Come funziona il cambio in negozio?
Quanto tempo ho per cambiare un prodotto acquistato in negozio? Quando il consumatore ha diritto al rimborso?
Acquistare un prodotto in negozio e poi pentirsene è un’esperienza comune. Ma come funziona il cambio in negozio? È un nostro diritto pretendere la sostituzione o il rimborso se abbiamo conservato lo scontrino e se, a maggior ragione, non abbiamo ancora aperto l’imballaggio? E se abbiamo ricevuto l’articolo in regalo da un’altra persona a cui il venditore ha rilasciato lo “scontrino cortesia”, quali sono i nostri diritti?
La risposta è più complessa di quanto si possa pensare e dipende da diversi fattori. La legge italiana distingue infatti tra acquisti effettuati in negozio fisico e acquisti online o comunque fuori dai cosiddetti “locali commerciali” (appunto il negozio). Nel primo caso, il diritto al cambio merce non è automatico e dipende solo dalla policy del venditore; nel secondo caso invece, è la legge a riconoscere al consumatore il diritto di recesso. In entrambe le ipotesi, resta salva la cosiddetta “garanzia” in caso di malfunzionamento del prodotto.
Vediamo dunque come funziona il cambio in negozio. Il negoziante è tenuto a darti lo scontrino cortesia? Il reso è un diritto? Procediamo con ordine.
Indice
Ho diritto al cambio merce se ho lo scontrino e la confezione originale?
Conservare lo scontrino e la confezione originale non dà automaticamente diritto al cambio merce in negozio.
Il venditore può decidere di offrire tale possibilità come semplice cortesia commerciale (frutto di una policy rivolta a fidelizzare la clientela), ma non è obbligato dalla legge.
Tuttavia, se il venditore si impegna esplicitamente – e di tanto si può dare dimostrazione, anche tramite testimonianza – a cambiare il prodotto su semplice richiesta dell’acquirente o di un terzo (ad esempio colui che lo riceverà in regalo), tale impegno non può più essere revocato. Difatti, la clausola del “reso” diventa parte integrante del contratto verbale e non può essere modificata o limitata arbitrariamente.
In sintesi:
- se il venditore non dice nulla in merito alla politica di reso al momento dell’acquisto, il compratore non ha diritto alla sostituzione o al rimborso del prezzo. Sarà facoltà del negoziante decidere, al momento opportuno, se concedere o meno tale possibilità, ma non è un suo obbligo;
- se invece il negoziante, all’atto della vendita, dovesse impegnarsi esplicitamente a consentire il cambio entro un certo termine, sarà tenuto a farlo: l’obbligo non discende in questo caso dalla legge ma dalle condizioni contrattuali concordate tra le parti.
Non è facile però stabilire la linea di confine tra l’impegno assunto dal negoziante a titolo di vera e propria obbligazione contrattuale e la semplice cortesia. Come anticipato, l’onere della prova spetta all’acquirente. Una prova potrebbe essere il rilascio dello
Quando posso richiedere la sostituzione o il rimborso di un prodotto acquistato in negozio?
La legge prevede la sostituzione o il rimborso del prezzo solo se il prodotto è difettoso o non conforme alla descrizione. Questo diritto, chiamato “garanzia legale di conformità”, dura due anni dalla data di acquisto.
Nel primo anno di garanzia, spetta al venditore dimostrare che il difetto di funzionamento dipende da un uso irregolare del prodotto fatto dall’acquirente.
Nel secondo anno di garanzia, invece, è onere di quest’ultimo fornire la prova che il difetto della merce preesisteva rispetto all’acquisto.
La garanzia di due anni vale solo per chi compra senza fattura, ossia è privo di Partita Iva (in pratica solo per l’acquirente che opera in veste di “consumatore”: per bisogni propri o familiari). Invece, per gli acquisti effettuati in qualità di “professionisti” o “imprenditori”, strumentali quindi all’attività lavorativa, la garanzia è di un solo anno.
È ora il caso di ricordare come funziona la garanzia per prodotti difettosi. Se la merce dovesse risultare viziata, l’acquirente può inizialmente chiedere soltanto (a suo insindacabile giudizio):
- la sostituzione con un altro prodotto identico;
- oppure la riparazione entro un congruo termine.
Se nessuna di queste due opzioni fosse praticabile o se dovessero risultare antieconomiche, l’acquirente potrà chiedere:
- la risoluzione del contratto, con conseguente rimborso del prezzo pagato dietro restituzione della merce;
- la parziale riduzione del prezzo di vendita, in proporzione al valore residuo del prodotto.
E se il prodotto non è difettoso, ma semplicemente non mi piace o non mi va bene?
Se l’acquirente non è contento dell’acquisto o il capo di abbigliamento non gli veste bene ma se ne accorge solo in un secondo momento, il cambio merce dipende esclusivamente dalla
Come funziona lo scontrino cortesia?
Rilasciare lo scontrino cortesia non è un dovere, ma una facoltà del venditore. Il cliente quindi non può esigerlo.
Il rilascio dello scontrino cortesia può essere una valida prova per dimostrare l’accordo tra le parti a consentire il cambio della merce.
Cosa succede se acquisto online?
Gli acquisti online godono di una tutela maggiore grazie al diritto di recesso. Entro 14 giorni dalla consegna, l’acquirente può restituire il prodotto senza motivazione e ottenere il rimborso completo, anche se ha aperto l’imballaggio e usato l’oggetto.
Tale diritto spetta solo a chi acquista in veste di consumatore (ossia senza Partita Iva).
Il diritto di recesso spetta, in generale, per tutti gli acquisti avvenuti fuori dal negozio. Nel caso di vendite “porta a porta”, il diritto di recesso si può esercitare in 30 giorni.
L’acquirente deve inviare la raccomandata o la PEC al venditore entro 14 giorni dalla consegna del prodotto facendola seguire al più presto, ed entro i successivi 14 giorni, dalla riconsegna del prodotto stesso (le spese di spedizione sono a carico del consumatore).
Il venditore mi ha promesso il cambio merce, ma ora si rifiuta. Cosa posso fare?
Se il venditore si è impegnato verbalmente a cambiare la merce ma poi non mantiene la promessa, potresti avere difficoltà a far valere i tuoi diritti. Devi innanzitutto dimostrare tale impegno che il negoziante ha inteso assumersi (potrai farlo con testimonianze o tramite l’eventuale dichiarazione scritta). Dopodiché devi agire tramite legale presso il Giudice di Pace, anticipando i costi della causa (che spesso sono molto più elevati del diritto fatto valere).
Conclusioni
Il cambio merce in negozio non è un diritto garantito dalla legge, ma una pratica commerciale diffusa, frutto di una semplice “cortesia del venditore”. La legge prevede solo la sostituzione o il rimborso per prodotti difettosi entro due anni. L’acquisto online gode del diritto di recesso entro 14 giorni.
Prima di acquistare, informati sulla politica di reso del negozio e, se possibile, ottieni conferme scritte su eventuali promesse di cambio.