Quante sono le mensilità anticipate per l'affitto?

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Autore: Angelo Greco

10 dicembre 2024

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Come funziona l’anticipo nel contratto di affitto e quali sono le tutele del conduttore in caso di sfratto per morosità.

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Oltre alla caparra (meglio definito “deposito cauzionale” o, più semplicemente “cauzione”), il locatore, alla stipula del contratto di locazione può chiedere anche una o più mensilità anticipate. Si tratta di una previsione piuttosto ricorrente che serve a tutelare il proprietario dal rischio di morosità. Di solito, infatti, tali importi vengono scalati da quelli dovuti alla scadenza della locazione (anche se nulla toglie che gli stessi vengano detratti dalle prime mensilità di canone). Ci si chiede tuttavia spesso quante sono le mensilità anticipate per l’affitto

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, se esiste un limite massimo a tali richieste e se si può essere sfrattati, in caso di morosità per un solo mese, posta la possibilità, per il locatore, di rivalersi su dette somme.

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sull’argomento, spesso tralasciato dalle guide che affrontano il tema dell’affitto. Ma procediamo con ordine.

Quante mensilità di anticipo il proprietario può chiedere?

A differenza di quanto avviene per il deposito cauzionale (che non può mai superare le tre mensilità), non esiste una norma di legge che stabilisca un limite massimo all’anticipo che il conduttore debba versare al momento della sottoscrizione del contratto. La sua misura, pertanto, è rimessa alla libera trattativa tra le parti.

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È tuttavia necessario che tale patto rispetti le seguenti condizioni:

In un precedente del Tribunale di Roma (sent. n. 17870 del 22 settembre 2017), le parti hanno concordato che il conduttore dovesse corrispondere anticipatamente le prime 12 mensilità relative ai primi 12 canoni (da settembre 2015 ad agosto 2016). Tale pattuizione è stata ritenuta lecita anche se anticipi di tale entità sono più frequenti nei contratti di locazione a uso non abitativo (commerciale).

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Differenza tra cauzione e anticipo

C’è una profonda differenza tra la funzione della cauzione e quella dell’anticipo. La cauzione serve a garantire il locatore da eventuali danni all’immobile e dal rischio di morosità. Essa quindi può essere trattenuta fino alla scadenza del contratto. L’inquilino non ha il diritto unilaterale di compensarla con le ultime mensilità; se così fosse, qualora l’appartamento dovesse presentare dei danni, il locatore perderebbe la propria garanzia.

Invece la funzione dellanticipo è proprio quella di corrispondere, in via preventiva, specifiche mensilità in modo da assicurare una copertura finanziaria del locatore e gestire il rischio di inadempimento da parte del conduttore. Con la conseguenza che, se non viene scalato dai canoni dei primi mesi, esso deve essere necessariamente compensato dagli ultimi che l’inquilino, pertanto, non è più tenuto a versare.

Si può sfrattare se è stato pagato l’anticipo?

Qualora l’accordo tra le parti, per come riportato nel contratto di locazione, preveda che l’anticipo vada a coprire gli ultimi canoni di affitto, il proprietario dell’appartamento può procedere allo sfratto nel caso in cui si verifichi una morosità nel corso della locazione, per poi trattenere detto anticipo dagli importi maturati e non versati.

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