I permessi per malattia del figlio sono retribuiti?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Angelo Greco

14 marzo 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Come funzionano i permessi per malattia di un figlio? Come viene retribuita la malattia del figlio?

Annuncio pubblicitario

Capita di frequente che un dipendente debba assentarsi dal lavoro per assistere il figlio influenzato o comunque indisposto, specie se piccolo. In questi casi, cosa succede alla busta paga? I permessi per malattia del figlio sono retribuiti? La questione merita una particolare attenzione, tenendo tuttavia conto che ogni contratto collettivo può prevedere disposizioni di maggior favore rispetto a quelle previste, in via generale dalla legge. Ed è proprio da quest’ultima che partiremo, perché contiene la cornice della disciplina nazionale in materia di permessi per malattia del figlio

Annuncio pubblicitario
.

Come funzionano i permessi per malattia di un figlio?

Secondo l’articolo 47 del Decreto Legislativo n. 151/2001, entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro per periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a tre anni. In tal caso il permesso può durare fino alla guarigione, ossia per tutta la durata della malattia.

Per i figli di età compresa tra

Annuncio pubblicitario
i tre e gli otto anni, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno.

I genitori adottivi o affidatari possono assentarsi dal lavoro alternativamente, senza diritto alla retribuzione:

Tuttavia, se, all’atto dell’adozione o dell’affidamento, il minore ha un’età compresa tra i 6 e i 12 anni, il congedo per malattia (5 giorni all’anno) può essere fruito nei primi 3 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.

I permessi per malattia del figlio sono retribuiti?

L’articolo 48 del medesimo Decreto Legislativo n. 151/2001 stabilisce che i periodi di congedo per la malattia del figlio

Annuncio pubblicitario
non sono retribuiti.

In particolare:

Questa disposizione è confermata da diversi CCNL come, ad esempio, il CCNL per il settore calzature.

Alcuni CCNL prevedono che i permessi per malattia del figlio comportano una proporzionale riduzione delle ferie. Sono esclusi anche dal calcolo di tredicesima e quattordicesima.

In alcuni contratti collettivi, come quello dei servizi assistenziali per il personale dipendente da Anpas ODV e Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia ODV, sono previsti due giorni retribuiti all’anno per malattia del figlio entro i primi otto anni. Tuttavia, esauriti questi permessi, le ulteriori assenze non sono retribuite.

Annuncio pubblicitario

In conclusione, salvo diverse previsioni contrattuali specifiche, le ore di permesso dal lavoro per malattia del figlio non sono retribuite. È consigliabile verificare il proprio CCNL di riferimento per eventuali disposizioni più favorevoli.

Come chiedere i permessi per malattia del figlio

La certificazione di malattia deve essere trasmessa all’INPS in via telematica direttamente dal medico curante del SSN.

Il lavoratore deve comunicare direttamente al medico, all’atto della compilazione della certificazione di malattia, le generalità del genitore che ha scelto di usufruirne.

La certificazione è, poi, inoltrata immediatamente dall’INPS al datore di lavoro interessato.

Annuncio pubblicitario

Rapporto tra permessi per malattia e congedo parentale

La fruizione di permessi per malattia del bambino, insorta durante il congedo parentale (art. 32 D.Lgs. 151/2001), può sospenderne il godimento consentendo la sostituzione del titolo dell’assenza. La legge, infatti, non prevede alcun divieto di cumulo dei due istituti.

A tal fine occorre che l’interessato presenti domanda di sospensione del congedo e che sussistano i requisiti prescritti per l’accesso all’uno e all’altro istituto (Risp. Interpello Min. Lav. 28 agosto 2006 prot. n. 25/I/0003004).

C’è visita fiscale in caso di assenza per malattia del figlio?

La nozione di malattia del bambino non coincide con quella di malattia del lavoratore durante l’esecuzione del contratto poiché comprende non solo la fase patologica vera e propria, ma anche quella successiva di convalescenza (Cass. 4 aprile 1997 n. 2953). Ciò comporta che né l’INPS, né l’ITL (Ispettorato Territoriale del Lavoro) sono tenuti ad effettuare controlli sull’effettivo stato di malattia del bambino. Non è, quindi, prevista la visita fiscale.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui