Quando il tradimento fa scattare l'addebito?

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Autore: Angelo Greco

26 marzo 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Affrontare una separazione con addebito per infedeltà coniugale richiede la prova di un legame di causa-effetto tra la violazione dei doveri coniugali e la rottura del matrimonio.

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La scoperta di un tradimento all’interno del matrimonio solleva spesso lunghe dispute in Tribunale il cui fine ultimo è far dichiarare al giudice la cosiddetta “separazione con addebito” a carico del coniuge infedele. Non è una questione puramente ideologica: chi si macchia di adulterio infatti non può pretendere l’assegno di mantenimento, anche se privo di redditi.

In questo articolo, dopo aver visto cosa significa addebito e quando scatta, comprenderemo quando il tradimento fa scattare l’addebito

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. Lo faremo tenendo conto della giurisprudenza più recente, con esempi concreti tratti da recenti sentenze. Ma procediamo con ordine.

Cos’è l’addebito?

Il matrimonio può naufragare per diverse cause: litigi, venir meno dell’interesse, incompatibilità caratteriale, lontananza fisica o mentale, calo dell’attrazione fisica, ecc.

La legge consente infatti ai coniugi di separarsi senza necessità di addurre specifici motivi, a patto che sia evidente l’impossibilità di proseguire la convivenza. Tuttavia, attribuire la responsabilità esclusiva della rottura a uno dei due richiede l’accertamento di precise violazioni dei doveri coniugali. Quando infatti l’unione finisce perché un coniuge viola uno dei doveri del matrimonio previsti dal Codice civile (la fedeltà, la convivenza, il rispetto, l’assistenza morale e materiale), il giudice addebita su quest’ultimo la

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responsabilità per la separazione.

L’addebito è appunto l’accertamento di tale responsabilità che però può avere luogo solo:

Cosa comporta l’addebito?

Ci sono diverse conseguenze per il coniuge a cui viene addebitata la separazione:

Quando scatta l’addebito?

L’addebito della separazione scatta in presenza anche di una sola violazione degli obblighi matrimoniali imposti dal Codice civile come, ad esempio, l’infedeltà, i maltrattamenti, le vessazioni, l’abbandono del tetto coniugale senza giustificato motivo e senza alcuna intenzione di voler tornare.

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Anche un tradimento virtuale, consumato tramite semplici chat o email, è considerato adulterio. La stessa conclusione vale quando si compiono in pubblico comportamenti equivoci, che possano dar adito a sospetti di infedeltà.

La richiesta di addebito deve essere supportata dalla prova di comportamenti che ledano significativamente i doveri di fedeltà, assistenza, collaborazione e coabitazione, previsti dall’articolo 143 del Codice civile.

È sufficiente il tradimento per chiedere l’addebito?

Come accennato sopra, in generale, per ottenere l’addebito bisogna dimostrare:

Ad esempio, è vero che l’abbandono del tetto coniugale è causa di addebito ma se questo è determinato da un clima di soprusi e vessazioni, l’addebito sarà in capo a chi ha posto in essere tali condotte.

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Veniamo ora all’adulterio. In particolare:

Facciamo un esempio. La moglie dimostra che l’uomo la tradisce. L’uomo, nel difendersi, riesce a fornire la prova di un precedente tradimento consumato dalla donna, circostanza che aveva ormai rotto il clima di fiducia e comunione.

In questo caso, dunque, l’addebito ricade sulla moglie perché è stato il suo comportamento l’originaria causa della rottura della comunione matrimoniale.

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Si pensi invece a una donna che, subendo maltrattamenti e vessazioni da parte del marito, lo tradisca: in questo caso, la vera causa della separazione è la condotta dell’uomo violento ed è su di lui che cadrà l’addebito.

Dunque, l’addebito per tradimento non è automatico, ma subordinato al fatto che non vi siano cause antecedenti che abbiano già causato la crisi matrimoniale.

Il giudice prende in considerazione vari fattori, inclusa la condotta pregressa dei coniugi. Se la relazione è stata caratterizzata da un progressivo allontanamento, il tradimento potrebbe essere visto come conseguenza e non causa della crisi coniugale, riducendo le possibilità di ottenere l’addebito.

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