Multe stradali: quando e come opera il cumulo giuridico
È possibile essere multati più volte per la stessa infrazione o per infrazioni diverse nel medesimo momento?
Il cumulo giuridico nelle sanzioni amministrative, incluse le multe stradali, è disciplinato dall’art. 8 della legge n. 689/1981. Esso prevede che:
«Salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con una azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative o commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo».
Indice
Quando opera il cumulo giuridico
Il cumulo giuridico si applica solo in caso di
- più disposizioni normative;
- oppure si commettono più violazioni della stessa norma.
Il cumulo giuridico non opera invece nel caso di concorso materiale di illeciti, cioè quando le violazioni sono commesse con più azioni od omissioni distinte (quando cioè tra di esse passa un notevole lasso di tempo).
Come funziona il cumulo giuridico
Se un conducente, con un solo comportamento, viola contemporaneamente più norme del Codice della Strada, si applica il cumulo giuridico.
Si irroga la sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata fino al triplo.
Il cumulo giuridico delle sanzioni amministrative
Tuttavia, se le violazioni sono contestate separatamente e non viene riconosciuto il concorso formale, potrebbe essere necessario presentare un ricorso per far valere l’applicazione del cumulo giuridico, dimostrando che le violazioni derivano da un’unica azione o omissione.
Esempi pratici
Ecco alcuni esempi pratici di applicazione del cumulo giuridico nelle sanzioni amministrative, in particolare nel contesto delle violazioni stradali.
Se un conducente, con un’unica azione, supera il limite di velocità e passa con il semaforo rosso, si applica il cumulo giuridico. Si considera la sanzione per la violazione più grave (ad esempio, il passaggio con il semaforo rosso) e la si aumenta fino al triplo.
Se un conducente, attraversando la stessa strada, viene colto più volte da diverse pattuglie della polizia per guida senza patente o con auto non sottoposta a revisione, può subire una sola sanzione che può essere aumentata di tre volte tanto.
Secondo le modifiche introdotte dalla Legge 25 novembre 2024, n. 177, se un veicolo commette più violazioni dei limiti di velocità in tratti stradali sotto la stessa giurisdizione e in un periodo non superiore a un’ora, si applica la sanzione per la violazione più grave aumentata di un terzo.
Un conducente che, con un’unica azione, viola contemporaneamente le norme relative all’uso del cellulare alla guida e al mancato uso della cintura di sicurezza, potrebbe essere soggetto al cumulo giuridico, applicando la sanzione per la violazione più grave aumentata fino al triplo.
Modifiche recenti e applicazioni specifiche
La Legge 25 novembre 2024, n. 177 ha introdotto modifiche al Codice della Strada, ampliando le ipotesi di applicazione del cumulo giuridico.
L’art. 10, comma 1, lettera b), inserisce nell’art. 142 del Codice della Strada il comma 6-ter, che prevede il cumulo giuridico per violazioni multiple dei limiti di velocità commesse dallo stesso veicolo in un periodo non superiore a un’ora, applicando la sanzione più grave aumentata di un terzo.
L’art. 10, comma 1, lettera e), aggiunge all’art. 198 del Codice della Strada i commi 2-bis e 2-ter, che prevedono l’applicazione di una sola sanzione per ciascun giorno di calendario in caso di più violazioni delle stesse disposizioni accertate nella stessa zona a traffico limitato (ZTL) o area pedonale urbana.
Queste modifiche introducono specifiche ipotesi in cui il cumulo giuridico si applica anche in presenza di violazioni commesse con più azioni, derogando al principio generale.
Principio di proporzionalità
La giurisprudenza ha evidenziato l’importanza del principio di proporzionalità delle sanzioni, anche in relazione al cumulo giuridico. In particolare, si è affermato che:
«La mancata applicazione dell’istituto della continuazione alla fattispecie sanzionatoria si traduce in una palese violazione del principio di proporzionalità della pena».