Vincite a giochi e scommesse online: come sono tassate?

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Autore: Paolo Remer

12 settembre 2024

Laureato con lode in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria. Già magistrato ordinario, giudice tributario ed ufficiale nella Guardia di Finanza. Attualmente, è consulente di direzione aziendale.

Come funziona e a quanto ammonta il prelievo fiscale; cosa succede con i siti non autorizzati dall’ADM; quando bisogna dichiarare i proventi delle vincite.

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Alcuni lettori ci domandano come sono tassate le vincite ai giochi e scommesse online.

Ovviamente parliamo delle giocate e delle scommesse che avvengono sui siti autorizzati dall’ADM, l’Amministrazione Dogane e Monopoli, che da qualche anno ha preso il posto della sigla, ben nota agli esperti del settore, AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), e non certo delle attività clandestine che avvengono su siti pirata, non autorizzati né regolamentati, ove si pongono problemi di illegalità ben più gravi di quelli legati alla tassazione delle vincite.

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La confusione, le perplessità e le incertezze nascono dal fatto che i tipi di giochi e scommesse sono molteplici, ognuno caratterizzato dalle proprie regole e da determinate percentuali, o quote, di vincita. Dal 2020 il sistema impositivo è profondamente cambiato e sono scomparse le vecchie flat tax, che prevedevano un importo percentuale fisso e indipendente dall’ammontare delle vincite.

Inoltre a volte gli accrediti fatti da parte dei siti di giochi e scommesse ai vincitori non specificano in modo chiaro e comprensibile la percentuale della ritenuta fiscale operata (che l’operatore deve versare allo Stato) e, talvolta, non indicano neppure se la somma è già al netto della trattenuta oppure al lordo. In realtà il meccanismo è abbastanza semplice ed opera in modo automatico per i siti che rientrano nel circuito ADM e delle società concessionarie autorizzate, come Lottomatica e Sisal.

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Tassazione delle vincite al gioco: come avviene

Abbiamo detto nell’introduzione che i giochi e le scommesse legali, online o in presenza, sono regolati e controllati dallo Stato, tramite l’ADM: un’agenzia fiscale autonoma (vigilata dal ministero dell’Economia e Finanze), che a sua volta può stipulare convenzioni con soggetti autorizzati ad operare in tale settore di attività, come, ad esempio e per citare le più note, Lottomatica e Sisal.

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Lo stato incassa la cosiddetta “tassa sulla fortuna”, ossia introita una determinata percentuale delle vincite, proprio attraverso ADM, che è incaricata anche della riscossione dei tributi derivanti da giochi e scommesse, ma ciò avviene con il contributo determinante degli operatori, fisici e online, che hanno il preciso ruolo di sostituto d’imposta (fra poco ti spiegheremo come funziona e cosa comporta in termini pratici per i vincitori).

Tassazione vincite al gioco: a quanto ammonta

L’ammontare della tassazione dipende dall’entità della vincita e dal tipo di gioco o di scommessa. In particolare:

Dal 2020 è scomparsa la flat tax del 12% valevole per qualsiasi importo, e ora la tassazione avviene in modo incrementale, secondo il criterio di massima che può essere sintetizzato nella formula: «

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più vinci più paghi».

Tassazione vincite a scommesse sportive: come funziona

A differenza dei giochi, le scommesse sportive (sulle partite di calcio ed altri eventi di sport) non subiscono alcuna trattenuta sulle vincite (il cui ammontare massimo è fissato a 50mila euro ciascuna), in quanto il prelievo fiscale viene effettuato mediante il cosiddetto aggio dovuto ad ADM dalle società autorizzate a svolgere tale attività.

Vincite al gioco: cosa fare per pagare le tasse

Se hai conseguito una vincita giocando su un sito autorizzato dall’ADM non devi fare nulla, in quanto la tassazione che abbiamo descritto è già stata applicata alla fonte dall’operatore, quindi riceverai direttamente la

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somma netta – e già diventata esentasse – dal gestore del portale di giochi e scommesse online, o dall’esercente in caso di giochi in presenza fisica, come un Gratta e vinci acquistato in tabaccheria (ma devi rivolgerti all’ADM o al concessionario autorizzato in caso di grosse vincite: leggi “Vincita Superenalotto: chi paga?“).

Per i giochi autorizzati da ADM la tassazione opera a monte e a livello definitivo: il vincitore non deve dichiarare nulla.

Nei giochi e scommesse online, infatti, il gestore del portale autorizzato è un sostituto d’imposta (come il datore di lavoro che opera le trattenute in busta paga), e, pertanto, effettua per legge (articolo 30 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600) direttamente il

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prelievo fiscale dovuto allo Stato dal vincitore, ed è tenuto a versare tale importo all’Erario in base ad apposite regole di modalità e tempistica.

Non devi neppure indicare nei proventi in dichiarazione dei redditi, perché la “tassa sulla fortuna” opera come un’imposta sostitutiva dell’Irpef.

È bene, comunque, conservare la ricevuta della vincita, che sarà utile nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate ti chieda informazioni sulla provenienza del denaro: può accadere specialmente nei casi di grosse vincite che determinano un improvviso cambiamento del tenore di vita del contribuente.

Come dichiarare le vincite ottenute da siti non ADM?

Diversamente dai casi precedente, tutte le vincite percepite da siti non autorizzati dall’ADM vanno indicate in dichiarazione dei redditi, e per l’intero importo, non avendo subito alla fonte alcuna ritenuta sostitutiva d’imposta.

Precisamente, questi proventi conseguiti per effetto della partecipazione a giochi online rientrano tra i cosiddetti «redditi diversi» elencati nell’articolo 67 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), che li descrive come «le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte».

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