Posso rifiutarmi di pagare un debito di gioco?

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Autore: Angelo Forte

19 ottobre 2025

L'avv. Angelo Forte si è laureato in giurisprudenza a pieni voti nel 1997 con una tesi in diritto del lavoro. Successivamente perfezionatosi in diritto processuale tributario, esercita la professione dal 2001 nel settore civile e fiscale con particolare riferimento al diritto condominiale, alle locazioni, al diritto successorio, alle sanzioni per violazioni del Codice della strada, al diritto tributario, al diritto consumeristico, al diritto del lavoro ed alle compravendite immobiliari. Fiduciario di associazioni di consumatori.

Se è possibile sottrarsi al pagamento dei debiti nati sui tavoli da gioco

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Scommettere o giocare ai tavoli talvolta può diventare una grave patologia, la cosiddetta ludopatia. E quando si affrontano periodi di crisi economica in molti cercano con insistenza di incrementare le loro scarse economie giocando ma con risultati spesso nulli. Posso rifiutarmi di pagare un debito di gioco? E’ la triste domanda che si pone chi giocando per vincere si ritrova poi con debiti sempre più insostenibili. Sotto il profilo legale gioco e scommesse danno vita a contratti che si definiscono aleatori. Sono chiamati infatti aleatori quei contratti in cui non è possibile sapere in anticipo chi ne otterrà un vantaggio e se c’è equilibrio tra l’importo che viene giocato o scommesso e quella che sarà la futura eventuale vincita. Occorre anche dire che tutti i giochi e le scommesse hanno una chiara finalità di lucro. Ed in tutti i casi in cui la vincita o la perdita sono totalmente (o quasi) dovute al puro caso e nel gioco è presente il fine di lucro (cioè il volersi arricchire), allora si può dire che quel gioco è per la legge un gioco d’azzardo vietato come tale

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[1] (salvo che sia la legge stessa ad autorizzarlo come avviene per le lotterie). Nell’articolo che ci apprestiamo a scrivere analizzeremo i passi che deve compiere chi ha vinto al gioco per conseguire da chi ha perso la somma dovuta.

Che fare per ottenere l’importo vinto al gioco?

La persona che ha vinto ad un gioco o scommessa (non fa differenza se leciti o illeciti) non può ottenere dal giudice una sentenza con cui il perdente sia condannato a pagare la somma dovuta (ovviamente nel caso che il perdente non voglia pagare spontaneamente) [2].

La legge specifica anche che [3] se chi perde paga spontaneamente non può successivamente rivolgersi al giudice per riavere indietro quanto pagato a meno che il gioco sia stato condotto con

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inganno o frode.

La restituzione di quello che il perdente ha pagato è invece sempre possibile (anche in assenza di frode) se chi perde è un minorenne oppure un interdetto a seguito di sentenza.

Se Mario, quindicenne, perde 1.000 euro al gioco potrà chiedere ed ottenere dal giudice la restituzione dell’importo già dato al vincitore

Se perdi al gioco non puoi essere condannato dal giudice a pagare al vincitore

Cosa dicono le sentenze sui debiti da gioco

Alcune sentenze hanno chiarito altri aspetti attorno ai debiti da gioco.

Innanzitutto: se succede che ti chiedono un prestito di denaro e sai che quei soldi serviranno per giocare o scommettere, potrai poi averne il rimborso se la persona a cui li hai prestati perderà [4].

Inoltre chi vince al gioco prestando soldi a chi materialmente gioca o scommette può ottenere dal giudice la condanna al pagamento di quanto vinto (come nei casi di consegna manuale di denaro o di fiches) [5].

Occorre però:

Il gioco d’azzardo è illegale se non è autorizzato dallo Stato

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