Cos'è il piano genitoriale?
Separazione: come funziona il programma per la gestione di tutti gli aspetti della vita dei figli minori? Cosa succede in caso di inadempimento?
La separazione non fa venir meno gli obblighi nei confronti della prole, la quale ha diritto a essere mantenuta, educata e istruita fino a quando non diviene economicamente indipendente. Per assolvere alle esigenze dei figli minori la legge ha predisposto un apposito strumento denominato piano genitoriale. Cos’è?
Come diremo, si tratta di un programma che favorisce il raggiungimento di un accordo sugli aspetti più importanti della vita dei minori (come ad esempio il calendario delle visite, le attività extrascolastiche, le scelte educative, ecc.), riducendo i conflitti tra i genitori e garantendo che le decisioni siano prese nell’interesse superiore della prole. Ciò anticipato, vediamo più approfonditamente
Indice
In cosa consiste il piano genitoriale?
Secondo la legge (art. 473 bis.12 cod. proc. civ.), in tutti i procedimenti in cui sono coinvolti dei minori, al ricorso giudiziario è allegato un piano genitoriale che indica gli impegni e le attività quotidiane dei figli relative alla scuola, al percorso educativo, alle attività extrascolastiche, alle frequentazioni abituali e alle vacanze normalmente godute.
Il piano genitoriale può dunque essere definito come il documento che stabilisce le modalità di gestione della relazione genitori-figli, soprattutto in seguito alla separazione o al divorzio.
Questo strumento mira a prevenire ulteriori conflitti e a garantire che le decisioni riguardanti i figli siano prese nel loro miglior interesse, riconoscendo l’importanza di un progetto educativo condiviso.
Qual è il contenuto del piano genitoriale?
Il contenuto essenziale e obbligatorio del piano genitoriale è definito dalla legge, che impone a ciascuna delle parti di riferire al giudice gli impegni e le attività quotidiane dei figli in relazione a scuola, percorso educativo, attività extrascolastiche, frequentazioni abituali e periodi di vacanza.
In un procedimento contenzioso, è plausibile che nell’ex coppia esistano dissidi non solo riguardanti la relazione o le questioni economiche, ma anche sulle scelte da effettuare nell’interesse dei figli.
Qualora non vi sia accordo sul progetto educativo per i figli, il giudice può proporre un piano genitoriale considerando quelli allegati dalle parti (art. 473 bis.50 cod. proc. civ.).
Pertanto, è importante preparare con cura il piano genitoriale in vista della sua allegazione all’atto introduttivo, non limitandosi a elencare le attività dei figli, ma presentando un progetto educativo complessivo, ponderato ed elaborato con attenzione e responsabilità nell’interesse esclusivo dei figli.
Cos’è consigliabile inserire nel piano genitoriale?
Alcuni tribunali hanno sviluppato linee guida per la redazione del piano genitoriale, al fine di fornire al giudice un quadro accurato delle informazioni necessarie per elaborare una proposta.
Oltre ai principi generali che regolano la genitorialità – come l’affidamento condiviso, il genitore collocatario, le decisioni di emergenza e l’accesso reciproco alle informazioni – e i diritti dei figli – la bigenitorialità, il diritto a non essere coinvolti nelle discussioni dei genitori, a non ricevere informazioni denigranti o squalificanti e a non fungere da messaggeri tra i genitori – un piano genitoriale dovrebbe includere specifici capitoli dedicati a diverse tematiche.
Per quanto riguarda l’istruzione, il piano dovrebbe trattare la scelta della scuola (pubblica o privata), del doposcuola, dell’educazione speciale, dell’istruzione a casa e delle attività extracurricolari, con relativa ripartizione dei costi tra i genitori.
Nella sezione riguardante alla salute, si dovrebbero includere le visite mediche, le decisioni da assumere, gli operatori sanitari di riferimento e la ripartizione delle spese mediche.
In merito alla religione, il piano dovrebbe delineare le scelte sull’istruzione religiosa e le eventuali spese correlate.
La comunicazione dovrebbe coprire i contatti telefonici, il trasferimento delle informazioni rilevanti, i contatti tramite internet, i costi del cellulare, l’uso di internet e il controllo sui programmi e l’accesso, nonché le comunicazioni tra genitori.
Il piano dovrebbe anche specificare le persone che si occupano del minore, come nonni e babysitter, e le modalità di risoluzione delle controversie, compreso l’eventuale utilizzo della mediazione familiare.
Altri aspetti da considerare includono gli spostamenti del minore da un’abitazione all’altra, il piano settimanale per le frequentazioni (con uno schema che regola il tempo trascorso con ciascun genitore), le vacanze, i giorni festivi, i compleanni di famiglia e altre date significative, oltre alle deduzioni fiscali e alla loro ripartizione tra i genitori.
Cosa succede se il piano genitoriale non è rispettato?
Il piano proposto dal giudice, basato sui resoconti forniti dalle parti, diventa obbligatorio per i genitori, i quali si impegnano a rispettarne il contenuto. Il mancato rispetto delle disposizioni è espressamente sanzionato.
Per la legge (art. 473-bis.39 cod. proc. civ.), se uno dei genitori si rende responsabile di
Inoltre il magistrato può adottare, anche congiuntamente, le seguenti sanzioni:
- ammonimento del genitore inadempiente;
- individuazione di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza o per ogni giorno di ritardo nell’attuazione del provvedimento;
- condanna del genitore inadempiente a una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 75 euro a un massimo di 50.000 euro a favore della cassa delle ammende;
- condanna del genitore inadempiente al risarcimento del danno nei confronti dell’altro genitore o del minore, in quest’ultimo caso anche d’ufficio.