Tendine parasole auto: sono legali?

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Autore: Mariano Acquaviva

16 giugno 2024

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

L’utilizzo di tendine parasole per i finestrini anteriori è legittimo oppure è sanzionabile poiché c’è una riduzione della visibilità?

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Il codice della strada proibisce di apportare modifiche ai propri veicoli a meno che non siano sostanzialmente irrilevanti per la circolazione oppure non siano state approvate a seguito di verifica presso la motorizzazione. Lo scopo è quello di impedire che la vettura costituisca un pericolo per la circolazione. In questo contesto si pone il seguente quesito: le tendine parasole dell’auto sono legali?

Il problema si pone per i finestrini anteriori i quali, se oscurati, potrebbero limitare la visibilità del conducente. Approfondiamo la questione e vediamo cosa dice la legge.

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Si possono oscurare i vetri dell’auto?

L’installazione di tendine parasole è sostanzialmente equiparabile all’oscuramento dei vetri dell’auto ottenuto mediante l’applicazione di una speciale pellicola oppure per mezzo della sostituzione integrale dei cristalli chiari con vetri già scuri, senza applicazione di pellicole.

Orbene, l’ordinamento (circolare della Direzione generale della Motorizzazione n. 1680/M360 dell’8 maggio 2002) proibisce l’oscuramento del parabrezza e dei vetri dei finestrini anteriori, i quali devono essere completamente trasparenti per garantire al conducente la massima visibilità.

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Secondo la Corte di Cassazione (29 novembre 2023, n. 33230), va sottoposto a collaudo presso la motorizzazione il veicolo su cui viene applicata una pellicola oscurante sui vetri anteriori, al fine di verificare che essa non riduca nemmeno parzialmente il campo visivo a disposizione del conducente.

La schermatura dei vetri anteriori è quindi vietata, al contrario di quella inerente ai vetri posteriori (finestrini e lunotto), la quale deve però garantire una trasmissione della luce non inferiore al 50%, sempreché il veicolo abbia gli specchi retrovisori esterni su ambo i lati.

La violazione di queste disposizioni comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria

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del pagamento di una somma da 430 a 1.731 euro, oltre che al ritiro della carta di circolazione (art. 78 cod. str.).

Va da sé, inoltre, che la schermatura andrà rimossa per tornare successivamente a circolare in pubblica via.

Insomma: per l’oscuramento dei vetri anteriori serve il collaudo della motorizzazione, in quanto l’applicazione di pellicole coprenti incide sulle caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli.

Tendine parasole auto: quando sono legali?

Quanto detto a proposito dell’oscuramento dei vetri anteriori vale sostanzialmente anche per le tendine parasole, con la seguente differenza:

Da tanto deriva che le

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tende parasole fisse applicate ai vetri anteriori, costituendo una modifica non prevista originariamente in sede di omologazione del veicolo, potrebbero essere soggette a collaudo da parte della motorizzazione esattamente come avviene per i vetri oscurati, al fine di verificarne l’impatto sulla visibilità.

Resta ora da valutare l’ultima situazione: quella in cui il conducente si mette alla guida del proprio veicolo senza aver rimosso le tendine parasole amovibili.

In un caso del genere, l’autista dovrebbe andare incontro solamente a una sanzione amministrativa pecuniaria e non anche al ritiro della carta di circolazione e all’obbligo di rimozione delle tendine, in quanto nel caso di specie non si avrebbe una reale modifica delle caratteristiche costruttive del veicolo.

Potrebbe quindi trovare applicazione la sanzione stabilita dall’art. 71 del codice della strada, a tenore del quale chiunque circola con un veicolo a motore non conforme alle prescrizioni stabilite è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 87 a 344 euro.

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