Pignoramento stipendio e pensione: i limiti che il Fisco deve rispettare

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Autore: Angelo Greco

08 gennaio 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Quanto può pignorare dallo stipendio o dalla pensione l’Agenzia delle Entrate? Qual è la trattenuta su uno stipendio basso?

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Lo stipendio e la pensione possono essere pignorati da Agenzia Entrate Riscossione per recuperare i debiti fiscali, ma non integralmente. La legge prevede una serie di tutele per garantire al debitore un minimo vitale. Qui di seguito vedremo quali sono i limiti che il Fisco deve rispettare nel pignoramento dello stipendio e della pensione. Ma procediamo con ordine, partendo dalla busta paga del lavoratore dipendente.

Limiti pignoramento dello stipendio

Il pignoramento dello stipendio è

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limitato a una percentuale sul netto in busta paga, che varia in base all’importo:

Le cessioni del quinto non influiscono sul calcolo della quota pignorabile, in quanto hanno natura volontaria. Per cui, se un contribuente ha uno stipendio netto di 1.800 euro su cui grava una trattenuta di 300 euro per cessione del quinto, il pignoramento del Fisco sarà pur sempre di un decimo di 1.800 euro e non su 1.500 euro.

Se il tuo stipendio netto è di 3.000 euro, il Fisco può pignorare al massimo 1/7, ovvero circa 428 euro. Se hai già una cessione del quinto di 600 euro, il pignoramento sarà comunque di 428 euro, e non di 300 euro (1/10 di 3.000 euro).

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Ultimo stipendio dopo il pignoramento

Nel caso in cui Agenzia Entrate Riscossione pignori lo stipendio del contribuente, la busta paga immediatamente successiva al pignoramento non può essere toccata e pertanto va erogata integralmente al debitore. Il pignoramento del decimo, quinto o settimo avviene di conseguenza a partire dalla seconda retribuzione successiva all’avvio della procedura.

Pignoramenti concorrenti

Sulla possibilità di subire più pignoramenti contemporaneamente bisogna fare una distinzione.

Se a eseguire il pignoramento è il Fisco, quest’ultimo non può avviare due trattenute consecutive sulla stessa busta paga: deve prima estinguere un credito e solo dopo procedere con il secondo (che nel frattempo può essere avviato ma resta “in accodo”).

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Qualora invece al Fisco si aggiunga un altro creditore, come l’ex moglie, il condominio, il locatore o l’avversario in un giudizio in tribunale, è possibile la concorrenza di due o più pignoramenti. Tuttavia, al lavoratore deve essere garantita almeno la metà dello stipendio.

Pignoramento della pensione

Regole speciali sono dettate per il pignoramento della pensione per fornire maggiore protezione agli anziani. Pertanto, i limiti posti a tutela della loro sopravvivenza sono i seguenti:

Minimo vitale della pensione

Esiste un “minimo vitale” della pensione che non può essere pignorato, neanche dal Fisco. Esso è pari al doppio dell’assegno sociale annuo, con un minimo garantito di 1.000 euro

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Attualmente, il minimo vitale impignorabile della pensione è pari a 1.077,36 euro (assegno sociale mensile x 2). Chi percepisce un assegno non superiore a tale importo non può subire alcun pignoramento.

La parte di pensione eccedente il minimo vitale può essere pignorata, con gli stessi limiti previsti per lo stipendio.

Di conseguenza:

Esempio

Nel 2025, l’assegno sociale è di € 538,68 per 13 mensilità. Se il beneficiario ha più di 70 anni, l’importo sale a € 739,83.

Il minimo vitale non pignorabile è quindi di 1.077,36 euro. Se la tua pensione netta è di 1.500 euro, il Fisco può pignorare al massimo 1/10 della parte eccedente il minimo vitale, ovvero circa 43 euro.

Il divieto di pignoramento dell’ultima pensione

Come per lo stipendio, la prima pensione versata al debitore subito dopo la notifica del pignoramento non può essere pignorata e va quindi erogata integralmente al contribuente.

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