Come capire se il bollo auto è prescritto

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Autore: Angelo Greco

08 aprile 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Il bollo auto non pagato va in prescrizione dopo 3 anni dalla scadenza. Eventuali richieste di pagamento sono atti interruttivi che resettano il termine.

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Il bollo auto (o tassa automobilistica) è un’imposta sul possesso del veicolo che grava su milioni di italiani ogni anno. Può capitare, per dimenticanza o difficoltà economiche, di saltare un pagamento. A distanza di tempo, magari anni dopo, potrebbe arrivare una richiesta di pagamento da parte della Regione o dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione sotto forma di avviso di accertamento o cartella esattoriale. Ma fino a quando è legittima questa richiesta? Esiste un limite di tempo oltre il quale il debito si “estingue”? Ora ti spieghiamo

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come capire quando il bollo auto è prescritto.

Conoscere le regole sulla prescrizione è fondamentale per tutelarsi da richieste di pagamento non più dovute. Questa guida si propone di fare chiarezza, spiegando come funziona il calcolo della prescrizione del bollo auto.

Cos’è il bollo auto e chi è tenuto a pagarlo?

Il bollo auto è una

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tassa regionale (gestita dalle Regioni o dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, tranne Friuli-Venezia Giulia e Sardegna dove la gestione è dell’Agenzia delle Entrate) legata al possesso di un veicolo iscritto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Deve essere pagata annualmente da chi risulta proprietario (o usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio, utilizzatore a titolo di locazione finanziaria) del veicolo alla scadenza del termine utile per il pagamento, indipendentemente dal fatto che il veicolo circoli o meno. Esistono specifiche esenzioni (es. per veicoli per disabili, auto d’epoca ultra trentennali se rispettano certi requisiti, ecc.).
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Il pagamento deve avvenire entro la fine dello stesso mese in cui l’auto è stata immatricolata. Ad esempio, per un’auto immatricolata a marzo, il pagamento deve avvenire entro il 31 marzo di ogni anno. Tuttavia, la legge prevede un periodo di tolleranza prima che inizino a decorrere interessi e sanzioni: in particolare, il pagamento può slittare fino a non oltre la scadenza del mese successivo. Nell’esempio precedente, quindi, il pagamento può avvenire entro il 30 aprile.

Dopo quanti anni si prescrive il pagamento del bollo auto non versato?

Il termine di prescrizione per la tassa automobilistica è relativamente breve rispetto ad altre imposte. La legge di riferimento (art. 5, comma 51, del D.L. n. 953/1982, convertito dalla L. n. 53/1983) stabilisce un

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termine di prescrizione di 3 (tre) anni.

Come si calcola? Il termine triennale inizia a decorrere non dall’anno in cui il bollo era dovuto, ma dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato. La prescrizione si compie, quindi, il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello del mancato pagamento.

Esempio 1 (senza interruzioni/sospensioni). Bollo auto dovuto per l’anno 2020. Il termine di prescrizione inizia a decorrere il 1° gennaio 2021 e si compie il 31 dicembre 2023. Una richiesta di pagamento notificata dopo questa data è da ritenersi illegittima perché prescritta.

Esempio 2 (senza interruzioni/sospensioni). Bollo auto dovuto per l’anno 2021. La prescrizione parte dal 1° gennaio 2022 e si compie il 31 dicembre 2024. Richieste notificate dal 1° gennaio 2025 in poi sarebbero prescritte.

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Attenzione: le annualità che abbiamo esemplificato potrebbero rientrare nel periodo di sospensione COVID, che ha congelato il decorso della prescrizione: te ne parliamo nel prosieguo.

Cosa significa che la prescrizione viene “interrotta” e quali atti interruttivi?

L’interruzione della prescrizione si verifica quando l’ente creditore (Regione, Agenzia Entrate, Agente della Riscossione come Agenzia Entrate-Riscossione) notifica un atto formale con cui richiede il pagamento del tributo o avvia un’azione per il suo recupero, prima che il termine triennale sia scaduto.

L’atto interruttivo ha l’effetto di “azzerare” il tempo trascorso: dal giorno successivo alla notifica dell’atto, inizia a decorrere un nuovo periodo di prescrizione di

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altri tre anni.

Gli atti tipici che interrompono la prescrizione del bollo auto sono:

Ogni volta che uno di questi atti viene validamente notificato

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prima della scadenza dei 3 anni, la prescrizione si interrompe e ricomincia da capo. Se invece la notifica interviene dopo, l’atto è illegittimo, ma affinché possa essere annullato (e il debito cancellato definitivamente), esso deve essere impugnato entro 60 giorni alla Corte di Giustizia Tributaria.

Quando cade in prescrizione la cartella esattoriale relativa al bollo auto?

Non solo il diritto della Regione ad accertare il bollo non pagato si prescrive in 3 anni, ma anche la singola cartella di pagamento notificata dall’Agente della Riscossione ha un proprio termine di prescrizione, che, ove riferita alla tassa automobilistica, è sempre di 3 anni (eventuali altri tributi o multe riportati nella medesima cartella seguono, invece, i termini di prescrizione propri, che sono più lunghi: ad esempio, IRPEF e IVA si prescrivono in 10 anni, sanzioni e multe in 5 anni).

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In questo caso tuttavia il termine inizia a decorrere dal giorno successivo alla data in cui la cartella è stata notificata al contribuente. Se nei 3 anni successivi alla notifica della cartella, l’Agente della Riscossione non notifica un ulteriore atto interruttivo (come un’intimazione di pagamento o un pignoramento), la cartella stessa si prescrive e le somme non sono più dovute per quel titolo specifico.

Che succede se non ritiro la raccomandata?

È un errore comune pensare che non ritirare una raccomandata o un atto giudiziario possa bloccare la notifica o la prescrizione. La legge prevede che, se l’atto viene inviato all’indirizzo corretto di residenza o domicilio fiscale del contribuente e quest’ultimo non viene trovato o rifiuta di ritirare, l’ufficiale postale o giudiziario depositano l’atto presso l’ufficio postale (o la casa comunale) e inviano al destinatario un avviso di avvenuto deposito (la cosiddetta “raccomandata informativa” dell’avviso di giacenza).

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Trascorsi 10 giorni dal deposito senza ritiro (per gli atti giudiziari, avvisi di accertamento o cartelle esattoriali) o al momento del ritiro (se avviene prima) la notifica si considera legalmente perfezionata (“compiuta giacenza”) per il destinatario, anche se non ha materialmente ritirato l’atto. Di conseguenza, l’atto produrrà i suoi effetti, inclusa l’interruzione della prescrizione, dalla data del perfezionamento della notifica.

Come faccio a sapere se ho ricevuto precedenti richieste di pagamento?

Potrebbe succedere che tu non ricordi di aver ricevuto richieste di pagamento o cartelle. Come puoi verificare se ci sono stati atti che hanno interrotto la prescrizione? Se hai dubbi sull’esistenza di tali atti notificati in passato, puoi verificarlo:

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Come hanno influito le sospensioni dei termini dovute all’emergenza COVID-19 sulla prescrizione del bollo auto?

Le sospensioni dei termini introdotte dalla legislazione emergenziale COVID hanno avuto un impatto significativo, sospendendo di fatto i termini di prescrizione per i bolli auto (e molti altri tributi) relativi agli anni interessati.

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Durante i periodi di sospensione stabiliti per legge, il decorso della prescrizione si è “fermato”, per poi riprendere da dove si era interrotto una volta terminata la sospensione.

L’effetto pratico è che alla data di scadenza originaria della prescrizione bisogna aggiungere il numero esatto di giorni durante i quali la prescrizione è rimasta sospesa a causa del COVID.

Sebbene ci siano state diverse norme e proroghe, un periodo fondamentale di sospensione che ha riguardato l’attività di notifica delle cartelle e degli atti di riscossione va dal 8 marzo 2020 fino al 31 agosto 2021 (salvo specifiche ulteriori proroghe per particolari atti o situazioni). Si tratta di un periodo molto lungo (

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circa 540 giorni).

Come si calcola la sospensione Covid?

Si individua la data originaria di scadenza della prescrizione triennale (es. 31 dicembre 2020, 2021, 2022, ecc.).

Si verifica quanti giorni del periodo di sospensione (es. 8/3/20 – 31/8/21) ricadono all’interno di quel termine triennale originario.

Si somma il numero di giorni di sospensione così calcolato alla data di scadenza originaria per trovare la nuova data di scadenza post-COVID.

Il calcolo esatto dei giorni di sospensione applicabili può essere complesso, a causa del susseguirsi dei decreti emergenziali. Per avere la certezza sulla nuova data di scadenza, specialmente per i bolli relativi agli anni dal 2017/2018 al 2020/2021 (i più impattati), è fortemente consigliato rivolgersi a un professionista (CAF, commercialista, avvocato tributarista) o a sportelli di associazioni consumatori che possano effettuare il calcolo preciso per il caso specifico. Evitare di fare affidamento su calcoli approssimativi.

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Cosa devo fare se ricevo una richiesta di pagamento per un bollo auto molto vecchio?

Non ignorare mai la richiesta di pagamento, anche se pensi sia prescritta. Se, dopo aver verificato le date (anno del bollo, eventuali atti interruttivi, calcolo della sospensione COVID), sei ragionevolmente sicuro che il termine di prescrizione sia scaduto prima della notifica dell’ultimo atto ricevuto:

Le modalità principali sono:

Conclusioni

Il bollo auto non pagato si prescrive in tre anni, un termine che decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto. Tuttavia, questo termine si interrompe e ricomincia da capo ogni volta che viene notificato un atto formale di richiesta di pagamento o di riscossione. È fondamentale, inoltre, tenere conto dell’impatto delle sospensioni dei termini dovute all’emergenza COVID-19, che hanno allungato i tempi di prescrizione per gli anni coinvolti (circa dal 2017/18 in poi).

Prima di pagare una vecchia richiesta relativa al bollo auto, è quindi essenziale verificare attentamente tutte le date (anno del bollo, notifiche di atti interruttivi) ed effettuare, anche facendosi aiutare da un professionista, il corretto calcolo della prescrizione tenendo conto delle sospensioni COVID. Se il termine risulta scaduto, è un proprio diritto non pagare e contestare formalmente l’atto ricevuto.

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