Responsabilità del datore per infortuni sul lavoro: quali limiti?
In che modo la responsabilità del datore di lavoro è influenzata dai comportamenti del lavoratore in caso di infortuni? Scopri i dettagli e le eccezioni.
Nel momento in cui un dipendente cade vittima di un infortunio sul lavoro è necessario verificare se il datore ha fatto di tutto per evitare l’evento, anche prevedendo le condotte imprudenti e negligenti del dipendente stesso. La sua posizione di “garanzia” infatti gli impone di arginare ogni minimo rischio.
Ma in che misura la condotta del lavoratore, disobbediente alle direttive aziendali impartite per la sua stessa sicurezza, esclude un obbligo risarcitorio? In questo articolo vedremo come funziona la responsabilità del datore per infortuni sul lavoro,
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Cosa deve fare il datore di lavoro in tema di prevenzione degli infortuni?
La legge attribuisce al datore il ruolo di “garante” della sicurezza in ambito lavorativo, imponendogli di vigilare affinché i propri dipendenti rispettino le norme di precauzione e sicurezza. Ciò significa che, anche di fronte a
Esiste un’eccezione alla responsabilità del datore di lavoro?
La legge prevede un’eccezione alla responsabilità del datore per gli infortuni dei dipendenti: nel caso in cui il lavoratore adotti un comportamento assolutamente eccezionale ed imprevedibile, che escluda ogni rapporto di causa-effetto tra la possibile negligenza del datore di lavoro e l’infortunio, allora la responsabilità può essere attribuita esclusivamente al lavoratore stesso. Tale situazione si verifica quando l’azione del lavoratore è talmente insolita e inattesa da non poter essere ragionevolmente prevista e, di conseguenza, controllata. Si parla di
Cosa si intende per comportamento “abnorme” o “eccentrico” del lavoratore?
Un comportamento “abnorme” si riferisce a qualsiasi azione del lavoratore completamente estranea alle sue mansioni lavorative o al processo produttivo, e che quindi esuli dalla possibilità di controllo del datore di lavoro. La sua azione non deve essere neanche “immaginabile” in modo ragionevole.
Analogamente, un comportamento “eccentrico” riguarda azioni che, pur connesse allo svolgimento delle mansioni lavorative, si discostano radicalmente dalle prassi lavorative accettabili e prevedibili. In entrambi i casi, è difficile dimostrare che l’infortunio sia derivato da una mancanza di precauzione da parte del datore di lavoro.
In quali casi il datore di lavoro è responsabile nonostante le violazioni del lavoratore?
La sentenza n. 12326/2024 della quarta sezione penale della Cassazione, pubblicata il 26 marzo 2024, stabilisce un principio fondamentale: la responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni sul lavoro non è esclusa dalla violazione delle direttive da parte del lavoratore. In particolare, se l’infortunio è riconducibile alla violazione di più disposizioni in materia di prevenzione e sicurezza, il comportamento imprudente del dipendente non può essere considerato “eccentrico” o al di fuori dell’area di rischio del datore.
Il “rischio eccentrico” si riferisce a un comportamento del lavoratore completamente inaspettato e imprevedibile, che esula dalla normale logica di previsione. La sentenza chiarisce che il
Quali sono le cautele che il datore di lavoro deve adottare?
Affinché il comportamento imprudente del lavoratore possa essere considerato una manifestazione di “rischio eccentrico”, escludendo quindi la responsabilità del datore, è necessario che quest’ultimo abbia adottato tutte le misure di precauzione volte a governare il rischio di comportamenti imprudenti. Solo in questo caso, l’evento dannoso potrà essere attribuito alla negligenza del lavoratore e non al mancato intervento del datore.
La sentenza evidenzia l’importanza di un sistema di prevenzione e sicurezza sul lavoro che sia efficace e onnicomprensivo. Non basta stabilire delle regole; è fondamentale che queste siano accompagnate da una costante vigilanza e da un impegno attivo nel garantire il loro rispetto.