Quali comportamenti si considerano infedeltà coniugale?
Quando c’è tradimento e cosa comporta: tutti i comportamenti considerati adulterio.
Cosa si può ritenere rientrante nel concetto di tradimento tra un marito e una moglie? Ad esempio il fatto di scambiare delle email con un estraneo che non si è mai visto, l’iscrizione a un sito di incontri o a una piattaforma come OnlyFans può ritenersi adulterio? Quali comportamenti si considerano infedeltà coniugale ai sensi di legge? Esistono diverse interpretazioni e sfumature, scopriamo le principali.
Indice
Tradimento fisico
Avere rapporti sessuali con un’altra persona al di fuori del matrimonio è considerato tradimento da tutti.
Ma cosa si intende per “rapporto sessuale“? Nella prassi sappiamo che questo concetto coincide con la congiunzione dei corpi. E sicuramente in questo caso è indubbio il ricorrere dell’adulterio, anche per un solo episodio.
Ma per la legge, il tradimento è costituito anche da baci, effusioni, carezze: anche queste sono considerate infedeltà.
Inoltre, il tradimento tale da determinare la responsabilità per la fine del matrimonio è anche quello con la prostituta o con una persona del proprio stesso sesso. E non solo: il tradimento fisico è anche quello a distanza, tramite una cam.
Tradimento emotivo
Sviluppare un’intesa emotiva profonda con un’altra persona può essere considerato tradimento.
Confidenze intime, chat segrete, attenzioni particolari: quando si supera il confine dell’amicizia e scatta l’innamoramento o anche la semplice attrazione fisica verso un’altra persona siamo già nel campo di una vera e propria infedeltà.
Infedeltà virtuale: il tradimento digitale
Chattare, flirtare o scambiare foto intime online con un’altra persona può essere considerato tradimento.
Non rileva la frequenza e l’intensità delle interazioni online: basta la prova di un solo episodio.
La dipendenza da relazioni virtuali può minacciare la stabilità della coppia.
Secondo la Cassazione è infedeltà iscriversi a un sito di incontri. Avere un account su piattaforme per scambi di materiale hard come
Micro-infedeltà: piccole bugie e grandi dubbi
Piccoli gesti di attenzione o complimenti verso un’altra persona possono essere considerati infedeltà? La “zona grigia” delle micro-infedeltà va valutata attentamente. Secondo la Cassazione è infatti infedeltà tutto ciò che mina alla reciproca fiducia. Quindi dire una bugia, uscire con un’amica quando al coniuge si è detto che si usciva con un amico può essere ritenuto infedeltà. Infedeltà coniugale significa far perdere ogni garanzia sulla propria
Voci di corridoio e pettegolezzi
Per la stessa ragione appena vista, anche il fatto di assumere atteggiamenti equivoci in pubblico con una persona, ingenerando così in terzi la sensazione di un legame tra un coniuge e un terzo, è considerato infedeltà (e consente al tradito, in questo caso, di chiedere anche il risarcimento del danno). Qui non è solo in gioco la fiducia dell’altro coniuge ma anche la sua reputazione che ogni persona sposata deve preservare. L’onore e il decoro di una persona si gioca anche sul piano dell’immagine che questa ha nei confronti della società: a nessuno piacerebbe del resto fare la parte del “tradito”, pur se ciò, nei fatti, non è vero.
Cosa prevede la legge sull’infedeltà?
In Italia, l’adulterio non è più reato dal 1969.
L’infedeltà può però avere conseguenze legali in caso di separazione e divorzio, con addebito della separazione.
Cos’è l’addebito? L’addebito è la pronuncia del giudice che attribuisce la responsabilità della fine del matrimonio ad uno solo dei coniugi. In caso di addebito, il coniuge infedele:
- perde il diritto al mantenimento: non potrà ricevere l’assegno di mantenimento dall’altro coniuge anche se ne avrebbe avuto diritto, come nel caso di soggetto disoccupato e privo di capacità reddituali;
- perde i diritti successori: non erediterà il coniuge in caso di premorienza;
- potrebbe essere condannato al risarcimento se il tradimento ha causato un danno all’immagine e alla reputazione all’altro coniuge.
Quando viene pronunciato l’addebito?
L’addebito viene pronunciato dal giudice quando il tradimento è stato la causa determinante della rottura del matrimonio. Non è sufficiente quindi la semplice infedeltà, ma è necessario che questa abbia causato la fine della convivenza e del rapporto affettivo tra i coniugi. È vero che la fedeltà si presume già da sola come causa sufficiente e scatenante della rottura del matrimonio, ma se il coniuge infedele riesce a provare che il matrimonio era già in crisi da prima del tradimento allora non ci sarà pronuncia di addebito a suo carico. Ciò può succedere, ad esempio, perché i coniugi dormivano da tempo in letti separati e non avevano più rapporti, o perché avevano manifestato l’un l’altro la volontà di separarsi, o perché si erano consumate violenze o un abbandono del tetto coniugale, o infine quando il tradimento è conseguenza di un pregresso tradimento.
Come si prova il tradimento?
Il tradimento può essere provato in diversi modi, ad esempio:
- con le confessioni dei coniugi;
- con le testimonianze di terzi;
- con le foto, i messaggi o le chat che documentano l’infedeltà;
- che gli scatti di un investigatore privato;
- con le registrazioni fatte nell’auto del coniuge, ritenute dalla Cassazione lecite.