Invalido: ha diritto alla stessa quota degli altri eredi?
L’eredità ai figli disabili è maggiore rispetto a quella dovuta agli altri? Successione con erede invalido: cosa dice la legge?
Alla morte di una persona le sue sostanze si trasmettono ai familiari più prossimi e ai soggetti eventualmente indicati nel testamento. Non tutti possono vantare gli stessi diritti: alcuni parenti, infatti, sono destinati per legge a ereditare una fetta maggiore. Tra costoro ci sono anche i disabili? Chi è invalido ha diritto alla stessa quota degli altri eredi? Vediamo cosa stabilisce la legge.
Indice
A chi si devolve l’eredità?
Nel caso in cui il defunto non abbia lasciato alcun
- al coniuge, anche separato (senza addebito);
- ai discendenti, cioè ai figli e ai nipoti;
- agli ascendenti, cioè ai genitori e ai nonni;
- ai fratelli;
- agli altri parenti fino al sesto grado (zii, cugini, ecc.);
- allo Stato.
Sono queste le regole della successione legittima, cioè senza testamento.
Si tratta di un ordine tassativo previsto dalla legge (art. 565 cod. civ.), in ragione del quale chi viene prima esclude (o al massimo concorre con) chi viene dopo.
In linea di massima, la regola è che i figli e il coniuge prevalgono sugli altri; di conseguenza, se ci sono loro gli altri successibili vengono esclusi.
Facciamo alcuni esempi.
Se una persona muore senza fare testamento lasciando un figlio e il coniuge, questi erediteranno tutto al 50% ciascuno, escludendo gli altri parenti.
Se una persona muore senza fare testamento lasciando un solo figlio, questi erediterà tutto, anche se i genitori del defunto sono ancora in vita.
Se una persona muore senza fare testamento lasciando il coniuge e i genitori, il primo erediterà i 2/3 dell’eredità, lasciando la restante parte agli ascendenti.
Per legge (art. 536 cod. civ.), coniuge, figli e genitori sono legittimari, cioè eredi a cui spetta necessariamente una quota dell’eredità, anche se il testamento affermasse il contrario.
L’erede disabile ha maggiori diritti degli altri?
Contrariamente a quanto si possa pensare, l’
Dunque, la successione con erede invalido segue le ordinarie regole, tanto da poter affermare che l’eredità ai figli disabili non è maggiore rispetto a quella dovuta agli altri.
Tanto chiarito, ci sono altri aspetti da considerare quando l’erede è invalido, soprattutto se si tratta di portatore di handicap grave oppure di persona incapace di intendere e di volere.
Approfondiamo questi aspetti nei prossimi paragrafi.
Erede invalido o disabile: si paga l’imposta di successione?
La legge stabilisce che i beneficiari di donazioni e di successioni debbano pagare un’
Per la precisione, viene applicata l’aliquota del 4% per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti), da applicare sul valore complessivo netto eccedente la quota di un milione di euro.
In buona sostanza, quando gli eredi sono il coniuge o i figli è prevista una franchigia pari a un milione di euro, superata la quale si paga un’imposta pari al 4%.
La franchigia sale a 1,5 milioni di euro per i trasferimenti effettuati in favore di soggetti portatori di handicap, riconosciuti gravi ai sensi della legge 104.
Dunque, se l’erede (figlio, genitore, ecc.) è affetto da
L’erede invalido può accettare l’eredità?
L’erede invalido o disabile può accettare l’eredità, a meno che non sia totalmente incapace di intendere e di volere.
Secondo il codice civile (art. 471), l’eredità devoluta agli interdetti può essere accettata dal tutore solo con beneficio d’inventario, previa autorizzazione del giudice (art. 374 cod. civ.).
Questa regola non si applica all’erede che, non essendo totalmente incapace, beneficia dell’amministrazione di sostegno: secondo la prevalente giurisprudenza (Trib. Vercelli, 3 marzo 2017), non occorre necessariamente il previo consenso del giudice tutelare né che l’accettazione avvenga con beneficio d’inventario, potendo l’invalido perfino accettare tacitamente l’eredità che gli è stata devoluta.