Libretto di famiglia: cos’è e a cosa serve

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Autore: Paolo Remer

06 luglio 2025

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Uno strumento utile e pratico per gestire le prestazioni di lavoro occasionale domestico: caratteristiche, costi e funzionamento.

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Una novità degli scorsi anni ma rimasta un po’ in sordina è il Libretto di famiglia: è stato introdotto nel 2017 ma a tutt’oggi molti italiani non sanno ancora cos’è e a cosa serve.

Eppure si tratta di uno strumento molto utile per gestire le prestazioni di lavoro occasionale, come quelle domestiche svolte da baby sitter, colf e badanti, ma anche per le ripetizioni scolastiche o i lavori di pulizia e giardinaggio.

Il sistema si basa sull’uso di voucher prefinanziati: uno strumento che, con il Governo Meloni, è recentemente tornato alla ribalta.

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Cos’è

Il Libretto di famiglia (ufficialmente chiamato Libretto famiglia, senza la preposizione «di») è un carnet nominativo, composto da tagliandi – i cosiddetti voucher – del valore nominale di 10 euro ciascuno, che costituiscono titoli legali per il pagamento di attività lavorative di durata non superiore ad un’ora.

È dedicato alle attività saltuarie, non ai rapporti di lunga durata, e sono esclusi i dipendenti assunti stabilmente, come vedremo meglio fra poco.

A cosa serve

Il Libretto di famiglia può essere usato da persone fisiche (non da società e imprese, e nemmeno dai professionisti nell’ambito dell’attività esercitata) per

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pagare piccoli lavori occasionali e non professionali, come quelli che abbiamo esemplificato all’inizio e quelli che esporremo nel paragrafo successivo.

Quando si può usare

Il Libretto di famiglia ha dei limiti di applicazione: può essere usato esclusivamente per piccoli lavori domestici, come le pulizie in casa o in giardino, l’assistenza domiciliare a bambini, anziani, malati e disabili, o per l’insegnamento privato supplementare.

Non si può utilizzare il Libretto di famiglia nei confronti di lavoratori assunti con contratti di lavoro subordinato o collaborazione coordinata e continuativa (i cosiddetti co.co.co.) fino a 6 mesi dopo la cessazione del contratto.

Le prestazioni retribuibili tramite Libretto di famiglia possono arrivare fino ad un

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massimo di 280 ore all’anno per lo stesso soggetto: oltre tale limite è obbligatoria l’assunzione del prestatore come lavoratore dipendente.

Quali sono i limiti di reddito

Il libretto di famiglia ha due distinti limiti di reddito, riferiti all’utilizzatore (cioè al datore di lavoro occasionale) ed al lavoratore.

L’utilizzatore del libretto di famiglia non deve superare i 2.500 euro annui erogati a ciascun lavoratore e i 10.000 euro annui per tutte le prestazioni conseguite nell’anno (fino al 2022 il limite era di soli 5mila euro); il lavoratore può ricevere tramite il libretto di famiglia fino a 5.000 euro da tutti gli utilizzatori e con un massimo di 2.500 euro da ciascuno

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di essi.

I pensionati di vecchiaia o di invalidità, gli studenti universitari under 24, i disoccupati e i percettori di prestazioni salariali integrative o di sostegno al reddito subiscono un taglio al 75% dei suddetti importi che è possibile ricevere tramite Libretto di famiglia, quindi la decurtazione è pari ad ¼ dei valori che abbiamo riportato.

Come si richiede

L’utilizzatore del Libretto di famiglia (quindi il datore di lavoro) deve registrarsi sul portale INPS dedicato, ma anche il lavoratore deve iscriversi prima che la prestazione abbia inizio.
Si accede all’area riservata del sito INPS con le consuete credenziali di accesso (SPID, CIE o CNS) o tramite intermediari abilitati, come i Patronati.

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Il Decreto Lavoro 2023, entrato in vigore nel 2024, consente di acquistare il Libretto di famiglia, oltre che sul sito INPS, anche presso gli uffici postali e le “rivendite di generi di monopolio”, cioè le tabaccherie.

Come viene pagato il lavoratore

Al termine di ciascuna prestazione, e precisamente entro e non oltre il terzo giorno del mese successivo al suo svolgimento, l’utilizzatore del libretto di famiglia deve inserire nel sito INPS i dettagli del rapporto, indicando il tipo di prestazione, il luogo di svolgimento, il compenso e la durata dei lavori occasionali svolti in suo favore da ciascun collaboratore.

Ricevute le comunicazioni di cui sopra, l’INPS, entro il giorno 15 del mese successivo

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a quello in cui la prestazione è stata svolta, accrediterà al lavoratore l’importo spettante, con le modalità da questi indicate in fase di registrazione (ad esempio, sull’Iban del suo conto corrente). È anche possibile ricevere il pagamento del compenso presso l’INPS, gli uffici postali e le tabaccherie.

Quanto costa

Il libretto di famiglia è prefinanziato: l’utilizzatore deve ricaricare in anticipo il portafoglio elettronico, con un versamento telematico dei fondi destinati a pagare il compenso dei prestatori d’opera più i costi previdenziali ed assicurativi. Con queste ricariche (chi usa il modello F24 deve indicare la causale LIFA) si potranno ottenere ed utilizzare i voucher virtuali, per l’importo scelto dal richiedente.

Il taglio di ogni voucher è di 10 euro, che rappresenta il valore della prestazione riferito ad un’ora di lavoro, ed è suddiviso nelle seguenti voci:

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