Quali sono i diritti degli invalidi in condominio?

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Autore: Mariano Acquaviva

16 marzo 2025

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Le principali agevolazioni per invalidi civili e disabili all’interno dell’edificio condominiale: ascensore, servoscala, parcheggio vicino all’ingresso.

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L’invalidità civile misura la riduzione della capacità lavorativa di una persona oppure le difficoltà persistenti a svolgere le funzioni tipiche dell’età, qualora non ci si trovi in età da lavoro. Il riconoscimento – ad opera della commissione medico-legale oppure del giudice – comporta l’attribuzione di determinati benefici, proporzionati al grado d’invalidità riconosciuto. Quali sono i diritti degli invalidi in condominio?

In buona sostanza, si tratta di capire di quali agevolazioni godono le persone invalide e disabili che vivono in condominio, ammesso che ve ne siano. Approfondiamo questo argomento, che può essere d’interesse per molti.

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Gli invalidi in condominio hanno diritto all’ascensore?

Gli invalidi che hanno difficoltà nella deambulazione possono chiedere all’assemblea di approvare la realizzazione di un ascensore che consenta di raggiungere più comodamente gli appartamenti posti in alto.

Poiché l’intervento rientra tra le innovazioni volte ad eliminare le barriere architettoniche, deve ritenersi sufficiente la maggioranza dei condòmini che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio (artt. 1120, secondo comma, e 1136, quarto comma, cod. civ.).

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L’assemblea, però, non può essere obbligata all’installazione dell’ascensore per cui, nel caso di diniego, il condomino invalido potrà procedere autonomamente alla realizzazione dell’opera, accollandosene però le spese (art. 2, secondo comma, l. n. 13/1989); di conseguenza, beneficerà in modo esclusivo delle detrazioni fiscali previste dalla legge.

Anche in questa circostanza, però, vanno rispettate le norme poste a tutela della sicurezza e della stabilità dell’edificio.

In ogni caso, la giurisprudenza (Trib. Genova, n. 2570/2023) ha precisato che la presenza di un invalido o di un disabile in condominio è del tutto irrilevante ai fini delle maggioranze richieste per l’abbattimento delle barriere architettoniche, trattandosi di intervento meritevole di tutela anche nell’ipotesi in cui nel fabbricato non viva alcuna persona impedita nella deambulazione.

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Gli invalidi hanno diritto all’eliminazione delle barriere architettoniche?

Le barriere architettoniche presenti in un condominio possono essere di molti tipi e riguardare, perciò, non solo la rampa di scale che conduce ai piani alti dell’edificio ma, ad esempio, anche i gradini posti all’ingresso del fabbricato, prim’ancora di arrivare all’androne.

Anche in questa ipotesi l’assemblea può votarne l’eliminazione con la maggioranza degli intervenuti in rappresentanza di almeno cinquecento millesimi; in mancanza, il disabile può procedere autonomamente, come meglio specificheremo nel prossimo paragrafo.

Gli invalidi possono installare un servoscala in condominio?

La legge (art. 2, secondo comma, l. n. 13/1989) stabilisce che, nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere – o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto – le deliberazioni per le innovazioni dirette ad eliminare le barriere architettoniche, i

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portatori di handicap (cioè i disabili secondo la legge 104) – ovvero chi ne esercita la tutela – possono installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l’ampiezza delle porte d’accesso, al fine di rendere più agevole l’accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages.

Questa autorizzazione è concessa dalla legge non ai semplici invalidi bensì a coloro che sono riconosciuti disabili ai sensi della legge 104; dunque, chi è invalido senza handicap non è autorizzato a ciò.

Gli invalidi in condominio hanno diritto al posto auto?

Secondo la giurisprudenza (Trib. Roma, 27 luglio 2022 n. 12021), l’assemblea può assegnare il

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posto auto vicino al portone d’ingresso dell’edificio ai disabili affetti da difficoltà di deambulazione; la deliberazione, pur derogando alle norme che impediscono di attribuire un bene comune al godimento esclusivo di un solo condomino, non può essere impugnata perché l’osservanza del dovere di solidarietà è superiore a quello delle ordinarie norme civilistiche.

Va peraltro ricordato che, se l’invalidità civile è riconosciuta per le patologie che limitano la deambulazione, l’invalido ha diritto al posto auto riservato sul suolo pubblico, previo rilascio del contrassegno, secondo le modalità stabilite dal Comune di residenza.

Diritti degli invalidi in condominio: approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti sull’argomento si leggano i seguenti articoli:

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