Come recuperare un credito da un defunto?
Come individuare gli eredi, notificare il credito, agire legalmente e recuperare i crediti da una persona deceduta.
Cosa succede se una persona che ti doveva dei soldi muore? A chi rivolgerti e come tutelare i tuoi diritti? Può sembrare un argomento macabro, ma è una situazione che può capitare e che richiede di conoscere la procedura corretta. In questa guida vedremo come recuperare un credito da un defunto, o meglio dai suoi eredi.
Recuperare un credito da una persona deceduta è più complesso che recuperarlo da una persona in vita, ma non è impossibile. Ecco una guida dettagliata su come individuare gli eredi, come notificare il tuo “titolo esecutivo”, come interrompere la prescrizione e quali strumenti il Codice civile e il Codice di procedura civile mettono a tua disposizione.
Affronteremo anche i casi di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, di rinuncia all’eredità e di azione surrogatoria, fornendo esempi pratici e citando la giurisprudenza più rilevante.
Indice
Cosa fare se muore un debitore?
Non appena vieni a sapere della morte di un tuo debitore (nessuno tuttavia è tenuto a dirtelo, neanche i suoi parenti più stretti), devi subito
Ma come individuare gli eredi? In genere ci si affida a professionisti del settore legale come un notaio o un avvocato. Ma puoi anche fare tu stesso le prime indagini. Ad esempio, richiedi al Comune di ultima residenza del defunto uno stato di famiglia del defunto per sapere chi sono i suoi parenti più stretti. Di solito sono proprio questi i principali eredi.
Se sai che il defunto ha fatto testamento, puoi chiedere al notaio che lo ha redatto (se lo conosci) o al Consiglio Notarile Distrettuale di verificare se è stato pubblicato.
Se non conosci il notaio, puoi fare una visura all’Archivio Notarile per verificare se esiste un testamento pubblicato.
Se non c’è testamento, gli eredi sono individuati dalla legge (coniuge, figli, genitori, fratelli, ecc.). Puoi rivolgerti a un avvocato o a un’agenzia specializzata in visure per rintracciarli.
Cosa succede se gli eredi non hanno ancora accettato l’eredità?
Gli eredi hanno 10 anni di tempo per accettare l’eredità. Se non hanno ancora accettato, puoi sollecitare una decisione. Come? Con l’
Il signor Rossi è creditore del signor Bianchi, deceduto. Gli eredi del signor Bianchi non hanno ancora accettato l’eredità. Il signor Rossi può rivolgersi al giudice e chiedere che venga fissato un termine per l’accettazione.
Come devo comunicare il mio credito agli eredi?
Una volta individuati gli eredi (e verificato che abbiano accettato l’eredità), devi comunicare loro il tuo credito.
Invia una lettera raccomandata A/R (o una PEC) a ciascun erede, in cui:
- indichi i tuoi dati anagrafici;
- specifichi l’importo e la natura del credito (ad esempio, fattura n. … del …, contratto di …, ecc.);
- alleghi la documentazione a supporto del credito (copia della fattura, del contratto, ecc.);
- inviti gli eredi a pagare entro un termine ragionevole (ad esempio, 15 giorni).
Questa comunicazione serve anche a interrompere la prescrizione del tuo credito.
Se non è decorso un anno dalla morte, puoi inviare la diffida presso l’ultima residenza del defunto, indirizzandola impersonalmente a tutti gli eredi. Ad esempio sulla busta potrai scrivere “Eredi del sig. Mario Rossi”. Dopo un anno, invece, devi inviare una diffida ad ogni singolo erede presso la sua residenza.
Cosa succede se gli eredi accettano l’eredità?
Ci sono due tipi di accettazione dell’eredità:
- accettazione pura e semplice: l’erede subentra in tutti i rapporti del defunto, sia attivi che passivi. Risponde dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio personale. Pertanto tu potrai pignorare, ad esempio, la casa, lo stipendio, la pensione, il conto corrente dell’erede o i beni che questi ha ricevuto con la successione;
- accettazione con beneficio d’inventario: l’erede risponde dei debiti del defunto solo nei limiti del valore dell’eredità ricevuta. Il suo patrimonio personale è protetto. Quindi in questo caso puoi pignorare solo quei beni che l’erede ha ricevuto con la successione.
Queste notizie ti potranno essere fornite da un notaio che, nel registro delle successioni, potrà verificare come è avvenuta l’accettazione dell’eredità da parte dei parenti del defunto.
Come recuperare il credito se gli eredi hanno accettato l’eredità?
Se gli eredi hanno accettato “puramente e semplicemente” l’eredità, puoi agire direttamente nei loro confronti, come se fossero loro i tuoi debitori originari. Ma attenzione: ciascun erede risponde solo di una parte del debito, quello proporzionale alla sua quota di eredità. Pertanto, se vuoi recuperare l’intera somma, devi rivolgerti a tutti gli eredi. Non puoi quindi chiedere il pagamento integrale a un solo erede, anche per conto degli altri.
Se l’erede non paga, puoi:
- inviare solleciti di pagamento;
- avviare una causa civile per ottenere un titolo esecutivo (ad esempio, una sentenza di condanna al pagamento, sempre che questa non sia già in tuo possesso perché hai agito contro il defunto prima che morisse);
- procedere al pignoramento dei beni degli eredi (compresi quelli personali).
Che fare se gli eredi hanno accettato con beneficio d’inventario?
Se gli eredi hanno accettato con beneficio d’inventario ci sono regole più complesse. In sintesi:
- l’erede (o un notaio da lui incaricato) fa un inventario dei beni del defunto;
- si forma uno “stato di graduazione”, cioè un elenco dei creditori e dei loro crediti, in ordine di preferenza (prima i creditori privilegiati, poi gli altri);
- l’erede paga i creditori secondo l’ordine di graduazione, nei limiti del valore dell’eredità da lui ricevuta.
Se non rispetti questa procedura, perdi il diritto di essere preferito rispetto ad altri creditori.
Che succede se gli eredi rinunciano all’eredità?
Se gli eredi rinunciano all’eredità, puoi:
- impugnare la rinuncia (art. 524 c.c.): se la rinuncia ti danneggia (perché, ad esempio, il defunto aveva beni sufficienti a pagare il tuo credito, ma gli eredi hanno rinunciato per non dover pagare), puoi chiedere al giudice di essere autorizzato ad accettare l’eredità al posto degli eredi rinuncianti, al solo scopo di soddisfarti sui beni ereditari;
- individuare gli eredi in sostituzione di quelli rinunciatari. Se tutti rinunciano, l’eredità finisce allo Stato.
Quali altre azioni posso intraprendere a tutela dei miei diritti?
Se il defunto aveva a sua volta dei crediti nei confronti di terzi, e gli eredi non li riscuotono (per inerzia o per malafede), puoi agire in
Inoltre, se temi che il patrimonio del defunto si “confonda” con quello degli eredi (ad esempio, perché gli eredi hanno molti debiti), puoi chiedere la separazione dei beni del defunto (art. 512 c.c.). In questo modo, potrai soddisfarti sui beni ereditari con preferenza rispetto ai creditori personali degli eredi.
Cosa succede se il titolo esecutivo è intestato al defunto?
Se hai già un titolo esecutivo (ad esempio, una sentenza di condanna) intestato al defunto, devi notificarlo agli eredi (art. 477 c.p.c.) prima di poter avviare l’esecuzione forzata. Non devi quindi iniziare una nuova causa contro di loro.