Filmare qualcuno che ti aggredisce verbalmente in pubblico è reato?
Puoi riprendere qualcuno contro la sua volontà per difenderti da una violenza o da un reato?
In un’epoca in cui quasi tutti abbiamo uno smartphone con fotocamera sempre a portata di mano, la tentazione di filmare gli altrui illeciti per poi postarli sui social o inviarli alla polizia è sempre forte. Una domanda che spesso ci si pone, dinanzi a minacce o ingiurie, è la seguente: è reato filmare qualcuno che ti aggredisce verbalmente in pubblico? Si potrebbe essere denunciati per violazione della privacy? E se le immagini dovessero circolare, ad esempio tramite una chat WhatsApp o la pubblicazione su un profilo social?
Questo articolo analizza la delicata questione del diritto di filmare in pubblico, alla luce dei recenti orientamenti della Cassazione.
Indice
Posso filmare qualcuno che mi aggredisce verbalmente?
In linea di principio, non si può filmare una persona che non vuole essere ripresa, neanche se è in un luogo pubblico. Secondo la Cassazione tale condotta integra il reato di molestie in luogo pubblico. Se poi la ripresa viene fatta nel giardino o nella casa della vittima scatta il più grave reato di “interferenze illecite nella vita privata”. E ciò vale anche nel cortile del condominio.
Tuttavia l’articolo 51 del codice penale prevede una causa di giustificazione: l’esercizio di un diritto. In altri termini, chi agisce in forza di una norma di legge che tutela una sua posizione giuridica soggettiva, allora non può essere condannato per il reato astrattamente commesso. In questo caso la norma che fa da copertura a chi filma qualcuno solo per procurarsi le prove e difendersi è l’articolo 24 della Costituzione: tutti hanno diritto di agire in giudizio per tutelare i propri diritti e interessi legittimi.
Se un vicino di casa ti insulta ripetutamente, puoi filmarlo per raccogliere prove da utilizzare in un’eventuale causa civile o penale.
Cosa dice la Cassazione sulle riprese in pubblico?
La Cassazione, con la sentenza n. 18539/2017, ha stabilito che filmare qualcuno senza il suo consenso
Immagina di essere in assemblea condominiale e un condomino inizia a insultarti e minacciarti. In tale circostanza, potresti filmare la scena per tutelare i tuoi diritti e dimostrare l’accaduto.
Ci sono dei limiti a questa facoltà?
Il diritto di filmare non è assoluto. La Suprema Corte ha chiarito che non è lecito attivare un sistema di videosorveglianza continuo e prolungato sulla proprietà altrui. Filmare o fotografare il vicino non deve diventare un’abitudine, altrimenti si rischia di violare la sua privacy.
Se installi una telecamera sul tuo balcone che riprende costantemente il giardino del vicino, potresti essere accusato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.).
Posso filmare persone sconosciute in pubblico?
La Cassazione (sentenza n. 18908/2011) ha sottolineato che è lecito filmare persone sconosciute in pubblico, a condizione che queste non si oppongano esplicitamente e soprattutto che le immagini non vengano diffuse per finalità diverse dalla tutela di un diritto proprio o altrui.
Se assisti a un incidente stradale e filmi la scena per documentare la dinamica e aiutare nella ricostruzione della responsabilità, il comportamento è lecito. Se però poi pubblichi il video sui social rendendo riconoscibili i soggetti o le auto coinvolte, potresti essere chiamato a risarcire i danni per violazione della privacy.
Posso registrare una conversazione senza il consenso dell’interlocutore?
È lecito registrare una conversazione tra presenti anche senza il consenso dell’interlocutore, purché chi registra partecipi al dibattito. Tuttavia, la registrazione non può essere diffusa o pubblicata sui social network.
Se un collega ti minaccia o ti offende durante una riunione di lavoro, puoi registrare la conversazione per tutelarti, ma non puoi condividerla su Facebook o inviarla per email ad altri colleghi senza incorrere in violazioni di legge.