Come sbloccare un conto corrente cointestato?
Pignoramento e morte del cointestatario: come fare se la banca non consente di fare prelievi o pagamenti?
Spesso ci si chiede come sbloccare un conto corrente cointestato. Questa necessità può sorgere in due diverse situazioni. La prima è in caso di pignoramento. La seconda è quando, invece, uno dei cointestatari muore e la banca impedisce ogni prelievo agli eredi.
Ci sono buone notizie: sia che tu ricada nell’una o nell’altra ipotesi, puoi difenderti. In altri termini, è possibile sbloccare il conto cointestato. Cerchiamo allora di comprendere come fare, tenendo separate tali due ipotesi.
Indice
Come sbloccare un conto cointestato che è stato pignorato
Ipotizziamo il caso di Marta e Silvio, due fratelli che hanno ereditato il conto del padre con un saldo di 5mila euro ma che non hanno ancora diviso. Silvio ha 7mila euro di debiti con il proprio condominio, che provvede così a pignorargli il conto cointestato con la sorella. Quest’ultima vorrebbe sbloccare quanto meno la sua quota, non avendo nulla a che fare coi debiti del fratello. Come può fare?
La legge dice che, in caso di comunione tra due o più persone sullo stesso bene, l’eventuale pignoramento può estendersi sull’intero bene solo se questo è indivisibile (ad esempio una casa); resta fermo però che, dopo la vendita all’asta, metà del ricavato deve essere assegnato al comproprietario non debitore.
Il conto corrente invece è un bene divisibile poiché lo è, per sua stessa natura, il denaro in esso depositato. Pertanto il creditore non può pignorare una parte del conto superiore a quella del debitore; l’altra deve invece restare “svincolata”. Ma qual è questa parte? La legge dice che il conto cointestato si presume diviso al 50% tra i due cointestatari, a meno che non risulti un diverso accordo.
In sintesi, non appena l’ufficiale giudiziario pignora il conto per un credito superiore alla quota del debitore, la banca può congelare solo la metà di questo stesso, lasciando l’altra liberamente utilizzabile, prelevabile e spendibile.
Come fare se invece l’istituto di credito non tiene conto di ciò e blocca l’intero conto? Bisognerà diffidare la banca con una PEC o una raccomandata, chiedendo lo svincolo del 50% del conto.
Se la banca non provvede spontaneamente allo svincolo di metà del conto è possibile:
- presentare ricorso all’ABF, l’arbitro bancario e finanziario, dimostrando la proprietà condivisa del conto;
- oppure proporre opposizione all’esecuzione forzata dinanzi al giudice, tramite un avvocato, al fine di limitare il pignoramento solo alla metà del conto.
Come sbloccare il conto se uno dei cointestatari muore?
Se, di regola, l’istituto di credito è tenuto a bloccare il conto in caso di morte del suo titolare (fino quando almeno non viene esibita copia della dichiarazione di successione), questo non può assolutamente avvenire quando il
La Corte infatti ricorda che, in presenza di un conto con due o più intestatari, a firma disgiunta, ciascuno di questi ha il diritto di prelevare anche l’intero saldo, senza che la banca si possa opporre. Tale regola è chiamata solidarietà attiva. Resta ovviamente salvo l’obbligo, per chi utilizza somme superiori alla sua quota, di restituire l’eccedenza agli altri cointestatari.
Ebbene, la solidarietà attiva non viene meno con la morte di uno dei cointestatari. Sicché gli altri, in quanto ancora in vita, resteranno liberi di prelevare anche tutte le somme sul conto.
Si potrà porre eventualmente un conflitto solo con gli altri eredi. Difatti, la quota di spettanza del defunto deve cadere in successione e deve essere divisa tra gli aventi diritto. Questi ultimi quindi potranno agire contro il cointestatario che abbia prosciugato il conto. Potranno querelarlo per appropriazione indebita o agire contro di lui in via civile per la restituzione delle somme eccedenti la sua quota.
Potrebbe poi succedere che gli eredi riescano a dimostrare che la cointestazione era una simulazione, disposta solo per questioni logistiche e di praticità di utilizzo del rapporto bancario. Ciò avviene quando il conto è alimentato dai redditi di un solo cointestatario. In tal caso, a cadere in successione è l’intera giacenza e non solo la metà.
Intanto per sbloccare il conto corrente bisognerà, anche in questo caso:
- dimostrare il diritto condiviso e quindi la cointestazione;
- inviare una PEC di diffida al direttore della banca richiamando i precedenti della Cassazione che abbiamo menzionato;
- in caso di mancato sblocco, presentare ricorso all’ABF, l’arbitro bancario finanziario;
- in alternativa o nell’ipotesi di mancato accordo, fare ricorso al giudice in via d’urgenza.