Cosa succede se non ci sono soldi sul conto?

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Autore: Angelo Greco

20 novembre 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Quali sono le conseguenze di un conto corrente in rosso: dagli addebiti non andati a buon fine alle azioni legali.

Avere un conto corrente “in rosso” è una situazione più comune di quanto si pensi, ma le conseguenze non sono così gravi come si potrebbe credere. Ed allora cosa succede se non ci sono soldi sul conto? Cerchiamo di scoprire tutte le possibili implicazioni: dagli addebiti respinti alle azioni legali, con consigli utili su come evitare tali situazioni.

Se sul conto non ci sono soldi cosa può fare la banca?

Quando sul conto corrente non c’è provvista (questo il termine con cui si indica la disponibilità di denaro), la banca non è autorizzata a chiudere il rapporto contrattuale per questo motivo. Pertanto il conto continuerà a maturare spese (come i costi di gestione e l’imposta di bollo) e, su queste, interessi moratori.

Così, dacché era “a saldo zero”, il conto passerà in breve tempo in una situazione debitoria (come si suole dire “in rosso”). Il che determina:

  • un debito con la banca;
  • il rischio di una segnalazione alla Centrale Rischi Interbancaria come cattivi pagatori.

La segnalazione può avvenire però solo se:

  • l’importo non è irrisorio (non si viene segnalati per poche decine di euro);
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  • l’istituto di credito ha prima diffidato il proprio cliente con una lettera.

La banca potrebbe concederti anche uno “scoperto di conto”, ossia la possibilità di andare in negativo fino a un certo limite. Ma si tratta di una facoltà e non di un obbligo, di solito riservata ai clienti più affidabili.

Le conseguenze in caso di RID e addebiti

Spesso sul conto vengono addebitate in automatico utenze, rate del mutuo o della finanziaria e altri pagamenti periodici. Ciò comporta che se non ci sono soldi a sufficienza per coprire tali importi, gli ordini di pagamento saranno respinti e il creditore non si potrà soddisfare. Il correntista quindi resterà debitore di tali somme e dovrà pagarle in altro modo.

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Quando tali importi sono dovuti a banche e finanziarie, si viene altresì segnalati come “cattivi pagatori” alla Centrale Rischi e alla Crif.

Il rischio di protesti

Se sul conto non hai soldi e, nel frattempo, hai emesso assegni o cambiali, nel momento in cui tali titoli verranno portati all’incasso da parte del creditore, la banca ti invierà una segnalazione per il pagamento e, se non “coprirai” tali somme nei termini che ti sono stati indicati, allora verrai protestato. Con il protesto subirai delle sanzioni economiche dalla Prefettura.

Il protesto implica anche una serie di difficoltà nell’accesso al credito e nell’ottenimento di carte di credito.

Le conseguenze in caso di pignoramenti
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Chi sul conto non ha soldi non rischia nulla in caso di pignoramento. Difatti l’ufficiale giudiziario notificherà l’atto di pignoramento alla banca e quest’ultima comunicherà, con PEC, all’avvocato del creditore, l’assenza di giacenza. Questo porterà il creditore a rinunciare al pignoramento (evitando di iscriverlo a ruolo) e di tentare di aggredire altri beni del debitore.

Tuttavia, qualora si tratti di un conto corrente di appoggio dello stipendio o della pensione, il pignoramento potrebbe avere ugualmente corso: il creditore cioè, pur non potendo pignorare la provvista, riceverà il quinto delle successive mensilità che verranno accreditate in banca.

Che succede se il conto è cointestato?
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Se il conto corrente va in rosso ed è cointestato a due o più persone, la banca può chiedere l’integrale importo a uno solo dei cointestatari, che avrà poi il diritto di rivalersi sugli altri per le rispettive quote. Sussiste, infatti, la responsabilità solidale nei confronti dell’istituto di credito da parte di tutti i titolari del conto.

Rischio di azioni legali

Se il tuo debito con la banca diventa consistente e non riesci a rientrare dallo scoperto, quest’ultima potrebbe intraprendere azioni di recupero del credito, come il pignoramento di altri beni. Tuttavia, tali interventi sono economicamente giustificati solo per debiti di una certa consistenza, non già per poche decine o centinaia di euro.

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