Cosa fa il Presidente dell’assemblea di condominio?
Presidente dell’assemblea di condominio: compiti e responsabilità.
Tutte le volte in cui si tiene una riunione di condominio, l’assemblea, prima di iniziare i lavori, nomina al suo interno un Presidente con il compito di garantire il regolare svolgimento delle discussioni e delle votazioni. Ma, esattamente, cosa fa il Presidente dell’assemblea di condominio, quali sono i suoi compiti e responsabilità?
Se avrai cercato queste risposte nel Codice civile, sarai rimasto sorpreso nel constatare che non esiste alcuna norma che disciplini la figura del Presidente. E difatti, essa non è necessaria, salvo nel caso in cui sia espressamente prevista dal regolamento. Tutto ciò che è richiesto dalla legge è un verbalizzante. Tant’è vero che, il più delle volte, è lo stesso amministratore di condominio a dirigere l’assemblea, lasciando al Presidente un mero ruolo di forma. Il regolamento di condominio, però, potrebbe imporne la nomina e assegnargli specifiche funzioni. Quindi, in tal caso, bisognerà far riferimento a tale documento per comprendere
Qui di seguito vedremo, assistiti dall’esperienza e dalla prassi, quali sono le funzioni che tipicamente gli vengono attribuite nel corso delle riunioni.
Indice
Chi può fare il Presidente dell’assemblea di condominio?
Chiunque può essere nominato Presidente dell’assemblea condominiale: sia un condomino, sia un terzo estraneo. La sua nomina avviene attraverso il voto della maggioranza, che può essere calcolata sia sul numero di condomini sia sulla base dei millesimi di proprietà.
Verifica del quorum costitutivo
La prima attività che svolge il Presidente dell’assemblea è la verifica della regolare costituzione dell’assemblea. A tal fine deve accertare:
- che l’avviso di convocazione sia stato spedito a tutti i condomini;
- che sia rispettato il termine di cinque giorni rispetto alla data della prima convocazione;
- che vi sia il quorum costitutivo, ossia il numero minimo dei condomini per poter avviare la discussione e le votazioni.
A quest’ultimo proposito ricordiamo che:
- in prima convocazione sono necessari due terzi dei millesimi e la maggioranza dei condomini;
- in seconda convocazione sono invece necessari un terzo dei millesimi e un terzo dei condomini.
L’amministratore è tenuto a consegnare al Presidente
Il Presidente poi verifica la correttezza delle eventuali deleghe e le allega al verbale. Se i condomini sono più di venti, la stessa persona non può rappresentare più di un quinto dei condomini e del valore proporzionale.
Avvio della discussione
Una volta completate le formalità iniziali, il Presidente dell’assemblea procede all’apertura del dibattito sui temi fissati nell’ordine del giorno.
In questa fase, il ruolo del Presidente è fondamentale: egli deve garantire che la riunione si svolga in modo ordinato e produttivo. Egli pertanto dirige la discussione, assicurandosi che ogni partecipante abbia l’opportunità di esprimere il proprio punto di vista sugli argomenti menzionati nella convocazione. Allo stesso tempo, è suo dovere moderare gli interventi affinché rimangano nei limiti di tempo ragionevoli.
Il Presidente può anche proporre che l’assemblea sia registrata, al fine di mantenere una prova documentale di tutto ciò che avviene. Per procedere in tal senso, ci vuole il consenso di tutti i condomini.
Anche se il regolamento condominiale non lo prevede espressamente, il Presidente ha la facoltà di stabilire la durata massima di ogni intervento, garantendo così che tutti i condomini possano illustrare le proprie posizioni su ciascun punto all’ordine del giorno.
Nel caso in cui ad un condomino venga impedito di esporre agli altri i motivi per cui intende approvare o rifiutare una decisione assembleare, la delibera che viene assunta è annullabile (Cass. 23 febbraio 1999 n. 1510, Cass. 13 febbraio 1999 n. 1208). In questi casi però non è facile individuare una norma che attribuisca la responsabilità al Presidente in quanto tale. Tant’è che l’azione di annullamento va proposta contro il condominio e non contro il Presidente.
Verifica dei quorum deliberativi
Successivamente, il Presidente deve procedere a calcolare la maggioranza necessaria per le singole decisioni, attraverso un appello nominativo dei condomini e sommando i millesimi che rappresentano la proprietà di ciascuna unità immobiliare. In tal modo, deve accertare se le votazioni hanno esito positivo (con approvazione) o negativo (con rigetto).
Firma del verbale
Infine il Presidente firma il verbale per attestare la conformità dello stesso a quanto avvenuto nel corso della riunione.
Una volta firmato, il verbale non può essere modificato, a meno che non vi siano errori materiali o di calcolo, e qualsiasi correzione deve essere effettuata dallo stesso Presidente. Qualsiasi integrazione del verbale deve essere da questi aggiunta in calce al documento e successivamente distribuita a tutti i condomini.
Assemblea in videoconferenza
Nel caso in cui l’assemblea si svolga in teleconferenza, come stabilito dal regolamento o concordato a maggioranza dai condomini, il Presidente ha il compito di organizzare l’incontro sulla piattaforma internet scelta.
È sua responsabilità gestire l’incontro in modo efficiente, garantendo che ogni partecipante possa intervenire senza sovrapposizioni o fraintendimenti. Questo approccio facilita una comunicazione chiara e la presa di decisioni collettive equilibrate.
Qualità del Presidente
Il Presidente non è un pubblico ufficiale. Pertanto il verbale dell’adunanza non può considerarsi un atto pubblico, ma una semplice scrittura privata.
Approfondimenti
Presidente dell’assemblea condominiale: funzione, compiti, responsabilità