Autovelox non omologato, pioggia di annullamenti: la sentenza anti-Salvini
Autovelox non omologato: stop alla decurtazione punti. La Cassazione non cede e annulla i verbali illegittimi.
Nonostante le indicazioni contrarie del Ministero dell’Interno e dell’Avvocatura dello Stato, la Corte di Cassazione ribadisce un principio che potrebbe avere un impatto significativo sulle sanzioni per eccesso di velocità in tutta Italia: le multe elevate tramite autovelox solo “approvati” ma non “omologati” sono nulle. Di conseguenza illegittima è anche la decurtazione dei punti dalla patente. A sancirlo è l’ordinanza n. 12924/2025, pubblicata oggi, che accoglie il ricorso di un automobilista sanzionato per eccesso di velocità rilevato da un dispositivo privo della prescritta omologazione.
Indice
Non bastano la taratura e l’approvazione dell’autovelox
La Suprema Corte ha respinto la tesi sostenuta dai giudici di merito, secondo cui la taratura periodica degli autovelox, divenuta obbligatoria dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 113/2015, sarebbe sufficiente a garantire l’affidabilità dello strumento, superando la distinzione tra approvazione e omologazione. La Cassazione ha invece ribadito con forza che
La circolare non è fonte del diritto: prevale il Codice della strada
La Corte ha inoltre chiarito che la circolare n. 995 del 23 gennaio 2025 emessa dal Ministero dell’Interno, che sposava la tesi dell’«identità fra le procedure di omologazione e approvazione» allineandosi al parere dell’Avvocatura dello Stato, non ha alcun valore interpretativo vincolante. Secondo la Cassazione, un semplice atto amministrativo, come una circolare ministeriale, non può avallare un’interpretazione che non trova un solido fondamento in fonti normative primarie, ovvero nella legge quale è il
Omologazione autovelox indispensabile
Nel caso specifico, la Suprema Corte ha deciso nel merito, accogliendo l’originaria opposizione presentata dall’automobilista e annullando ben tredici verbali per un importo complessivo di 1.600 euro, oltre alla contestuale decurtazione dei punti dalla patente. La Cassazione ha confermato la linea già tracciata dalla sentenza “spartiacque” n. 10505 del 18 aprile 2024, sottolineando come l’omologazione del prototipo sia una condizione di legittimità indispensabile per l’utilizzo degli autovelox nell’accertamento delle violazioni del Codice della Strada da parte dei pubblici ufficiali. Rispetto alle difese del Comune, la Corte ha precisato che l’esistenza della taratura periodica passa in secondo piano rispetto alla imprescindibile necessità della
La presa di posizione della Cassazione sferra un duro colpo alle argomentazioni del Viminale, che con la sua circolare aveva invitato le amministrazioni locali a predisporre memorie difensive uniformi basate sull’equiparazione tra approvazione e omologazione, al fine di garantire una “difesa omogenea” in giudizio. La Suprema Corte ha ribadito che le circolari ministeriali, in quanto meri atti di indirizzo interno all’amministrazione, non possono prevalere su un’interpretazione fondata su “fonti normative primarie”.
Come controllare l’omologazione
Per sapere se il dispositivo utilizzato dalla polizia per elevare il verbale è stato o meno omologato bisogna presentare una richiesta di
Multe tutte nulle, ma solo se non sono decorsi i termini
La questione assume una rilevanza ancora maggiore alla luce dei dati emersi dall’operazione trasparenza lanciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), secondo cui ben il 59,4% degli autovelox fissi presenti sul territorio nazionale non risulterebbe in regola con l’omologazione. Questa situazione di diffusa irregolarità, secondo gli esperti, allontana per il momento l’emanazione del decreto ministeriale volto a regolamentare gli strumenti di misurazione elettronica della velocità, un provvedimento che era stato bloccato proprio per censire e verificare la conformità di tutti gli apparecchi in servizio. La decisione della Cassazione potrebbe ora innescare una nuova ondata di ricorsi da parte degli automobilisti sanzionati da autovelox non correttamente omologati, aprendo scenari complessi per le casse dei Comuni.
Tuttavia, la possibilità di impugnare il verbale è limitata alla non decorrenza dei termini: 30 giorni per il ricorso al giudice di pace o 60 giorni per il ricorso al Prefetto. E chi ha già pagato ha di fatto rinunciato alla possibilità di fare ricorso e non può chiedere la restituzione dei soldi spesi o dei punti che gli sono stati sottratti dalla patente.