Cosa succede se si scopre un reperto archeologico nel proprio terreno?
A chi spetta la proprietà del tesoro o del reperto? A quanto ammonta la ricompensa dello Stato?
L’articolo 932 del codice civile stabilisce che tutte le volte in cui il proprietario di un terreno scopre un tesoro all’interno di esso ne diventa automaticamente proprietario. Tuttavia, se si tratta di oggetti d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico si applicano le norme del Testo unico sui beni culturali e ambientali. Su quest’ultimo aspetto bisogna però chiarire meglio cosa succede se si scopre un reperto archeologico nel proprio terreno.
Di tanto si è occupato di recente il Consiglio di Stato. Corre quindi la necessità di fare alcuni importanti chiarimenti sul tema.
Indice
A chi spetta la proprietà di beni culturali, storici e archeologici?
L’articolo 10 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42) contiene un lungo elenco di cose che si considerano beni culturali. Tra questi vi sono:
- le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante;
- le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte, della scienza, della tecnica, dell’industria e della cultura in genere;
- le cose che presentano un interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico eccezionale per l’integrità e la completezza del patrimonio culturale della Nazione;
- le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà;
- le cose di interesse numismatico che, in rapporto all’epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarità o di pregio;
- i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarità e di pregio.
A norma del successivo articolo 91 dello stesso Codice, i beni culturali sopra indicati, da chiunque e in qualunque modo
Qual è la differenza tra la normativa sui beni culturali e quella sul ritrovamento di un tesoro?
A differenza della normativa sul ritrovamento di un tesoro, che assegna il tesoro al proprietario del terreno dove è stato trovato, la legge sui beni culturali attribuisce allo Stato la proprietà dei beni rinvenuti in terreni privati. Questo per garantire che tali beni siano protetti e conservati per l’interesse collettivo.
Cosa spetta a chi ritrova un reperto archeologico?
A norma dell’articolo 92, lo Stato riconosce un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate:
- al proprietario del terreno dove è stato scoperto il reperto;
- al concessionario dell’attività di ricerca;
- allo scopritore
Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia ricercato nel fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore.
Cosa fare se si trova un oggetto archeologico?
Chi scopre per caso uno dei beni culturali prima elencati deve farne denuncia entro ventiquattro oreal Soprintendente o al sindaco ovvero all’autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state trovate.
Cosa fare per ottenere il premio dallo Stato?
Quando nel terreno di un proprietario vengono scoperti reperti archeologici o artistici, come visto il proprietario ha la possibilità di essere premiato dallo Stato. Tuttavia, questa ricompensa non è automatica. Per riceverla, il proprietario deve dimostrare di aver collaborato attivamente con le autorità competenti
A dirlo è stato il Consiglio di Stato, attraverso la sentenza 207 del 2024. Ciò significa che il proprietario deve aver contribuito in modo significativo alla scoperta e alla salvaguardia dei reperti per poter avere diritto alla ricompensa.
Per essere considerato collaborativo, il proprietario deve aver preso attivamente parte alla scoperta e segnalazione dei reperti. Questo può includere l’avviso alla Soprintendenza di piccoli oggetti trovati durante lavori sul terreno o di particolarità del suolo che potrebbero indicare la presenza di reperti archeologici. La collaborazione può anche consistere nel facilitare le indagini e gli scavi necessari per l’approfondimento della scoperta.
Le condizioni per ottenere la ricompensa includono la dimostrazione di una collaborazione attiva con la Soprintendenza e il contributo alla salvaguardia dei beni ritrovati.
La ricompensa può essere in denaro, in una parte dei reperti ritrovati, o in un credito di imposta, e la sua entità dipende dal valore dei beni scoperti e dal livello di collaborazione del proprietario.
Perché esistono restrizioni sulla proprietà privata in relazione ai beni culturali?
Le restrizioni sulla proprietà privata, quando si tratta di beni culturali, sono giustificate dall’interesse pubblico alla conservazione e alla trasmissione alle future generazioni del patrimonio culturale. La legge impone quindi dei vincoli, sia diretti che indiretti, che limitano le modifiche che i proprietari possono apportare ai loro terreni per proteggere i reperti archeologici e artistici che potrebbero essere presenti.