Recesso ingiustificato dalle trattative di un contratto

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Autore: Angelo Greco

13 febbraio 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Diritti e doveri delle parti nelle trattative contrattuali: quando si può recedere dalle trattative.

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Le trattative di un contratto servono proprio per valutare la convenienza di un determinato affare e cercare di strappare le condizioni più vantaggiose per sé. È chiaro che se questo obiettivo non viene raggiunto non si è costretti a firmare un contratto solo perché si sono avuti dei rapporti con l’altra parte. Insomma, di regola si può liberamente decidere se concludere o meno un accordo che non si ritiene conveniente. Tuttavia la legge prevedere che, in alcuni casi, dinanzi a un recesso ingiustificato dalle trattative di un contratto possa discenderne una responsabilità e quindi l’obbligo di risarcire il danno all’altro soggetto.

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Di tanto ci occuperemo meglio nel seguente articolo per spiegare come ci si deve comportare in questi casi e cosa si rischia se si fa credere alla controparte di essere interessati a un determinato affare e poi ci si tira indietro.

Quando non si può recedere dalle trattative di un contratto

Si può sempre interrompere le trattative di un contratto senza dover fornire una motivazione. Il recesso immotivato però è illegittimo quando le trattative sono arrivato a uno stato così avanzato da far ragionevolmente credere all’altra parte che l’accordo sarà concluso. Insomma, se tutto è pronto e manca solo la firma, il recesso può avvenire solo per una valida ragione, che può dipendere ad esempio da un evento sopravvenuto (ad esempio un licenziamento, un infortunio, ecc.).

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Volendo semplificare, la legge prevede che:

In queste situazioni, se l’altra parte ha già speso soldi o perso altre opportunità contando su questo accordo, chi ha interrotto le trattative può essere tenuto a risarcire per i danni causati. Tuttavia, finché non c’è stata questa aspettativa concreta di concludere l’accordo, le parti sono libere di ritirarsi in qualsiasi momento senza dover fornire spiegazioni.

Un esempio potrebbe essere una persona che promette di affittare un immobile e prende un appuntamento per firmare il contratto, ma poi si tira indietro senza motivi validi. In questo caso, chi ha promesso l’affitto potrebbe dover risarcire l’altra parte per i danni subiti a causa della rottura improvvisa delle trattative.

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Cosa rischia chi recede dalle trattative

Si tenga conto che la sanzione per chi recede senza valido motivo da trattative avanzate non può essere l’obbligo di firmare il contratto ma solo il risarcimento.

Si può obbligare la parte a sottoscrivere il contratto solo nel caso in cui sia stato firmato un compromesso, ossia il cosiddetto «contratto preliminare».

Si può recedere dalle trattative se si riceve un’offerta migliore?

Se una parte decide di interrompere le trattative perché ha ricevuto un’offerta migliore da qualcun altro, può essere tenuta a risarcire l’altra parte per i danni causati, soprattutto se ha fatto credere che l’accordo sarebbe stato sicuramente concluso. Questo accade quando non ha detto all’altra parte che stava considerando anche altre offerte.

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Quando si tutela l’aspettativa alla conclusione di un contratto?

L’aspettativa legittima si verifica quando le parti hanno già discusso e concordato tutti i dettagli chiave del contratto che avevano intenzione di firmare.

Tuttavia, se si scopre che una parte non era mai stata seria riguardo alla conclusione dell’accordo e ha solo finto di essere interessata per trarre qualche vantaggio, allora non si può parlare di aspettativa legittima da parte dell’altra parte se tale comportamento era facilmente deducibile dal contesto.

Se una delle parti è stata chiara fin dall’inizio riguardo alle condizioni specifiche necessarie per il suo interesse a concludere un accordo, allora non si può parlare di un’aspettativa legittima di concludere il contratto che giustifichi un risarcimento in caso di mancata conclusione.

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Per esempio, la giurisprudenza riconosce che c’è un’aspettativa legittima se:

D’altra parte, non si può parlare di aspettativa legittima se:

Quando interrompere le trattative del contratto?

Ci sono situazioni in cui è considerato accettabile interrompere le trattative per un accordo:

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Tuttavia, ci sono casi in cui interrompere le trattative non è giustificato:

Per decidere se l’interruzione delle trattative è stata ingiusta, il giudice deve esaminare attentamente tutto il comportamento delle parti: prima, durante e dopo le trattative. Ad esempio, se una società chiede di posticipare la firma di un contratto di affitto, questo può essere considerato un ritiro ingiustificato solo se ha causato danni e ha influenzato negativamente il desiderio dell’altra parte di firmare il contratto.

È importante sapere che la durata delle trattative o il numero di incontri non influenzano la decisione sulla legittimità dell’interruzione delle trattative.

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