delle tubature, ecc.) oppure, più semplicemente, perché non tutti i condòmini hanno versato le proprie quote.

In ipotesi del genere, quali spese condominiali vanno pagate prima

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?

In linea di massima, tutti i creditori del condominio hanno uguale diritto di essere pagati per i loro servizi, compreso l’amministratore, il cui mandato costituisce comunque un debito per la compagine.

Ai fini della corretta gestione delle situazioni di morosità condominiale, l’amministratore diligente, per non incorrere in responsabilità, deve dare precedenza ai debiti scaduti o, comunque, a quelli più risalenti nel tempo.

L’amministratore, dunque, dovrà pagare le fatture nell’ordine di scadenza e, in caso di scadenza contestuale, privilegiare il pagamento di quelle inerenti ai servizi più importanti o, comunque, quelle il cui mancato pagamento comporta pregiudizi maggiori.

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Solitamente, si preferisce onorare le fatture rispetto alle quali non è possibile ricorrere a una rateizzazione: energia elettrica, gas e fattura per il consumo idrico ne sono esempi tipici.

Il compenso dell’amministratore viene prima degli altri debiti?

Come accennato nel precedente paragrafo, anche il compenso maturato dall’amministratore per lo svolgimento del proprio mandato costituisce un debito che il condominio deve onorare.

In questo contesto si pone la seguente domanda: il compenso dell’amministratore viene prima degli altri debiti?

Come ricordato, in linea di massima tutti i debiti condominiali sono uguali; pertanto, l’onorario dell’amministratore non è privilegiato

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rispetto alle altre spese che la compagine deve pagare.

Il debito che il condominio ha nei confronti dell’amministratore è però particolare, in quanto quest’ultimo è legittimato a prelevare ciò che gli spetta direttamente dal conto corrente.

L’amministratore non è perseguibile per aver ritirato il proprio compenso prima di pagare gli altri, a meno che non abbia agito imprudentemente, preferendo il pagamento del suo onorario a debiti più risalenti nel tempo.

In altre parole, nel caso di morosità condominiale, l’amministratore, giunto alla scadenza del mandato, può prelevare il proprio compenso dal conto corrente, avendo cura però di agire con la dovuta diligenza, eventualmente sacrificando il proprio diritto nell’ipotesi in cui ci siano

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debiti più vecchi da onorare.

Debiti condominio: quando è responsabile l’amministratore?

L’amministratore può essere responsabile per il ritardo nei pagamenti dei fornitori e, più in generale, dei creditori della compagine.

Nello specifico, all’amministratore può essere imputata la situazione debitoria del condominio se, oltre a non aver pagato i fornitori, non ha fatto nulla per recuperare i crediti condominiali, ad esempio agendo con decreto ingiuntivo contro i condòmini morosi.

Tale condotta costituisce un grave inadempimento, che però non va confuso con il fatto di aver dato “precedenza” al proprio compenso: come detto, infatti, non ci sono (di norma) crediti privilegiati da soddisfare, per cui la preferenza mostrata al pagamento di uno di essi non costituisce illecito.

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