Cosa succede se non mi presento in questura?

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Autore: Raffaella Mari

19 marzo 2025

Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

Convocato dalla polizia? Scopri quando sei obbligato a presentarti, i tuoi diritti e cosa rischieresti a non andare.

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Squilla il telefono. È la polizia. Ti chiedono di passare in caserma. Il cuore inizia a battere forte. È normale chiedersi: «Cosa succede se non mi presento in Questura? Rischio un procedimento penale?».

La risposta non è sempre un semplice “sì” o “no”. Dipende dal motivo della convocazione. In alcuni casi, puoi rifiutarti. In altri, sei obbligato a presentarti, e se non lo fai, le conseguenze possono essere serie.

Questa guida ti spiegherà, in modo semplice e diretto, tutto quello che devi sapere sulle convocazioni della polizia: quando sei obbligato a presentarti, quali sono i tuoi diritti, cosa rischieresti a non andare, e come comportarti in ogni situazione. Niente panico, prendi un respiro e continua a leggere!

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La Polizia mi ha chiamato: devo andare in questura?

Recarsi in Questura può essere un obbligo o una facoltà a seconda delle modalità con cui sei stato chiamato e dalle ragioni della convocazione. Dobbiamo quindi distinguere due ipotesi.

Chiamata informale (o “a voce”)

La polizia ti ha chiamato al telefono o ti ha fermato per strada, chiedendoti “gentilmente” di passare in caserma per “fare due chiacchiere”? In questo caso,

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non sei obbligato ad andare.

Perché? Perché non si tratta di una convocazione formale, legata a un’indagine penale in corso.

Facciamo un esempio. Il tuo vicino si è lamentato del rumore e la polizia vuole sentire la tua versione. Oppure: il tuo ex coniuge ha detto alla polizia che non rispetti gli orari di visita dei figli.

Ecco un consiglio pratico: anche se non sei obbligato, a volte può essere utile presentarsi per chiarire la situazione ed evitare problemi futuri. Ma puoi sempre rifiutarti. In ogni caso è sempre opportuno domandare al poliziotto se la tua presenza è obbligatoria o meno, e quali potrebbero essere le conseguenze nel caso in cui non ti presentassi.

Convocazione formale (scritta)

Hai ricevuto una lettera, una notifica, un

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atto giudiziario in cui ti si convoca in caserma o in questura? In questo caso, la situazione è diversa (e più seria). Leggi attentamente il documento:

  • se sei stato convocato come “persona informata sui fatti” (testimone) devi presentarti;
  • se sei convocato come “indagato” devi presentarti, ma hai il diritto di non rispondere alle domande.

Analizzeremo queste due ipotesi separatamente nei successivi paragrafi.

Convocazione obbligatoria come “persona informata sui fatti” (testimone)?

Se hai ricevuto una convocazione come “persona informata” significa che la polizia (o il Pubblico Ministero) ritiene che tu possa sapere qualcosa su un reato che è stato commesso (o che si sospetta sia stato commesso). In pratica, ti considerano un

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testimone. E, ti ricordo, la testimonianza è obbligatoria. Così come è un reato mentire.

In tali ipotesi:

  • devi presentarti nel giorno, orario e luogo della convocazione fissata;
  • devi dire la verità (altrimenti commetti il reato di falsa testimonianza);
  • non hai diritto all’avvocato (a meno che, durante l’interrogatorio, non emergano indizi di reato a tuo carico).

Se non ti presenti:

  • rischi una denuncia per “inosservanza di un provvedimento dell’autorità” (art. 650 del Codice Penale);
  • la polizia può prelevarti con la forza e portarti in caserma (art. 378 c.p.p.). Se non vuoi aprire la porta, possono anche sfondarla, ma solo con l’ordine del Pubblico Ministero.

Se puoi, avvisa il tuo avvocato di fiducia, anche se in qualità di testimone, non avrai diritto ad averlo con te, potrà comunque consigliarti al meglio. Porta con te un documento di riconoscimento. E ricorda: non mentire mai!

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Convocazione obbligatoria come “indagato”

Se ti hanno convocato come “indagato” significa che la polizia (o il Pubblico Ministero) sospetta che tu abbia commesso un reato e, con ogni probabilità, ha indizi di ciò. Questo significa che sei sotto indagine.

In tali ipotesi:

  • devi presentarti;
  • non sei obbligato a rispondere alle domande (hai, cioè, la famosa facoltà di non rispondere, per evitare di auto-accusarti);
  • puoi mentire (ma attenzione: se rendi dichiarazioni false che accusano ingiustamente qualcun altro, commetti il reato di calunnia);

La legge ti riconosce inoltre i seguenti diritti:

  • diritto all’avvocato: devi essere obbligatoriamente assistito da un avvocato (se non ne hai uno, te ne verrà assegnato uno d’ufficio);
  • diritto al silenzio: puoi rifiutarti di rispondere a tutte le domande, o solo ad alcune (l’unico obbligo riguarda quello di fornire le tue generalità).

Se non ti presenti:

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  • rischio di denuncia per “inosservanza di un provvedimento dell’autorità” (art. 650 del Codice Penale);
  • il Pubblico Ministero può ordinare l’accompagnamento coattivo: la polizia, quindi, può prelevarti con la forza e portarti in caserma.

Cosa succede durante l’interrogatorio?

Analizziamo ora tutto ciò che può succedere durante l’interrogatorio che ti farà la polizia:

  • la polizia ti chiederà le tue generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, ecc.);
  • ti verrà chiesto di nominare un avvocato di fiducia (o te ne verrà assegnato uno d’ufficio);
  • se sei indagato, ti verrà detto che hai la facoltà di non rispondere, e che tutto ciò che dirai potrà essere usato contro di te;
  • la polizia (o il Pubblico Ministero) ti farà delle domande sui fatti oggetto dell’indagine;
  • tutto ciò che viene detto durante l’interrogatorio viene scritto in un verbale, che dovrai leggere e firmare (se sei d’accordo con il contenuto). Se sei indagato, il verbale firmato potrà essere utilizzato nel processo.

Come comportarsi durante l’interrogatorio

Ecco alcuni consigli che potranno tornarti utili durante l’interrogatorio che ti verrà fatto in Questura:

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  • mantieni la calma: anche se sei nervoso o spaventato, cerca di mantenere la calma e di rispondere in modo chiaro e preciso;
  • non inventare: se non sai qualcosa, dillo. È meglio dire “non lo so” o “non ricordo” che inventare una bugia;
  • non fare ammissioni affrettate: se sei indagato, non ammettere nulla senza prima aver parlato con il tuo avvocato;
  • leggi attentamente il verbale prima di firmare e assicurati che tutto ciò che è scritto sia corretto. Se qualcosa non va, chiedi di modificarlo.

Conclusione

Essere convocati dalla polizia può essere un’esperienza stressante, ma conoscere i propri diritti e doveri è fondamentale. Ricorda:

  • se sei convocato informalmente, puoi rifiutarti di andare;
  • se sei convocato come testimone, devi presentarti e dire la verità;
  • se sei convocato come indagato, devi presentarti, ma hai il diritto di non rispondere e di farti assistere da un avvocato.

In ogni caso, se hai dubbi o preoccupazioni, non esitare a contattare un avvocato: saprà consigliarti al meglio e tutelare i tuoi diritti.

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