Quali sono gli obblighi del locatario?

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Autore: Angelo Greco

11 marzo 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Doveri del locatore e del conduttore nel contratto di affitto.

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Il rapporto giuridico che intercorre tra il proprietario di un immobile e l’inquilino a cui il bene viene concesso in affitto è un argomento di grande rilevanza nel panorama legale italiano. Tale rapporto non si limita alla semplice osservanza delle clausole stabilite nel contratto di locazione ma è altresì soggetto a una complessa rete di disposizioni normative, tra cui spiccano la Legge n. 431 del 1998, la Legge n. 392 del 1978 e il Decreto Legislativo n. 50 del 2017.

Responsabilità del proprietario di casa

L’articolo 1575 del Codice civile stabilisce inequivocabilmente che il

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locatore è tenuto a consegnare l’immobile in locazione in uno stato che ne consenta l’utilizzo secondo l’uso convenuto (abitativo, commerciale, magazzino, ecc.). Egli inoltre deve garantirne la manutenzione adeguata affinché l’immobile rimanga fruibile per l’uso pattuito durante tutto il periodo di locazione.

L’articolo 1576 del Codice civile dettaglia ulteriormente le responsabilità del locatore, il quale è obbligato a eseguire tutte le riparazioni necessarie per mantenere l’immobile in condizioni ottimali, ad eccezione di quelle di minore entità, che ricadono sotto la responsabilità dell’inquilino.

Responsabilità dell’inquilino

La principale obbligazione dell’inquilino è il

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pagamento del canone. A questa si affianca ovviamente il dovere di restituire l’immobile alla scadenza. Non basta il semplice fatto di allontanarsi dall’abitazione: bisogna lasciare le chiavi nelle mani del locatore. Secondo la giurisprudenza, il ritardo nella riconsegna dell’abitazione genera un danno risarcibile, su richiesta del locatore, in misura pari al canone di locazione che questi avrebbe percepito se avesse messo a reddito l’appartamento.

Al termine del contratto di locazione, come prescritto dall’articolo 1590 del Codice civile, l’inquilino è tenuto a restituire l’immobile nelle stesse condizioni in cui lo ha ricevuto, fatte salve le normali conseguenze di

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usura o i danni derivanti da un utilizzo conforme a quanto stabilito nel contratto.

Che succede se l’inquilino danneggia l’appartamento?

In situazioni dove l’inquilino dovesse, sia involontariamente che intenzionalmente, causare danni a parti comuni dell’edificio (come ascensori, scale, ingressi) diventa l’unico responsabile nei confronti del condominio per il relativo risarcimento. A stabilirlo è l’articolo 2043 del Codice civile che attribuisce la responsabilità del risarcimento a chiunque commetta un atto, doloso o colposo, che risulti in un danno ingiusto verso altri.

Chi paga le spese condominiali se c’è affitto?

Veniamo ora al pagamento delle spese condominiali, i cosiddetti

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oneri accessori. Se il contratto non prevede un importo fisso a carico del conduttore, le spese relative alla manutenzione straordinaria dell’edificio, come il rifacimento del tetto, la tinteggiatura delle facciate, la sostituzione del motore dell’ascensore o l’installazione di una nuova caldaia, sono di norma a carico del proprietario dell’immobile. Dall’altro lato, le spese di manutenzione ordinaria, che includono, ad esempio, il servizio di pulizia, il funzionamento e la manutenzione dell’ascensore, la fornitura di acqua, energia elettrica, riscaldamento e condizionamento, lo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, oltre alla fornitura di altri servizi comuni, ricadono sulla responsabilità dell’inquilino, come stabilito dall’articolo 9 della Legge 392/78. In particolare, le spese per il servizio di portineria sono a carico dell’inquilino per il 90%, a meno che non sia stato pattuito diversamente.
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Il conduttore può chiedere al locatore il dettaglio delle spese condominiali riscosse dall’amministratore per verificare la correttezza dei conteggi.

Come si diceva, il contratto di locazione può prevedere che l’inquilino paghi un forfait a titolo di spese condominiali, indipendentemente dal quale sarà poi la misura che l’amministratore richiederà al locatore, mese per mese. In tal caso il conduttore deve effettuare il versamento degli importi concordati, insieme al canone, senza poter chiedere il dettaglio.

In caso di omesso versamento delle spese condominiali, il locatore può procedere allo sfratto. Tuttavia è necessario:

In caso di

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morosità, l’articolo 1129 del Codice civile prevede che l’amministratore di condominio, salvo espressa dispensa dell’assemblea, debba procedere entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario alla riscossione forzosa delle somme dovute dagli obbligati. Nel caso in cui l’inadempiente sia l’inquilino, l’amministratore deve comunque rivolgersi al proprietario dell’immobile, il quale sarà tenuto a saldare le somme mancanti. Successivamente, il proprietario avrà il diritto di rivalersi sull’inquilino moroso e, qualora la situazione di morosità persista, potrà anche chiedere la risoluzione del contratto di locazione.

Il locatore può esigere il pagamento delle spese condominiali fino a massimo

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2 anni: dopodiché il credito cade in prescrizione.

È importante sottolineare che la morosità non è una questione da prendere alla leggera. Nel caso in cui l’inadempienza si protragga, i creditori, quali le società di fornitura di servizi come riscaldamento, energia elettrica o acqua, potrebbero decidere di interrompere i servizi forniti. Questo scenario rappresenta un’eccezione e, nella maggior parte dei casi, i condomini che sono in regola con i pagamenti tendono a coprire temporaneamente le quote mancanti, in attesa che il debito venga regolarizzato.

La legge impone al creditore del condominio, che non è stato pagato a causa dei buchi di cassa causati dai morosi. di agire prima contro questi ultimi. È l’amministratore di condominio a fornire l’elenco dei soggetti inadempienti. Tuttavia, questa azione spesso si rivela infruttuosa, portando i creditori a rivolgersi agli altri condomini, quelli virtuosi nei pagamenti, per il recupero delle somme dovute.

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Per affrontare più efficacemente il problema della morosità, l’articolo 63 delle Disposizioni attuative del Codice civile fornisce agli amministratori la facoltà di sospendere i condomini morosi dall’utilizzo dei servizi comuni suscettibili di godimento separato, qualora il ritardo nel pagamento dei contributi si protragga per almeno sei mesi. L’esempio tipico è il riscaldamento centralizzato, l’acqua, ma anche l’utilizzo di eventuali piscine, campi da tennis, parcheggio individuale, ecc.

Fastidi e molestie agli altri condomini

Al di là della gestione dei debiti condominiali, un altro aspetto rilevante nelle relazioni di vicinato riguarda le cosiddette “immissioni fastidiose”, quali

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odori e rumori molesti, che possono creare tensioni tra inquilini e proprietari, sia nelle locazioni di media e lunga durata che negli affitti brevi. L’articolo 844 del Codice civile stabilisce che non è possibile impedire le immissioni provenienti dal fondo del vicino, come fumo, calore, esalazioni o rumori, a meno che queste non superino la normale tollerabilità. Tollerabilità che va determinata considerando anche le condizioni specifiche dei luoghi.

Il Codice penale, attraverso gli articoli 659 e 674, prevede inoltre sanzioni per chi disturba la quiete pubblica con schiamazzi o rumori o per chi imbratta o molesta con il getto di sostanze o l’emissione di fumi e vapori. La giurisprudenza ha definito i limiti di tollerabilità del rumore in 3 decibel sopra il rumore di fondo nelle ore serali e 5 decibel nelle ore diurne.

In caso di violazioni relative a odori o rumori molesti, la responsabilità ricade sull’inquilino, che è tenuto a rispettare la quiete e il benessere degli altri abitanti, senza gravare sul proprietario dell’immobile. Queste disposizioni sottolineano l’importanza di una convivenza rispettosa e consapevole all’interno delle comunità condominiali e abitative, promuovendo un ambiente sereno e privo di conflitti.

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