Come proteggere un’idea

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Autore: Paolo Florio

18 febbraio 2025

Dottore Commercialista (2007) e Avvocato (2010). Svolge l’attività professionale di consulente e giurista d’impresa, con specializzazione nel campo del diritto tributario, diritto societario, diritto commerciale, diritto fallimentare e diritto penale dell’economia. Ha maturato, altresì, una specifica esperienza quale munus pubblicum per conto di diversi Tribunali avendo svolto incarichi giudiziari e in particolare di Custode e Amministratore Giudiziario, di Curatore Fallimentare, di professionista delegato alle vendite nelle procedure esecutive, nonché C.T.U. in giudizi civili e perito per la Procura in procedimenti penali.

Guida alla protezione del know-how: come evitare di farsi copiare l’idea prima della registrazione del marchio o del brevetto.

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Supponiamo che una persona o una start-up abbiano sviluppato un software, un modello industriale o un know-how altamente innovativo, un patrimonio di informazioni che potrebbe rivoluzionare il proprio segmento di mercato. Ora, la società è pronta a iniziare trattative commerciali e tecniche con potenziali partner a cui dovrebbe tuttavia illustrare prima il funzionamento della propria invenzione. Si chiede quindi come proteggere un’idea e tutelarsi da chi possa eventualmente copiarla senza, nello stesso tempo, ostacolare eventuali collaborazioni?

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Il “know-how” rappresenta l’insieme di conoscenze tecniche, esperienze e competenze che un’azienda accumula nel tempo. Giuridicamente, secondo la Corte di Cassazione, esso costituisce un tesoro di informazioni non pubbliche che conferiscono un vantaggio competitivo significativo.

Scopo di questa guida è spiegare come proteggere un know-how con o senza la “registrazione”, dinanzi a potenziali investitori.

Per tutelare un’idea, è fondamentale comprendere che il diritto italiano non protegge le idee in quanto tali, ma solo la loro espressione concreta. Esistono due modi per blindare una creazione, a seconda della natura.

Protezione tramite il diritto d’autore

La legge sul diritto d’autore (Legge 22 aprile 1941, n. 633) tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla

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letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

Il diritto d’autore protegge solo la forma espressiva dell’opera, non l’idea sottostante. Ad esempio, di un libro si può tutelare il linguaggio ma non la trama.

Come affermato dalla giurisprudenza, “la tutela del diritto d’autore non si estende alla semplice idea, vale a dire alle mere informazioni contenute nella ritenuta opera, essendo necessario che la stessa venga espressa in una forma concreta” (Tribunale Milano, sez. IA, sentenza n. 2463/2015). Pertanto, per ottenere protezione, è necessario che l’idea sia fissata in una

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forma tangibile, come un testo scritto, un disegno, una composizione musicale, ecc.

Protezione tramite brevetto

Se l’idea riguarda un’invenzione industriale, potrebbe essere possibile ottenere un brevetto, a condizione che l’invenzione sia nuova, originale e abbia applicabilità industriale.

Protezione tramite segreto industriale

Un’altra forma di tutela è il segreto industriale. Le informazioni aziendali riservate, come il know-how, possono essere protette se sono segrete, hanno valore commerciale e sono state sottoposte a misure ragionevoli per mantenerle segrete (Corte d’Appello Milano, sez. 1, sentenza n. 1172/2020). La divulgazione non autorizzata di tali informazioni

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può costituire concorrenza sleale.

Per proteggere un’idea, è consigliabile utilizzare accordi di riservatezza quando si condivide l’idea con terzi. Questi accordi impongono obblighi legali di non divulgare o utilizzare l’idea senza autorizzazione, offrendo una protezione contrattuale (ne parleremo meglio in seguito).

Dunque, per tutelare efficacemente questo patrimonio, le aziende possono avvalersi del segreto commerciale, come delineato dagli articoli 98 e 99 del Codice di Proprietà Industriale. Questo strumento legale protegge tutte quelle informazioni aziendali, come algoritmi, formule e strategie di mercato, che rimangono riservate e sconosciute ai concorrenti.

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Le informazioni per essere protette come segreti commerciali devono:

Misure pratiche di protezione

Per conservare il know-how, l’adozione di patti di riservatezza (Non Disclosure Agreements – NDA) è prassi comune. Questi accordi impongono agli interlocutori l’obbligo di non divulgare informazioni riservate, proteggendo così l’innovazione dell’azienda.

Inoltre, stabilire protocolli di sicurezza interni, conformi a standard internazionali come l’UNI ISO 27001, aiuta a prevenire fughe di informazioni. Queste procedure organizzative permettono di monitorare e gestire la sicurezza delle informazioni sensibili, classificandole e tracciando i loro flussi all’interno e all’esterno dell’azienda.

Quando si avviano collaborazioni, è fondamentale che la startup implementi misure per controllare la diffusione delle proprie conoscenze segrete. Oltre ai già citati NDA, è opportuno che vengano messi in atto sistemi di protezione e verifica che garantiscano il rispetto degli accordi e identifichino eventuali violazioni.

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