Come viene comunicato il licenziamento?
La lettera di licenziamento, il valore del messaggio o dell’email. Cosa succede in caso di licenziamento orale.
Hai il sospetto che il tuo datore di lavoro voglia licenziarti. Come puoi appurarlo? La risposta è semplice. Devi ricevere un preavviso. Il licenziamento infatti, per quanto atto unilaterale, può produrre effetti solo se conoscibile del suo destinatario. La domanda da farsi è dunque un’altra: come viene comunicato il licenziamento? La questione non ha solo una rilevanza pratica ma soprattutto giuridica: difatti, il licenziamento che non viene intimato nelle forme previste dalla legge è nullo. Esso cioè non produce alcun effetto; sicché il rapporto di lavoro prosegue regolarmente con diritto del dipendente al mantenimento del posto e al pagamento delle retribuzioni.
Vediamo allora come si comunica un licenziamento, sia esso per motivi economici che disciplinari.
Indice
Come si comunica il licenziamento per motivi economici
Il licenziamento determinato da crisi o ristrutturazione aziendale (più propriamente, per ragioni organizzative o produttive) è chiamato “licenziamento per giustificato motivo oggettivo”. Esso va comunicato per iscritto, a pena di nullità. E poiché spetta al datore di lavoro dimostrare di aver rispettato tale forma, è necessaria anche la prova del ricevimento della comunicazione.
La legge, tuttavia, non specifica cosa debba intendersi con “forma scritta”. Di qui una serie di questioni su come possa essere considerato valido un licenziamento intimato con mezzi elettronici e telematici, come email ordinaria, sms, chat.
Di certo, la forma tradizionale è la raccomandata a/r perché garantisce la prova del ricevimento (in caso di assenza del destinatario e di mancato ritiro all’ufficio postale, è sufficiente l’avviso di giacenza).
Se il lavoratore dispone di una PEC che ha indicato al datore per le comunicazioni, il licenziamento può essere inoltrato anche su tale casella di posta elettronica certificata.
Molto frequente è anche la lettera consegnata a mani
Quanto alle email e agli sms, si è discusso in giurisprudenza se queste modalità possano ritenersi sufficienti per validare il licenziamento. Alcuni Tribunali hanno dato parere positivo: se infatti vi è prova della lettura del comunicato, la risoluzione del rapporto di lavoro è valida. Come può essere data tale prova? Non certo con la “ricevuta di consegna” generata dal gestore di posta elettronica o con la doppia spunta verde del messaggio in chat. Piuttosto, la dimostrazione potrebbe consistere nel fatto che il dipendente abbia impugnato il licenziamento (così facendo infatti dimostra di averne preso visione) o inoltrato il messaggio ai colleghi per stigmatizzare la scelta del datore.
Il preavviso nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo
La lettera di licenziamento economico deve comunque dare al dipendente il preavviso: un termine entro cui la prestazione lavorativa continuerà a svolgersi regolarmente, con maturazione del corrispettivo.
Il datore può rinunciare al preavviso, intimando il licenziamento in tronco ma corrispondendo al dipendente l’indennità sostitutiva del preavviso.
Se il dipendente ha maturato delle ferie e queste non sono state ancora usufruite, il datore di lavoro potrà far precedere il licenziamento delle “ferie forzose” o corrispondere una indennità sostitutiva per ferie non godute.
Come si comunica il licenziamento per motivi disciplinari?
Quando invece si tratta di comunicare il licenziamento per motivi disciplinari, il datore deve prima inviare al dipendente una
All’esito il datore deve comunicare, in modo tempestivo, la decisione assunta e quindi l’eventuale provvedimento di licenziamento. Anche quest’ultimo deve sempre seguire la forma scritta, a pena di nullità.
Che valore ha il licenziamento verbale?
Il licenziamento verbale non ha valore. Pertanto, il rapporto di lavoro non viene risolto. Il dipendente avrà diritto alla reintegra. Non solo. Esso non fa decorrere il termine di 60 giorni per la contestazione del licenziamento. Sicché, il dipendente potrà rivolgersi direttamente al Tribunale entro i 5 anni successivi (tale infatti è il termine di prescrizione).
Sul punto leggi l’approfondimento: Come impugnare un licenziamento orale: guida e termine