Cosa succede alle cose in comunione dei beni in caso di divorzio?

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Autore: Angelo Greco

25 marzo 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Divorzio e comunione dei beni: cosa succede? Scioglimento, divisione (consensuale o giudiziale), beni inclusi ed esclusi, comunione de residuo.

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Un nostro lettore ci chiede cosa succede alle cose in comunione dei beni in caso di divorzio.

Il divorzio, come noto, pone fine al matrimonio, ma cosa accade al patrimonio accumulato insieme? Se i coniugi avevano scelto il regime di comunione legale dei beni, il divorzio comporta una serie di conseguenze importanti sulla divisione del patrimonio. In questa guida, spiegheremo passo dopo passo cosa succede ai beni in comunione, come avviene la divisione (sia consensuale che giudiziale), quali beni rientrano nella comunione e quali no, e cosa si intende per comunione “

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de residuo“.

Cosa succede alla comunione legale dei beni in caso di divorzio?

La comunione legale dei beni si scioglie automaticamente già con la separazione e viene confermata quindi al divorzio (art. 191 del Codice civile).

Ciò significa che i beni che prima erano in comunione legale (cioè appartenevano indivisibilmente a entrambi i coniugi) diventano in

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comunione ordinaria.

Qual è la differenza tra comunione legale e comunione ordinaria? Molto semplice:

Come avviene la divisione dei beni dopo lo scioglimento della comunione?

La divisione avviene ripartendo in parti uguali l’attivo e il passivo (

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art. 194 Cod. civ.). Ciascun coniuge ha diritto alla metà del valore dei beni comuni, indipendentemente da quanto aveva contribuito al loro acquisto (Tribunale Monza, sez. 4, sentenza n. 2494/2016; Tribunale Lecce, sez. 1, sentenza n. 3666/2022; Tribunale Ancona, sez. 1, sentenza n. 1869/2016; Tribunale Lecce, sez. 1, sentenza n. 3363/2019; Tribunale Firenze, sez. 3, sentenza n. 881/2017).

Quali beni rientrano nella comunione legale (e quindi vanno divisi)?

Secondo l’articolo 177 del Codice civile, rientrano nella comunione legale dei beni tra coniugi:

Cosa significa “comunione de residuo“?

La comunione

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de residuo riguarda quei beni che, durante il matrimonio, rimangono di proprietà esclusiva di un coniuge, ma entrano in comunione (e quindi vanno divisi) solo al momento dello scioglimento, se ancora esistenti (non consumati). Tra questi vi sono lo stipendio di un coniuge se non è stato speso al momento del divorzio oppure i canoni di locazione di un immobile di proprietà esclusiva di un coniuge, se non sono stati spesi.

Quali beni sono esclusi dalla comunione legale?

L’articolo 179 del Codice civile elenca i seguenti beni personali, che in quanto tali appartengono al coniuge che li ha conseguiti e non rientrano nella comunione:

Come può avvenire la divisione dei beni con la separazione?

Per procedere alla divisione dei beni rientranti nella comunione vi sono due modi:

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Cosa succede se un coniuge ha prelevato somme dal patrimonio comune per fini personali?

L’articolo 192 del Codice civile prevede che ciascun coniuge debba rimborsare alla comunione le somme prelevate per fini diversi dall’adempimento delle obbligazioni familiari (Tribunale Pistoia, sez. 1, sentenza n. 596/2020).

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