Content creator e influencer: qual è la differenza?

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Autore: Paolo Remer

15 marzo 2024

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Chi sono, cosa fanno e come si distinguono queste due figure tipiche del web; quando e perché diventano opinion leader.

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La tecnologia ha cambiato il mondo classico e l’informatica ha sconvolto il linguaggio tradizionale: prima con l’avvento del web, e poi con l’affermazione dei social, sono nati tanti nuovi termini, di cui talvolta è arduo comprendere il significato. Eppure sono importanti, e bisogna conoscerli. Ad esempio, qual è la differenza tra content creator e influencer?

A livello intuitivo e superficiale si tende a confondere queste due figure tipiche del web, ritenendo i due termini sinonimi. Molti pensano che, in fondo, i creator e gli influencer facciano grossomodo le stesse cose, al di là della qualifica che gli viene attribuita dal pubblico o dal “titolo” informale che essi stessi proclamano nelle loro info, come referenza. Non è affatto così: c’è una profonda differenza, che impatta parecchio su chiunque usa i media, per motivi di lavoro o per semplice svago.

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Chi legge un articolo o guarda un video su internet deve sapere se ha a che fare con un content creator o con un influencer. Capire chi ha prodotto quel contenuto è importante per tutti i consumatori consapevoli, ed anche per i fruitori di notizie o informazioni di qualsiasi genere e per chi cerca un semplice intrattenimento e svago.

Individuare chi ha prodotto i contenuti di cui usufruiamo è importante quasi quanto conoscere l’origine degli alimenti con cui ci nutriamo. Quindi bisogna avere chiara la distinzione tra influencer e creator, altrimenti è come percorrere una strada e scambiare un’autovettura con un camion.

I content creator e gli influencer sono due figure essenziali nel mondo digitale; entrambi popolano il web, e in un certo senso gli danno vita, ma svolgono ruoli diversi. Ora esaminiamoli più da vicino.

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Content creator: chi è e cosa fa

Content creator, significa, letteralmente, creatore di contenuti. Questi contenuti prodotti possono essere i più vari, come articoli sui blog e sui siti internet, video Youtube, fotografie, animazioni, e, soprattutto, i post, i reel e le storie pubblicati sui social, come Facebook, Instagram e TikTok.

La funzione principale dei content creator è quella di produrre i vari tipi di contenuti da pubblicare su internet e sui social, altrimenti i contenitori, senza il contributo degli utenti, sarebbero soltanto degli inutili scatoloni vuoti.

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Ma – e può sembrare un paradosso – i creator non sono necessariamente famosi, e spesso non vengono neppure seguiti da un vasto pubblico. Ci sono, ad esempio, content creator molto prolifici, che però si dedicano ad argomenti “di nicchia”: sono riservati ad un pubblico numericamente ristretto, che però coltiva con passione quegli specifici interessi e di solito è molto affezionato ai suoi produttori.

Così i contenuti di un creator non si equivalgono con quelli di un altro, e non sono intercambiabili (come, invece, possono essere i corpi di chi indossa abiti o gioielli): il pubblico vuole loro e non altri.

Content creator: come lavora

I content creator possono lavorare non soltanto con l’auto-pubblicazione del loro materiale, ma anche – e oggi soprattutto –

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su commissione per conto di aziende, imprese e società di qualsiasi genere, ad esempio creando articoli e video informativi o contest e format per prodotti o servizi da pubblicizzare nei canali di marketing dell’azienda che gli ha affidato l’incarico.

In queste situazioni, il materiale prodotto dai content creator non viene pubblicato sui loro profili social personali, ma viene fornito al committente, che si occupa della sua distribuzione, diffusione e divulgazione. Si pensi ad un giornalista che produce regolarmente articoli per una determinata testata. Il suo volto potrebbe anche essere sconosciuto ai più: non è essenziale ai fini della comunicazione.

Ci sono content creator che, per la

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professione svolta, hanno dei limiti impliciti alla loro attività espressiva, fermo restando il diritto, costituzionalmente garantito, di libera manifestazione del pensiero; basti pensare ai dipendenti pubblici (in particolare, magistrati e militari in servizio: il generale Vannacci, autore di un noto libro autopubblicato, è stato sanzionato disciplinarmente dall’Esercito) e ai giornalisti, per i quali è previsto il divieto di fare pubblicità, a meno che non sia gratuita e a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici o sindacali.

Influencer: chi è e come riconoscerlo

Gli influencer sono coloro che riescono a “influenzare” il pubblico, in modo da orientarne i gusti e le preferenze, per suscitare il loro apprezzamento e provocare

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reaction (interazioni, come i like, i commenti e le condivisioni).

Di solito gli influencer agiscono mostrando il loro stile di vita, commentando i loro interessi e descrivendo le loro passioni in modo concreto e ad alto impatto di suggestione sensoriale e di coinvolgimento emozionale, per creare empatia con i followers. Ad esempio:

Influencer e rapporto con il pubblico

In genere, gli influencer sono seguiti da un pubblico più ampio rispetto a quello tipico dei content creator (con le dovute eccezioni: un editorialista di fama supera in termini di visibilità un influencer di medio livello), e spesso hanno un loro

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marchio identificativo personale che li contraddistingue: può essere, a seconda dei casi, il proprio nome, che di solito funziona bene se non è troppo comune, o anche un nickname, un nome d’arte creato per l’occasione: l’importante è che li renda univocamente riconoscibili.

Attenzione: gli influencer possono essere pagati per creare contenuti pubblicitari e distribuirli attraverso i loro canali social, ma, secondo le nuove regole dell’AGCOM, in vigore dal 2024, i cosiddetti macro influencer (quelli che hanno almeno 1 milione di followers e un tasso di engagement di almeno il 2%) devono informare il pubblico dei consumatori, inserendo una scritta ben visibile in sovraimpressione (va bene anche l’hashtag #adv) per dichiarare che quel contenuto è

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sponsorizzato, o comunque frutto di una collaborazione commerciale e remunerata da partner esterni con un compenso per la diffusione.

Tieni presente che fare l’influencer ad alti livelli significa svolgere un vero e proprio lavoro, così come avviene per i content creator più impegnati ed affermati, ma si può anche decidere di fermarsi prima, e rimanere a bassi livelli di intensità: in particolare, ci sono da un lato i creator occasionali, che pubblicano sporadicamente e senza una frequenza regolare (come molti blogger amatoriali), e dall’altro lato i cosiddetti micro influencer, che hanno un numero di followers compreso tra 1.000 e 100.000, e, in genere, si dedicano ad altre attività perché le monetizzazioni ottenute dalle visualizzazioni e dalle pubblicità non generano guadagni sufficienti per vivere.

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Come distinguere i content creator dagli influencer?

Per il content creator “puro” non è importante influenzare, persuadere, orientare il pubblico, quanto, piuttosto, diffondere, divulgare e far conoscere i contenuti che realizza e propone. Per fare un esempio classico e indiscutibile: Piero Angela era un notissimo e apprezzatato divulgatore scientifico, ma non è mai stato un influencer e neppure ambiva diventarlo. Anche celebri e indimenticabili giornalisti sportivi, come Nando Martellini, Paolo Valenti e Sandro Ciotti, costruivano ogni domenica splendide radio-telecronache, capolavori di originalità e uso del linguaggio, ma non hanno mai “pilotato” i tifosi verso, o contro, determinate squadre di calcio. Erano creator, non influencer.

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Però ogni content creator moderno, in un’epoca di info-comunicazione diffusa, frammentata e frenetica come quella attuale, deve essere – e quasi sempre diventa – anche un po’ influencer, perché i suoi contenuti, per essere apprezzati, devono avere sia un reale e valido contenuto informativo, sia un tocco di intrattenimento che non guasta mai (come ben sa chi fa storytelling in tutte le sue forme: ad esempio, le migliori pubblicità sono modi efficaci di narrazione), sia una modalità comunicativa che susciti, sin dal primo impatto con il messaggio, curiosità e interesse.

La principale distinzione tra i content creator e gli influencer sta, dunque, nel fatto che i primi si concentrano sulla creazione di materiali e contenuti, mentre i secondi sono più attenti alla diffusione di ciò che pubblicano, cioè al lato esterno e immediatamente percepibile della comunicazione. Quindi gli influencer curano molto la loro

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immagine social e puntano essenzialmente al successo delle loro produzioni, altrimenti non avrebbero ragione di esistere in quanto personaggi mediatici e social; mentre il content creator può, entro certi limiti, operare a prescindere dall’entità dei risultati ottenuti, e far leva essenzialmente sulla qualità ed originalità delle sue creazioni.

Da creator a influencer: gli step

Talvolta un content creator può essere anche un influencer di se stesso, o diventarlo un po’ alla volta. Quando ciò accade le due figure si sovrappongono nella stessa persona. Vediamo in concreto come ciò accade, descrivendo gli step di questa sequenza di progressiva immedesimazione dei due ruoli di creator ed influencer:

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La sequenza di eventi che abbiamo riassunto è condizionata da numerose variabili, come i

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trend dell’argomento scelto, ma può avvenire soprattutto grazie alla qualità, alla rilevanza e alla frequenza, non occasionale, dei contenuti prodotti dai creator; altrimenti il meccanismo si interrompe nei passaggi intermedi e comunque prima del successo in termini di diffusione mediatica, e quindi di notorietà e successo del content/influencer.

Facciamo alcuni esempi pratici.

Un blogger amante di viaggi ed escursioni pubblica su YouTube, Facebook e Instagram numerosi video delle mete che ha raggiunto: spiega dove ha soggiornato, come si è trovato, cosa ha visitato, quali cibi ha mangiato, ecc. In breve tempo diventa molto seguito: i suoi contenuti sono apprezzati e così attira un pubblico significativo. A quel punto è diventato anche un influencer, pur rimanendo ancora un content creator.

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Una ragazza che pubblica quotidianamente e con regolarità le foto dei suoi outfit su Instagram è sia un content creator, per le immagini ed anche per le eventuali descrizioni, sia un influencer, quando con questa attività riesce a influenzare i gusti e le preferenze del suo pubblico sulla moda e le tendenze del momento. Viste le potenzialità di successo commerciale (i suoi followers sono tantissimi, specialmente tra i giovani), molte aziende le propongono di fare pubblicità indossando determinati vestiti e accessori. È una influencer a tutti gli effetti, e con questa attività guadagna bene.

Un giovane laureato in economia aziendale si è specializzato nella consulenza finanziaria, e offre servizi a pagamento. Per promuoversi, ha realizzato un blog gratuito, che però riceveva poche visualizzazioni. Grazie ai social media, ha amplificato la sua visibilità: i suoi contenuti sono molto apprezzati e parecchie persone si rivolgono a lui in privato. Il suo nocciolo è sempre quello di content creator, però suo malgrado è diventato anche un influencer: la gente si informa da lui sui trend e prodotti finanziari, e molti seguono i suoi consigli di risparmio e investimento.

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