Congedo malattia per i figli: vale per le visite specialistiche?
Congedo malattia figli: vale per visite specialistiche? No, salvo peggioramento. Scopri quali permessi usare e cosa dice la legge (e i CCNL).
Tuo figlio deve fare una visita privata dal medico, un controllo, un esame diagnostico? E tu, genitore lavoratore, ti chiedi se il congedo malattia per i figli riguarda anche le visite specialistiche. «Posso assentarmi dal lavoro usando il congedo per malattia di mio figlio o devo chiedere un permesso?» La risposta, purtroppo, è quasi sempre no. La legge (art. 47 del D.Lgs. 151/2001) e la maggior parte dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) sono chiari: il congedo per malattia del figlio serve per assisterlo quando è malato, non per accompagnarlo a visite mediche
Ma allora, come fare? In questa guida completa, ti spiegheremo, in modo semplice e con esempi pratici quando non puoi usare il congedo per malattia del figlio, quali alternative hai (permessi, ferie, ecc.), cosa dice la legge e cosa i contratti collettivi, cosa fare se il datore di lavoro ti nega il permesso. Ma procediamo con ordine.
Indice
Cos’è il congedo per malattia del figlio?
Il congedo per malattia del figlio è un diritto, previsto dall’art. 47 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità), che permette ai genitori di
I giorni di congedo che spettano al lavoratore sono in funzione dell’età del figlio:
- fino a 3 anni, entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto a congedi illimitati (non retribuiti, salvo diverse disposizioni contrattuali);
- tra i 3 e gli 8 anni, entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto a 5 giorni lavorativi all’anno (non retribuiti, salvo diverse disposizioni contrattuali);
- dopo gli 8 anni non è più previsto il congedo per malattia del figlio.
Quali assenze copre il congedo malattia per figli?
Il congedo per malattia del figlio non copre qualsiasi assenza per motivi di salute del bambino.
La legge (e la maggior parte dei CCNL) specifica che il congedo per malattia del figlio
Quando si parla di ‘malattia del bambino’ che giustifica il congedo parentale, non si intende solo il momento in cui il bambino ha la febbre, la tosse o altri sintomi evidenti. La “malattia”, in questo contesto, comprende anche il periodo di convalescenza, cioè il periodo di recupero successivo alla fase acuta della malattia. Questo significa che puoi prendere il congedo per malattia del figlio anche quando il bambino non ha più i sintomi evidenti, ma ha ancora bisogno di assistenza e cure per riprendersi completamente.
Ad esempio un bambino ha avuto la varicella. Le bolle sono sparite, ma è ancora stanco, inappetente, e ha bisogno di stare a casa da scuola per qualche giorno per evitare contagi o ricadute. Questo periodo è convalescenza, e il genitore può chiedere il congedo per malattia del figlio.
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Un bambino ha avuto una bronchite. La febbre è passata, ma ha ancora bisogno di fare l’aerosol, di prendere antibiotici, e di riposare. Anche questo è convalescenza.
Assenza di controlli obbligatori
Proprio perché la malattia del bambino include anche la convalescenza, e perché ogni situazione familiare è diversa (un bambino può aver bisogno di più o meno assistenza a seconda dell’età, della gravità della malattia, della presenza di altri familiari, ecc.), la legge non prevede controlli obbligatori né da parte dell’INPS (se ricevi un’indennità) né dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL). Non ci sono, quindi, controlli per verificare se il bambino è effettivamente malato. Gli enti si fidano – e devono fidarsi – della tua dichiarazione del genitore e del certificato medico. Questo fa sì che
Questo non significa che i genitori possono “approfittarsene”. Il congedo deve essere utilizzato responsabilmente, per l’effettiva assistenza del bambino malato o convalescente. Ma la legge, in questo caso, si basa sulla fiducia nei confronti dei genitori.
In teoria, quindi, un genitore potrebbe anche assentarsi da casa per accompagnare il figlio dal medico curante (posta l’assenza di fasce orarie di reperibilità) ma non anche per visite specialistiche private.
Quindi, non si può usare il congedo per malattia del figlio per accompagnarlo a visite mediche.
In particolare, il congedo per malattia del figlio non copre le assenze per:
- visite specialistiche programmate;
- controlli di routine;
- vaccinazioni:
- esami diagnostici (es. analisi del sangue, radiografie) non legati a una malattia in atto.
Eccezione: puoi usare il congedo per malattia del figlio se la visita o l’esame sono necessari a causa di un peggioramento improvviso delle condizioni di salute del bambino (es. il bambino ha la febbre alta e lo porti al pronto soccorso, o dal pediatra per una visita urgente).
Quali alternative ho al congedo per malattia del figlio?
La Circolare n. 2/2014 della Presidenza del Consiglio dei Ministri (che riguarda i dipendenti pubblici, ma è spesso presa come riferimento anche nel settore privato) chiarisce che le
Per accompagnare i figli a visite mediche il genitore può far ricorso a una serie di alternative, per lo più dipendenti dal contratto di lavoro (individuale o collettivo). Le opzioni più comuni sono:
- permessi per motivi personali: molti contratti prevedono un certo numero di ore (o giorni) di permesso retribuito (o non retribuito) per motivi personali. Puoi utilizzare questi permessi, ma devi concordarli con il datore di lavoro;
- permessi brevi: alcuni contratti prevedono permessi brevi (es. 1-2 ore) per visite mediche (tue o dei tuoi familiari);
- ferie: puoi utilizzare le ferie (se ne hai a disposizione);
- recupero ore: se il tuo lavoro lo consente, puoi recuperare le ore di assenza lavorando di più in altri giorni.