Come si chiama chi subisce un reato

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Autore: Gianluca Scardaci

28 marzo 2024

Laureato presso l’Università di Catania nel 1999. Appartenente al Foro di Catania, iscritto all’albo degli Avvocati dal 03 Ottobre 2006 e a quello dei Cassazionisti dal 17 Gennaio 2020. Ha esercitato la pratica professionale presso lo studio del Prof. Delfino Siracusano, ordinario di diritto processuale penale all’Università “La Sapienza” di Roma. Dal 2010 esercita la professione presso lo studio sito in Catania in Via Musumeci n. 125. Si occupa esclusivamente di penale, nell’ambio del quale ha affrontato tematiche e vicende di vario genere. Dai reati contro il patrimonio fino a quelli contro la persona, passando per i reati a responsabilità colposa, nell’ambito dei quali ha rappresentato, quale sostituto del fiduciario, numerose Aziende Ospedaliere e Compagnie Assicurative coinvolti come responsabili civili. Si occupo anche di penale tributario e reati connessi a procedure concorsuali. Tali esperienze lo hanno portato nel tempo a partecipare come relatore a diversi corsi di studio per giovani avvocati organizzati dalle Camere penali di Enna e di Catania. Ha partecipato a un corso di alta formazione giuridica tenuto dal Presidente di Sezione del Consiglio di Stato Vincenzo Neri ed è stato nominato componente di commissione per la sessione 2023 – 2024 degli Esami di abilitazione alla professione di Avvocato.

La persona offesa coincide con la vittima, il danneggiato dal reato e l’oggetto materiale?

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Il gergo giuridico ha delle proprie definizioni che spesso sfuggono a chi non è un tecnico. Una domanda che spesso ci si pone è la seguente: come si chiama chi subisce un reato?

Ogni reato offende lo Stato, quale titolare dell’interesse ad assicurare la pacifica convivenza. Allo stesso tempo, però, e probabilmente in maniera più rilevante, la nozione di soggetto passivo del reato, ossia di chi subisce il reato, è quella che lo identifica come il titolare del bene giuridico protetto dalla norma, o meglio dalla singola fattispecie penale incriminatrice. Da questo punto di vista il soggetto passivo coincide con quello che nel codice viene tecnicamente chiamato

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persona offesa dal reato. Per esempio, nel reato di diffamazione la persona offesa, o appunto soggetto passivo, è la persona contro cui vengono indirizzate le espressioni che ne offendono il bene dell’onore; nella minaccia, chi subisce il reato è quella che patisce l’intimidazione; nella calunnia, il soggetto passivo è colui che viene accusato da parte di chi è consapevole della sua innocenza; nella violenza carnale, è vittima la persona violentata, quale titolare del bene della libertà sessuale.

Che differenza c’è tra soggetto passivo e oggetto materiale del reato?

Concettualmente, la nozione di soggetto passivo si differenzia da quella di oggetto materiale del reato, che si riferisce invece alla persona o cosa sulla quale ricade materialmente l’attività delittuosa. Ancor più precisamente, in realtà, esistono casi in cui le due nozioni coincidono, ossia per esempio nei delitti di omicidio e lesioni, nelle quali, come è facile intuire, la persona offesa è la stessa su cui è stato commesso il reato. Altri casi in cui, i due concetti rimangono distinti, per esempio nel

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reato di mutilazione fraudolenta della propria persona, descritto nell’articolo 642 del codice penale, in cui il soggetto passivo è l’assicurazione destinataria della truffa, mentre l’oggetto materiale coincide con l’autore del reato.

Che differenza esiste tra il soggetto passivo e la persona danneggiata?

Non necessariamente coincidono la nozione di soggetto passivo con quella di danneggiato dal reato, che è invece colui o colei che subisce un danno patrimoniale o non patrimoniale risarcibile, e che per questo può costituirsi parte civile nel procedimento penale instaurato a carico dell’imputato. Quindi, per esemplificare, nel reato di lesioni il soggetto passivo o persona offesa coincide con il danneggiato, ossia con colui che ha subito un danno risarcibile e quindi legittimato a chiedere i danni; mentre nel caso di omicidio, chiaramente, il soggetto passivo è la vittima mentre i danneggiati sono i familiari.

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Sono soggetti passivi lo Stato e le persone giuridiche?

Si riconosce che la posizione di soggetto passivo possa spettare anche allo Stato, si pensi per esempio al delitto di attentato contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato, o alle persone giuridiche, come per esempio nei reati societari.

Esistono i reati a soggetto passivo indeterminato o con una pluralità di soggetti passivi?

Si parla di reati a soggetti passivi indeterminati per riferirsi a ipotesi nelle quali l’interesse offeso appartiene a una cerchia indeterminata di persone, quali per esempio quelli commessi contro la pubblica incolumità. Quando si parla di pluralità di soggetti passivi si allude alle ipotesi in cui vi siano più persone offese, ossia più titolari del medesimo bene giuridico.

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Le caratteristiche del soggetto passivo possono mutare la qualificazione giuridica dei reati?

La rilevanza penale della fattispecie penale muta a seconda delle caratteristiche del soggetto passivo, come per esempio nel caso del delitto di sottrazione del minore, nel quale è proprio la qualità del minore a incidere sul la qualificazione giuridica; o come nel caso della violenza privata, che diventa violenza o minaccia a un pubblico ufficiale qualora commesso ai danni di un soggetto che riveste tale qualifica. La caratteristica del soggetto passivo incide anche nei reati che riguardano i rapporti tra l’autore del reato e la persona offesa, come quando la qualità di figlio incide come elemento costitutivo nel reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Esistono i reati senza vittima?

Concludiamo questa breve rassegna evidenziando anche l’esistenza dei reati senza vittima, per indicare quelle ipotesi di incriminazione, dietro le quali non è facile individuare l’offesa a un bene giuridico: si pensi ai reati contro la moralità pubblica, ossia figure di illecito astratto che incriminano atti che rappresentano il presupposto di una concreta aggressione a un ben definito bene oggetto di protezione.

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