Figli manipolati da un genitore: cosa fare e come proteggerli?

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Autore: Angelo Greco

07 febbraio 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

La Cassazione ha stabilito che, in caso di un genitore manipolatore, il giudice non deve tenere conto dei desideri del minore di vivere con quest’ultimo, se frutto di condizionamento. Prevale il principio di bigenitorialità.

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Quando una coppia si separa, uno dei problemi più delicati da affrontare è l’affidamento dei figli. La legge mira principalmente a garantire il loro benessere; ma spesso succede che i genitori, accecati dalla rabbia e dal rancore, possano cadere nell’errore di manipolarli contro l’altro genitore. Comportamenti di questo tipo minano l’equilibrio emotivo dei minori e il loro diritto alla bigenitorialità, ossia ad avere tanto il padre quanto la madre presenti nella loro vita. La legge infatti è molto chiara: condizionare i figli in modo da metterli contro l’ex può avere conseguenze gravi, come la perdita dell’affidamento. L’ordinanza 2947 del 6 febbraio 2025 della Corte di Cassazione spiega

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cosa fare in caso di figli manipolati e come proteggerli.

La pronuncia, di particolare rilievo, ha accolto il ricorso di un padre che lamentava un atteggiamento ritorsivo dell’ex moglie, attuato proprio tramite l’allontanamento dei figli. Il che gli impediva di esercitare il diritto-dovere di visita.

Secondo la Corte, non conta, ai fini del collocamento, con chi vuole vivere il minore quando i consulenti si accorgono che il ragazzino è influenzato negativamente da uno dei genitori che gli parla male dell’altro».

Analizziamo insieme, attraverso una serie di domande e risposte, i punti salienti di questa importante sentenza.

Cosa significa manipolazione dei figli?

La manipolazione dei figli è un comportamento attraverso il quale un genitore cerca di influenzare negativamente il figlio contro l’altro genitore, denigrandolo, ostacolando i rapporti o inducendo il figlio a rifiutarlo.

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La manipolazione può manifestarsi in diversi modi:

In tali casi si parla spesso di “alienazione genitoriale”, anche se la scienza medica esclude che si possa parlare di una vera e propria patologia clinicamente accertabile. Piuttosto si configura un abuso che può comportare alcune gravi conseguenze.

Quali sono le conseguenze della manipolazione sui figli?

In teoria, il genitore che non fa vedere all’ex i figli può essere denunciato per il reato di mancato adempimento dei provvedimenti del giudice relativi agli incontri genitore-minori (art. 650 cod. pen). Il diritto di visita infatti è intoccabile.

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Inoltre il tribunale può infliggere al responsabile una sanzione pecuniaria.

Non è tutto: nei casi più gravi il giudice può disporre la revoca della collocazione presso il genitore responsabile e l’affidamento esclusivo in favore dell’altro genitore.

La revoca della collocazione tuttavia deve sempre fare i conti con la volontà del minore (il quale deve essere sentito sempre se ha 12 anni e anche se più piccolo qualora ritenuto capace di discernimento). Difatti, anche se manipolato, il figlio potrebbe vivere conflittualmente il rapporto con l’altro genitore, il che non si concilierebbe con il suo benessere. Il giudice potrebbe anche disporre una terapia di sostegno per il minore e per i genitori, al fine di ristabilire un clima familiare sereno e costruttivo.

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Tuttavia è proprio in questo aspetto che sta la particolarità della sentenza qui in commento. La Cassazione ha infatti stabilito che, in presenza di una grave manipolazione sul figlio, il giudice non deve basarsi esclusivamente sulla volontà espressa da quest’ultimo (di rimanere con il genitore manipolatore), soprattutto se ha meno di 12 anni. Al contrario, bisogna valutare attentamente tutte le circostanze concrete che potrebbero determinare un danno per il bambino.

Qual è il principio guida nelle decisioni sull’affidamento dei figli?

Il principio guida è sempre il superiore interesse del minore. Questo significa che il giudice deve prendere decisioni che tutelino il benessere fisico, psichico ed emotivo del figlio

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, garantendogli il diritto alla bigenitorialità, ovvero ad avere entrambi i genitori presenti nella sua vita.

La bigenitorialità è il diritto del figlio di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, anche dopo la separazione. Questo significa che entrambi i genitori devono essere coinvolti nella sua vita, prendendo decisioni importanti per il suo futuro.

A chi posso rivolgermi in caso di manipolazione?

In caso di manipolazione, è fondamentale rivolgersi a un professionista (psicologo, avvocato, mediatore familiare) che possa fornire supporto e consulenza. In giudizio si potrà chiedere una CTU (consulenza tecnica d’ufficio) al fine di verificare se effettivamente c’è stato un condizionamento psicologico sui figli.

È anche possibile rivolgersi ai servizi sociali o alle associazioni che si occupano di tutela dei minori.

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