Quando vengono tolti i punti per divieto di sosta?
Multe per divieto di sosta: elenco dei casi in cui si perdono i punti patente. Come recuperarli e come non perderli affatto.
La multa per divieto di sosta non prevede anche la decurtazione dei punti dalla patente. Ciò avviene solo in alcuni casi specifici, considerati più gravi per la sicurezza stradale o per il disturbo arrecato alla circolazione. In questo articolo vedremo quando vengono tolti i punti per divieto di sosta e quali sono le sanzioni previste dal Codice della strada.
Indice
Divieto sosta e perdita punti patente
I casi in cui la multa di sosta prevede la sottrazione dei punti della patente sono indicati dall’articolo 158, comma 2, lettere d), g) e h). Li elencheremo qui di seguito:
- sosta negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 metri: è prevista la multa di 42 euro + decurtazione di 2 punti dalla patente;
- sosta nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici: è prevista la multa di 42 euro + decurtazione di 2 punti dalla patente;
- sosta negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza: è prevista la multa di 42 euro + decurtazione di 2 punti dalla patente;
- sosta nei parcheggi riservati alle persone invalide (delimitati quindi dalle strisce gialle) o in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli: è prevista la multa di 165 euro + decurtazione di 4 punti dalla patente.
Non è invece prevista la decurtazione dei punti negli altri casi come, ad esempio, in corrispondenza o in prossimità di passaggi a livello, linee ferroviarie, in galleria, nei sottovia, sui dossi e nelle curve, in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, ecc.
Cosa succede quando si perdono i punti dalla patente e come si recuperano?
Quando si ottiene la patente di guida, partiamo tutti con un credito di 20 punti.
Alcune infrazioni, elencate analiticamente dall’articolo 126-bis del Codice della strada, prevedono la perdita di un certo numero di punti, in base alla gravità della condotta.
Si possono recuperare tutti i punti persi in due modi:
- non compiendo altre violazioni nei due anni successivi che comportino la decurtazione dei punti;
- frequentando un corso di recupero dei punti.
Quest’ultima soluzione è consigliabile quando si hanno pochi punti.
Difatti se i punti scendono a zero, la patente viene sospesa e il conducente deve sostenere un nuovo esame di guida (cosiddetta
Dall’altro lato, però, è previsto anche un meccanismo premiale: chi mantiene i suoi venti punti senza violazioni per due anni ottiene un bonus di altri due punti. Il massimo di punti bonus accumulabili tramite i bonus è dieci: pertanto la patente può avere un massimo di 30 punti. I punti non possono essere trasferiti ad altri titolari di patente.
Come evitare di subire la decurtazione dei punti per divieto di sosta?
La multa per divieto di sosta è una di quelle contravvenzioni che può essere elevata in assenza del titolare dell’auto, ossia senza contestazione immediata. Oltre all’avviso di cortesia che viene lasciato sul parabrezza dell’auto, la polizia deve inviare il verbale vero e proprio a casa del titolare del veicolo se questi non paga prima. In tal caso, gli saranno addebitati anche i costi di notifica.
È da quando avviene la notifica della multa presso la residenza che iniziano a decorrere i 5 giorni per ottenere lo sconto del 30%.
Insieme alla contravvenzione, il proprietario del mezzo riceve anche l’invito a comunicare i dati dell’effettivo conducente tutte le volte in cui la multa per divieto di sosta prevede la decurtazione dei punti. In tali ipotesi questi ha tre possibilità:
- rispettare l’obbligo e quindi inviare la comunicazione con i dati dell’effettivo conducente (comprensivi del numero della patente). Bisogna adempiere a tale dovere anche se il trasgressore è lo stesso proprietario dell’auto. La polizia potrà così disporre la sottrazione dei punti nei confronti del responsabile. In giurisprudenza si è discusso se tale obbligo sussista anche in caso di ricorso al giudice contro la multa; l’orientamento più recente sostiene di no;
- non inviare alcuna comunicazione: in tal caso non si subisce alcuna sottrazione di punti ma si riceve una seconda sanzione da 291 euro;
- inviare una comunicazione ma dichiarando di non essere in grado di ricordare chi avesse l’auto in prestito. In tale ipotesi, bisogna fornire una valida motivazione e documentarla con prove scritte (ad esempio, nel caso di un’auto intestata a un disabile utilizzata dai membri della famiglia che lo accompagnano a turno; oppure nel caso di una macchina unica condivisa tra più membri di una famiglia numerosa).