Come recuperare un credito da un defunto?

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Autore: Angelo Greco

21 marzo 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Come individuare gli eredi, notificare il credito, agire legalmente e recuperare i crediti da una persona deceduta.

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Cosa succede se una persona che ti doveva dei soldi muore? A chi rivolgerti e come tutelare i tuoi diritti? Può sembrare un argomento macabro, ma è una situazione che può capitare e che richiede di conoscere la procedura corretta. In questa guida vedremo come recuperare un credito da un defunto, o meglio dai suoi eredi.

Recuperare un credito da una persona deceduta è più complesso che recuperarlo da una persona in vita, ma non è impossibile. Ecco una guida dettagliata su come individuare gli eredi, come notificare il tuo “titolo esecutivo”, come interrompere la prescrizione e quali strumenti il Codice civile e il Codice di procedura civile mettono a tua disposizione.

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Affronteremo anche i casi di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, di rinuncia all’eredità e di azione surrogatoria, fornendo esempi pratici e citando la giurisprudenza più rilevante.

Cosa fare se muore un debitore?

Non appena vieni a sapere della morte di un tuo debitore (nessuno tuttavia è tenuto a dirtelo, neanche i suoi parenti più stretti), devi subito

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individuare gli eredi. Gli eredi sono coloro che subentrano in tutti i rapporti giuridici del defunto, sia attivi (crediti) che passivi (debiti). Per essere eredi bisogna prima accettare l’eredità. Pertanto il semplice fatto che una persona sia morta non ti autorizza a chiedere il pagamento nei confronti dei suoi parenti se questi prima non hanno sbrigato le pratiche di successione e non sono divenuti formalmente “eredi”.

Ma come individuare gli eredi? In genere ci si affida a professionisti del settore legale come un notaio o un avvocato. Ma puoi anche fare tu stesso le prime indagini. Ad esempio, richiedi al Comune di ultima residenza del defunto uno stato di famiglia del defunto per sapere chi sono i suoi parenti più stretti. Di solito sono proprio questi i principali eredi.

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Se sai che il defunto ha fatto testamento, puoi chiedere al notaio che lo ha redatto (se lo conosci) o al Consiglio Notarile Distrettuale di verificare se è stato pubblicato.

Se non conosci il notaio, puoi fare una visura all’Archivio Notarile per verificare se esiste un testamento pubblicato.

Se non c’è testamento, gli eredi sono individuati dalla legge (coniuge, figli, genitori, fratelli, ecc.). Puoi rivolgerti a un avvocato o a un’agenzia specializzata in visure per rintracciarli.

Cosa succede se gli eredi non hanno ancora accettato l’eredità?

Gli eredi hanno 10 anni di tempo per accettare l’eredità. Se non hanno ancora accettato, puoi sollecitare una decisione. Come? Con l’

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actio interrogatoria (art. 481 c.c.). Puoi cioè rivolgerti al tribunale e chiedere al giudice di fissare un termine entro il quale gli eredi devono dichiarare se accettano o rinunciano all’eredità. Se non si pronunciano entro il termine, perdono il diritto di accettare.

Il signor Rossi è creditore del signor Bianchi, deceduto. Gli eredi del signor Bianchi non hanno ancora accettato l’eredità. Il signor Rossi può rivolgersi al giudice e chiedere che venga fissato un termine per l’accettazione.

Come devo comunicare il mio credito agli eredi?

Una volta individuati gli eredi (e verificato che abbiano accettato l’eredità), devi comunicare loro il tuo credito.

Invia una lettera raccomandata A/R (o una PEC) a ciascun erede, in cui:

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Questa comunicazione serve anche a interrompere la prescrizione del tuo credito.

Se non è decorso un anno dalla morte, puoi inviare la diffida presso l’ultima residenza del defunto, indirizzandola impersonalmente a tutti gli eredi. Ad esempio sulla busta potrai scrivere “Eredi del sig. Mario Rossi”. Dopo un anno, invece, devi inviare una diffida ad ogni singolo erede presso la sua residenza.

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Cosa succede se gli eredi accettano l’eredità?

Ci sono due tipi di accettazione dell’eredità:

Queste notizie ti potranno essere fornite da un notaio che, nel registro delle successioni, potrà verificare come è avvenuta l’accettazione dell’eredità da parte dei parenti del defunto.

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Come recuperare il credito se gli eredi hanno accettato l’eredità?

Se gli eredi hanno accettato “puramente e semplicemente” l’eredità, puoi agire direttamente nei loro confronti, come se fossero loro i tuoi debitori originari. Ma attenzione: ciascun erede risponde solo di una parte del debito, quello proporzionale alla sua quota di eredità. Pertanto, se vuoi recuperare l’intera somma, devi rivolgerti a tutti gli eredi. Non puoi quindi chiedere il pagamento integrale a un solo erede, anche per conto degli altri.

Se l’erede non paga, puoi:

Che fare se gli eredi hanno accettato con beneficio d’inventario?

Se gli eredi hanno accettato con beneficio d’inventario ci sono regole più complesse. In sintesi:

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Se non rispetti questa procedura, perdi il diritto di essere preferito rispetto ad altri creditori.

Che succede se gli eredi rinunciano all’eredità?

Se gli eredi rinunciano all’eredità, puoi:

Quali altre azioni posso intraprendere a tutela dei miei diritti?

Se il defunto aveva a sua volta dei crediti nei confronti di terzi, e gli eredi non li riscuotono (per inerzia o per malafede), puoi agire in

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surrogatoria (art. 2900 c.c.). Cioè, puoi sostituirti agli eredi e riscuotere tu i crediti del defunto, per poi soddisfarti su quanto incassato.

Inoltre, se temi che il patrimonio del defunto si “confonda” con quello degli eredi (ad esempio, perché gli eredi hanno molti debiti), puoi chiedere la separazione dei beni del defunto (art. 512 c.c.). In questo modo, potrai soddisfarti sui beni ereditari con preferenza rispetto ai creditori personali degli eredi.

Cosa succede se il titolo esecutivo è intestato al defunto?

Se hai già un titolo esecutivo (ad esempio, una sentenza di condanna) intestato al defunto, devi notificarlo agli eredi (art. 477 c.p.c.) prima di poter avviare l’esecuzione forzata. Non devi quindi iniziare una nuova causa contro di loro.

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