È legale usare una VPN per vedere un sito bloccato?
Si può fare uso di una VPN per vedere un sito o una trasmissione “Region locked” nel proprio Paese, come una partita?
Nell’era digitale, la libertà di accedere alle informazioni è un diritto fondamentale riconosciuto da tutte le Costituzioni moderne. Essa infatti è attuazione della libertà di espressione: intanto ci si può esprimere in quanto prima ci si può informare. Tuttavia, in alcuni casi, siti web e contenuti online possono essere “bloccati” dalle autorità locali perché violano le leggi (come ad esempio quelle sul copyright) o per motivi di sicurezza nazionale. In tali situazioni, le VPN (Virtual Private Network) si presentano come una soluzione per aggirare tali restrizioni e accedere ai contenuti desiderati. Ma si può utilizzare una VPN per questo scopo?
Cerchiamo di fare il punto della situazione.
Indice
Cosa sono le VPN e come funzionano?
Le VPN creano un tunnel crittografato tra il dispositivo dell’utente e un server VPN in un’altra località. Il traffico internet passa attraverso questo tunnel, mascherando l’indirizzo IP reale dell’utente e facendolo apparire come se si trovasse nella posizione del server VPN. In questo modo, è possibile accedere a siti web e contenuti bloccati nella propria regione geografica.
È legale usare una VPN per vedere un sito bloccato?
In Italia, avere una VPN è legale. Tuttavia, ciò che conta non è tanto lo strumento in sé, quanto l’uso che se ne fa e gli obiettivi perseguiti dall’utente. La VPN offre la possibilità di navigare su internet in modo anonimo, un diritto protetto e quindi pienamente legittimo quando motivato da necessità legate alla privacy. Al contrario, non è legittimo utilizzare una VPN per impedire l’identificazione della propria connessione al fine di commettere impunemente reati, come nel caso di diffamazione o minacce.
È legale usare una VPN per vedere un sito con blocco?
Per la stessa ragione, quando ci si collega tramite una VPN a un sito bloccato bisogna verificare se il collegamento ad esso è vietato da una esplicita norma di legge. Spesso, infatti, le restrizioni colpiscono il titolare della piattaforma o del sito, mentre alcuna sanzione viene prevista per il fruitore.
In altre situazioni, invece, il collegamento da parte dell’utente è di per sé illecito e punito dalla legge. Un esempio intuitivo è dato dalla nuova legge sul “pezzotto” che prevede sanzioni amministrative fino a 5.000 euro anche per chi guarda le partite pirata.
Dunque, in questo caso, ciò che verrà contestato al trasgressore non è l’utilizzo della VPN ma la visione di contenuti coperti dal diritto d’autore.
Lo stesso ragionamento si potrebbe fare per chi naviga su siti con materiale pedopornografico o semplicemente fa ricerche di questo tipo (condotta anch’essa sanzionata penalmente). E alla stessa conclusione si arriva per chi guarda film o streaming senza aver acquistato le relative licenze o che non sono in regola con i diritti d’autore.
In sintesi:
- l’utilizzo di una VPN per scopi legittimi, come accedere a contenuti non disponibili nella propria regione per motivi di lavoro o studio, è generalmente considerato lecito; lo stesso dicasi per chi vuol preservare la propria riservatezza;
- l’utilizzo di una VPN per scopi illegali, come aggirare restrizioni geopolitiche per accedere a contenuti vietati per svolgere attività criminali, è ovviamente illegale.