Puoi escludere dal tuo Isee i soldi di un conto cointestato?
Si può dimostrare che i soldi sul conto corrente cointestato non sono propri, in modo da escluderli dal calcolo per la certificazione Isee?
Il conto corrente cointestato consente a ogni titolare di accedere liberamente al denaro depositato in banca, senza necessità di coinvolgere anche gli altri intestatari. Si tratta di una comodità a cui è difficile rinunciare, soprattutto sin ambito familiare: si pensi al conto cointestato tra marito e moglie oppure tra genitori e figli. Con il presente articolo risponderemo alla seguente domanda: puoi escludere dal tuo Isee i soldi di un conto cointestato?
La condivisione di un conto tra due persone, infatti, fa presumere che i soldi depositati in banca appartengano per metà a ciascun titolare, influendo così anche sul calcolo della ricchezza posseduta da ciascuno. È possibile dimostrare il contrario, e cioè che
Facciamo l’esempio della figlia che si cointesta il conto su cui il padre riceve la pensione solamente per poterla prelevare, visto che l’anziano genitore non può deambulare autonomamente. Ella non utilizza i soldi se non per le esigenze del papà. In un caso del genere, il denaro presente sul conto cointestato viene preso ugualmente in considerazione ai fini del calcolo dell’Isee della figlia, la quale vive da sola in un’altra abitazione? Rispondiamo a queste domande.
Indice
Isee: cos’è e a cosa serve?
L’Isee – acronimo di
Il valore Isee viene certificato presso gli uffici provinciali Inps, a cui il cittadino può chiedere l’attestazione anche per via telematica, accedendo col proprio Spid, oppure tramite Caf o patronato.
L’Isee è un indicatore che tiene conto non solo della tua situazione reddituale ma dell’intera condizione patrimoniale della famiglia a cui si appartiene.
Ciò significa che al suo interno vengono computati non solo i redditi da lavoro ma anche i risparmi alle poste
Conto cointestato: si calcola nell’Isee?
Come detto, l’Isee prende in considerazione ogni tipo di ricchezza riconducibile a una persona, compresi i soldi presenti sul conto corrente e sul conto corrente cointestato.
In quest’ultima ipotesi, però, la somma che viene attribuita ai fini dell’Isee è pari alla sola quota di spettanza del cointestatario, e cioè al 50% nel caso di conto intestato a due persone, del 33% nel caso di tre cointestatari, e così via.
Per legge (art. 1298 cod. civ.), infatti, le quote di ciascuno dei correntisti si presumono uguali.
Per calcolare la giacenza media ai fini del rilascio dell’Isee è necessario dividerne il valore per il numero dei titolari.
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Dunque, se padre e figlia, pur appartenenti a due nuclei familiari distinti, condividono lo stesso conto bancario o postale, saldo e giacenza media da considerare ai fini del calcolo Isee devono essere pari alla metà.
Si può escludere dall’Isee il conto cointestato?
Non è possibile escludere dal calcolo dell’Isee il conto corrente cointestato.
La legge, infatti, impone di inserire come patrimonio mobiliare del soggetto interessato alla certificazione i saldi e le giacenze medie di tutti i conti, i titoli di deposito e di qualsiasi altra forma di risparmio bancario.
Ovunque ci sia il nome del richiedente l’Isee, come risulta dall’anagrafe dei conti correnti, i dati devono essere riportati.
Dunque, non è possibile escludere dall’Isee il conto cointestato, nemmeno fornendo prova del fatto che i soldi appartengono esclusivamente all’altro intestatario e che la contitolarità è solo formale.
Tale prova in realtà è solitamente ammessa in altre circostanze (ad esempio, nel caso di pignoramento del conto, di divisione dei soldi tra ex coniugi o coeredi, ecc.) ma non allorquando occorre effettuare il calcolo dell’Isee, trattandosi pur sempre di denaro di cui il cointestatario ha la formale disponibilità.