In quali casi si può sfrattare un inquilino senza contratto

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Autore: Angelo Greco

03 maggio 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Cosa succede in caso di affitto in nero se l’inquilino non paga o non va via di casa?

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Per essere valido, un contratto di locazione deve essere scritto e registrato presso l’Agenzia delle Entrate. L’affitto in nero è nullo, anzi inesistente. Il che significa che nessuna delle due parti può rivolgersi al giudice per ottenere la tutela dei propri diritti. A questo punto sorgerà spontanea una domanda: in quali casi si può sfrattare un inquilino senza contratto? La questione merita un approfondimento, a partire proprio dal concetto di nullità del contratto che non sempre riverbera effetti negativi nei confronti del conduttore. Ma procediamo con ordine.

La nullità relativa del contratto di affitto in nero

Come anticipato,

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l’affitto in nero non esplica effetti. Tanto il locatore quanto l’inquilino non possono far valere i propri diritti in tale situazione. Tuttavia, se quest’ultimo riesce a dimostrare di essere stato all’oscuro dell’evasione fiscale commessa dal proprietario (ossia l’omessa registrazione), si verifica quella che la giurisprudenza chiama “nullità relativa del contratto”. In pratica, il contratto è nullo solo per il locatore mentre il conduttore potrà rivendicare tutti i diritti di un regolare contratto di locazione.

Questo aspetto è molto importante. Difatti l’inquilino potrà pretendere, ad esempio, il rispetto del termine di durata minima della locazione e potrà subire lo sfratto solo nei casi previsti dalla legge. Di tanto parleremo meglio nel successivo paragrafo.

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Quando si può avere lo sfratto?

In un contratto di locazione registrato, lo sfratto può avvenire solo in due casi:

Ebbene, in un contratto di affitto in nero, il locatore non può avvalersi della procedura accelerata di sfratto

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, la quale presuppone un contratto di affitto scritto e registrato. Egli potrà ottenere la liberazione dell’appartamento solo tramite un normale giudizio civile di “occupazione senza titolo” (che richiede sicuramente maggior tempo e quindi costi legali più elevati).

Dall’altro lato, però, egli può pretendere in qualsiasi momento la liberazione dell’immobile. Difatti, come anticipato sopra, il contratto è nullo e dunque è altresì nulla la clausola del termine minimo di durata. Fa eccezione solo l’ipotesi della “nullità relativa”, di cui abbiamo parlato nel primo paragrafo.

Pertanto, per ottenere la restituzione delle chiavi, il locatore non ha bisogno neanche di motivare la domanda giudiziale con la morosità o la finita locazione: gli basta semplicemente dimostrare la proprietà dell’immobile e che lo stesso è

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occupato abusivamente. Il giudice condannerà il conduttore ad andare via.

Né si può ritenere che una mossa del genere costituisca una sorta di “autodenuncia” del locatore. Difatti, l’omissione del versamento dell’imposta di registro non costituisce un reato, sicché il giudice non potrebbe informare di ciò l’Agenzia delle Entrate o la Finanza.

In sintesi, quindi, il locatore può sfrattare un inquilino senza contratto in qualsiasi momento.

Dall’altro lato però non potrà ottenere nei suoi confronti una condanna al pagamento dei canoni non versati (il famoso “decreto ingiuntivo” che, in materia di locazione, viene emesso con la stessa ordinanza di sfratto). E ciò perché, se è nullo il contratto, lo è anche la previsione del corrispettivo. Questo tuttavia non significa che l’inquilino possa rimanere a scrocco nell’appartamento. Il giudice lo potrà condannare a versare al locatore un’indennità di occupazione (che tuttavia non sarà mai pari al canone di locazione secondo le tariffe di mercato).

Il proprietario può sfrattare l’inquilino in nero?

Un’ultima importante precisazione merita di essere fatta. La Cassazione ritiene che il contratto di affitto in nero può essere registrato tardivamente con efficacia sanante rispetto al passato e quindi con effetto retroattivo. Una soluzione del genere consentirà al locatore non solo di ottenere lo sfratto con la procedura accelerata, ma anche il pagamento dei canoni arretrati tramite decreto ingiuntivo.

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