Assegno sociale 2025

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Autore: Angelo Greco

10 gennaio 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Assegno sociale 2025: requisiti, importo e limiti al pignoramento della pensione e del conto corrente. Il calcolo del minimo vitale.

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L’assegno sociale è un sostegno economico fornito dall’INPS in favore delle persone anziane in condizioni di difficoltà economica. In questo articolo, faremo chiarezza su requisiti, importo e modalità di erogazione dell’assegno sociale nel 2025.

Inoltre, vedremo come questo beneficio influisce sul pignoramento di conto corrente e pensione, in particolare con riferimento al cosiddetto “minimo vitale”. Ti forniremo anche alcuni esempi numerici che illustrano diverse situazioni concrete.

Cos’è l’assegno sociale?

L’assegno sociale è una prestazione economica assistenziale erogata dall’INPS. È destinata a chi ha raggiunto l’età pensionabile (67 anni) ma non ha i requisiti contributivi per la pensione di vecchiaia e si trova in condizioni economiche disagiate.

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Quali sono i requisiti per ottenere l’assegno sociale nel 2025?

Per ottenere l’assegno sociale nel 2025, è necessario:

Qual è l’importo dell’assegno sociale nel 2025?

Nel 2025, l’importo mensile dell’assegno sociale è di € 538,68 per 13 mensilità.

Se il beneficiario ha più di 70 anni, l’importo sale a

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€ 739,83.

L’assegno sociale è reversibile ai familiari?

No, a differenza della pensione, l’assegno sociale non è reversibile ai familiari superstiti. Pertanto, se muore il beneficiario, i suoi eredi o parenti diretti (figli e coniuge) non hanno diritto ad alcuna somma dall’INPS.

Come influisce l’assegno sociale sul pignoramento del conto corrente?

L’assegno sociale è utilizzato come parametro per determinare la quota di conto corrente pignorabile. Nello specifico: per le somme già depositate in banca al momento della notifica dell’atto di pignoramento, la banca può bloccare solo la parte della giacenza eccedente il triplo dell’assegno sociale (€ 1.616,04). Se la giacenza è inferiore a tale importo, non può essere pignorata.

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Facciamo qualche esempio:

Le mensilità successive, accreditate mensilmente sul conto, sono pignorabili nella misura massima di un quinto. Tuttavia se il creditore è Agenzia Entrate Riscossione, la quota pignorabile è di:

Ad esempio, in presenza di debiti verso l’Agenzia Entrate Riscossione:

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Come influisce l’assegno sociale sul pignoramento della pensione?

Anche per il pignoramento della pensione, l’assegno sociale funge da parametro per calcolare i limiti.

Il pignoramento, sia esso rivolto direttamente all’INPS (ossia prima dell’erogazione dell’assegno), sia esso rivolto in banca (ossia dopo l’accredito) può avvenire solo sulla parte eccedente il doppio dell’assegno sociale (attualmente, nel 2025, pari a € 1.077,36), considerato “

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minimo vitale” e, come tale, impignorabile.

La parte eccedente è pignorabile nei limiti di un quinto (e con le stesse ulteriori riduzioni previste per il conto corrente in caso di debiti verso l’Agenzia Entrate Riscossione).

Pertanto, ad esempio, una pensione di € 800 non può mai essere pignorata, poiché interamente al di sotto del minimo vitale, mentre una pensione di 1.200 euro è pignorabile solo per l’eccedenza rispetto al minimo vitale, quindi per € 122,64 mensili (€ 1.200 – € 1.077,36).

Dunque, ad oggi, il minimo vitale impignorabile della pensione è pari a 1.077,36 euro. Chi percepisce un assegno mensile non superiore a tale importo non può subire alcun pignoramento della pensione.

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