Chi sciopera deve avvisare?

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Autore: Angelo Greco

15 marzo 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Bisogna dare un preavviso per lo sciopero? Il datore di lavoro può sindacare i motivi dello sciopero?

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Come scioperare in modo legittimo senza rischiare il licenziamento? Nel panorama giuridico del lavoro, la legittimità dello sciopero e il suo impatto sulla produttività e produzione aziendale sono temi di dibattito in continua evoluzione. La recente ordinanza n. 6787/2024 della sezione lavoro della Cassazione, datata 14 marzo 2024, chiarisce alcuni importanti aspetti sul diritto allo sciopero, in particolare rispondendo a due quesiti di generale interesse: chi sciopera deve avvisare dando un preavviso? Può il datore di lavoro giudicare quando i motivi dello sciopero sono legittimi e quando invece pretestuosi procedendo, in questo secondo caso, al licenziamento? Cerchiamo di chiarire meglio come stanno le cose.

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Lo sciopero è legittimo anche se danneggia la produzione?

La Cassazione chiarisce un punto fondamentale: lo sciopero è considerato legittimo anche quando arreca danno alla produzione dell’azienda, purché non comprometta la sua produttività globale. Il danno alla produzione, infatti, è intrinsecamente legato alla natura dello sciopero, mirato a esercitare una pressione sull’azienda per rivendicare diritti o miglioramenti delle condizioni lavorative.

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Quali sono le condizioni per uno sciopero legittimo?

Secondo la Cassazione, lo sciopero diventa illecito solo quando le modalità adottate dai lavoratori impediscono all’imprenditore di proseguire la sua attività economica, ad esempio rendendo gli impianti inutilizzabili per lunghi periodi.

Per scioperare è necessaria una comunicazione scritta al datore?

La sentenza sottolinea l’importanza della libertà di proclamazione dello sciopero: non è necessaria una formalizzazione o una comunicazione preventiva al datore di lavoro, il quale deve mantenere una posizione neutrale rispetto alla dinamica tra le organizzazioni sindacali.

Esiste un preavviso per lo sciopero?

Salvo nei servizi pubblici essenziali, i dipendenti non sono tenuti a fornire al datore di lavoro un preavviso prima di scioperare.

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L’obbligo dei lavoratori scioperanti di fornire un preavviso dell’intenzione di astenersi dall’attività lavorativa è prescritto dall’art. 2 della L. n. 146/1990, che delinea in generale il procedimento da seguire per la proclamazione dello sciopero solo nei servizi pubblici essenziali. In tal caso, il preavviso non deve essere inferiore a 10 giorni (salvo termini superiori fissati dai contratti collettivi nazionali).

Ad ogni modo, secondo la giurisprudenza, l’omesso preavviso di sciopero sortisce effetti esclusivamente in ambito disciplinare e non si presta a legittimare una compressione totale del diritto allo sciopero con l’esercizio del potere prefettizio di precettazione (TAR Genova, sent. n. 132/2017).

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Si può sanzionare un dipendente che sciopera?

L’ordinanza precisa che il datore di lavoro non può utilizzare i poteri disciplinari per influenzare o reprimere lo sciopero. Questi poteri devono essere riservati esclusivamente alla gestione e al governo dell’azienda, al di fuori di qualsiasi contesto di mobilitazione dei lavoratori. Ragion per cui non si può licenziare il dipendente che sciopera.

Il datore di lavoro può dire se uno sciopero è legittimo o meno?

La Cassazione ha stabilito che non spetta al datore di lavoro valutare la legittimità delle rivendicazioni portate avanti tramite lo sciopero.

Ad esempio, lo sciopero è ammesso anche per rivendicazioni non salariali

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. L’astensione dal lavoro può, cioè, essere legittimamente proclamata anche per motivazioni che vanno oltre le sole questioni economiche: ciò può includere rivendicazioni di carattere politico generale o relative alla sicurezza e salute sul lavoro.

Fondamentale, però, è che la mobilitazione non metta a rischio la sicurezza delle persone, i diritti di proprietà o la capacità produttiva dell’azienda, preservando l’interesse generale ai livelli occupazionali.

Conclusioni

L’ordinanza n. 6787/2024 rappresenta un punto di riferimento importante per i diritti dei lavoratori e per le aziende, delineando con maggiore chiarezza i limiti e le condizioni di legittimità dello sciopero. Attraverso questo pronunciamento, la Cassazione ribadisce la centralità del diritto di sciopero come strumento di tutela e negoziazione collettiva, sottolineando al contempo la necessità di bilanciare tale diritto con la continuità e l’efficienza dell’attività imprenditoriale.

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