Come funziona il diritto di satira

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Angelo Greco

07 giugno 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Tra diffamazione e diritto di critica: la valutazione della proporzione tra lesione della reputazione altrui e lo scopo di denuncia sociale.

Annuncio pubblicitario

La satira, con la sua pungente ironia e il suo sarcasmo graffiante, rappresenta da sempre un potente strumento di critica sociale e politica. Attraverso l’esagerazione, la caricatura e il paradosso, essa serve di solito per smascherare i vizi del potere, denunciare le ingiustizie e stimolare la riflessione su temi di attualità. Il diritto di satira, in questo senso, non è altro che un’estrinsecazione della libertà di parola garantita dalla Costituzione.

Tuttavia, la natura provocatoria della satira non può risolversi solo in un mezzo di altrui derisione e sbeffeggio, scontrandosi altrimenti con ulteriori diritti fondamentali, anch’essi di rango costituzionale, come il diritto all’onore, alla reputazione e all’immagine. Ecco perché è importante comprendere

Annuncio pubblicitario
come funziona il diritto di satira, quali sono i suoi limiti e le sue garanzie.

In cosa consiste la satira?

La satira è l’estrinsecazione del diritto di critica attraverso l’enfatizzazione e la deformazione della realtà. Pertanto, a differenza del diritto di cronaca e di critica, non deve necessariamente rappresentare un fatto vero. Essa esprime un giudizio ironico su un fatto con l’

Annuncio pubblicitario
inverosimiglianza e l’iperbole.

In quanto è rivolta, almeno in prima battuta, a far ridere (anche se allo scopo di suscitare dibattito, critica o denuncia sociale), essa può essere pungente e può fare ricorso a espressioni o immagini lesive dell’altrui reputazione. Tuttavia, resta sempre assoggettata al limite della “continenza” (ossia della moderazione della forma espositiva) e della funzionalità allo scopo perseguito, quello cioè di denuncia sociale o politica.

Da quali leggi è tutelato il diritto di satira?

In Italia, il diritto di satira trova il suo fondamento giuridico negli articoli 21, 9 e 33 della Costituzione, che tutelano rispettivamente:

A livello internazionale, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea disciplina la libertà di pensiero all’art. 10 e, nel successivo art. 11, delinea ulteriormente la libertà di espressione e d’informazione, come comprensiva del diritto di ricevere o comunicare informazioni ed idee, nonché della libertà e pluralismo dei media. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo sancisce i medesimi diritti agli artt. 9 e 10.

Annuncio pubblicitario

Come esercitare il diritto di satira senza essere denunciati per diffamazione?

La giurisprudenza ha elaborato un complesso sistema di bilanciamento tra il diritto di satira e gli altri diritti tutelati, basato su criteri quali:

In questo senso si può notare che i confini del diritto di satira sono molto più ampi ed elastici rispetto a quelli del diritto di critica, il cui scopo non è far ridere ma esprimere un parere difforme a quello criticato e, dunque, quest’ultima non può essere esagerata, iperbolica e pungente come la satira.

Annuncio pubblicitario

Come si fa allora a capire se si sta criticando o si sta facendo satira? Dalla forma espressiva usata: una valutazione che farà il giudice caso per caso.

La Corte Costituzionale, con pronuncia n. 13 del 3 febbraio 1994, ha stabilito il limite all’esercizio del diritto di satira, analogamente ad ogni altra manifestazione del pensiero: essa non può avere come unico scopo quello meramente denigratorio.

L’esercizio del diritto di satira non deve tradursi nello scopo esclusivo di suscitare disprezzo.

Qualora l’esercizio della satira sfoci nella fattispecie criminosa della diffamazione, oltre al reato scatterà anche il risarcimento del danno in via civile.

Quali sono i limiti del diritto di satira?

Nonostante la sua ampia tutela, il diritto di satira non è assoluto e subisce delle limitazioni in presenza di determinati interessi prevalenti:

Annuncio pubblicitario

Differenza tra diritto di cronaca e diritto di satira

L’esercizio del diritto di cronaca, affinché sia qualificato come lecito nel caso di divulgazioni di notizie lesive dell’onore, deve avvenire nel rispetto di requisiti quali la verità oggettiva della notizia, la pertinenza, intesa come interesse pubblico alla conoscenza del fatto, e la continenza, correttezza formale dell’esposizione. Al contrario, la satira si sottrae al criterio di verità, ed anzi, si conforma necessariamente mediante tratti soggettivi e opinabili.

Annuncio pubblicitario

Cosa dice la Cassazione sul diritto di satira?

Consolidata giurisprudenza di Cassazione identifica quale caratteristica propria della satira l’espressione di un giudizio ironico su un fatto mediante il paradosso e la rappresentazione perfino surreale. Invero, l’evidente difformità alla verifica del reale, tale da rendere immediatamente apprezzabile l’inverosimiglianza e il carattere iperbolico, la priva di potenziale offensivo.

Ciò, tuttavia, non esclude che essa rimanga soggetta al limite della continenza e della funzionalità delle espressioni satiriche rispetto allo scopo perseguito, di denuncia sociale o politica, al fine di evitare che queste si risolvano nell’aggressione gratuita e distruttiva dell’onore e della reputazione (Cass. Civ., Sez. III, 8/11/2007, n, 23314; Cass. Civ., Sez. III, 24/04/2008, n. 10656; Cass. Civ., Sez. III, 24/03/2015, n. 5851; Cass. Civ., Sez. III, 07/04/2016, n 6787; Cass. Civ., Sez. III 21/11/2018 n. 30193).

Annuncio pubblicitario

Tale forma di critica sociale, in quanto svincolata dalle forme convenzionali di comunicazione, supera talvolta perfino il requisito della moderazione, in virtù dell’utilizzo di un linguaggio cui è inapplicabile il metro della correttezza, pur rimanendo soggetta a valutazioni di funzionalità. Alla luce di ciò, nonché della rilevanza fondamentale attribuita agli interessi oggetto del necessario bilanciamento, attribuitagli sia dalla Costituzione che dalle Carte sovranazionali, risulta fondamentale il rapporto tra diritto alla manifestazione del pensiero e rispetto dell’integrità e della dignità della persona. Posta la liceità di espressioni lesive della reputazione, nella formulazione del giudizio critico, purché legate da un nesso di strumentalità con la manifestazione del dissenso rispetto all’opinione o al comportamento oggetto di satira, si esclude che queste possano risolversi nell’aggressione gratuita dell’onore e della reputazione del soggetto.

Invero, l’impiego di espressioni umilianti non necessarie può essere tale da deformare l’immagine pubblica e suscitare disprezzo verso la persona.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui