Vincitore concorso pubblico: entro quando l'assunzione?

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Autore: Angelo Greco

27 giugno 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Se vinci un concorso pubblico, entro quanto tempo devono assumerti? Guida ai termini ragionevoli, obblighi PA (DPR 487/94), diritto all’assunzione e rischio decadenza.

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Vincere un concorso pubblico rappresenta per molti il raggiungimento di un traguardo professionale significativo, l’inizio di una nuova carriera al servizio della Pubblica Amministrazione. Dopo aver superato tutte le prove e aver visto il proprio nome inserito utilmente nella graduatoria finale, l’attesa per la chiamata e per l’effettiva presa di servizio può generare una certa apprensione. Ma entro quanto tempo il vincitore di concorso pubblico deve essere chiamato per l’assunzione e l’effettiva immissione nel posto di lavoro? Esiste un termine massimo che l’Amministrazione deve rispettare?

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La legge italiana e l’interpretazione costante della giurisprudenza (sia amministrativa che ordinaria) tutelano il diritto del vincitore di concorso a essere assunto. Impongono, di conseguenza, all’Amministrazione pubblica che ha bandito il concorso di agire in tempi che siano considerati “ragionevoli”. Non possono, cioè, lasciare i vincitori in un limbo di attesa indefinito e ingiustificato.

Questa guida si propone di analizzare nel dettaglio la normativa di riferimento; spiega quali sono gli obblighi della Pubblica Amministrazione nei confronti dei vincitori di concorso; chiarisce cosa si intende per “termine ragionevole” per la chiamata all’assunzione; indica, infine, cosa succede in caso di ritardo nella presa di servizio da parte del vincitore; o in caso di mancata assunzione entro i termini previsti.

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Ho vinto un concorso pubblico: ho diritto all’assunzione immediata da parte dell’Amministrazione?

In linea di principio, il vincitore di un concorso pubblico ha un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione

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presso l’ente che ha bandito il concorso.

Conseguentemente, l’Amministrazione pubblica, una volta approvata la graduatoria finale del concorso e individuati i vincitori, ha l’obbligo giuridico di procedere alla stipula del contratto individuale di lavoro e quindi all’assunzione di tali vincitori. Questo deve avvenire entro un termine che sia considerato “ragionevole” Consiglio di Stato sent. n. 446 del 2012; Tribunale Ordinario Roma, sez. LV, sent. n. 4557/2016).

Tale obbligo dell’Amministrazione discende direttamente dai principi di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa, che sono sanciti dall’articolo 97 della Costituzione italiana. Un’Amministrazione efficiente e corretta deve, infatti, portare a compimento le procedure concorsuali avviate, coprendo i posti messi a bando con i candidati che sono risultati meritevoli.

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Cosa dice la legge riguardo al termine entro cui il vincitore deve prendere servizio?

La normativa di riferimento per i concorsi pubblici, il Dpr 9 maggio 1994, n. 487 (Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi), affronta specificamente la questione della presa di servizio da parte del vincitore.

L’articolo 17, comma 4, di questo D.P.R. stabilisce che:

Il vincitore, che non assuma servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito, decade dalla nomina. Qualora il vincitore assuma servizio, per giustificato motivo, con ritardo sul termine prefissatogli, gli effetti economici [della nomina, come lo stipendio] decorrono dal giorno di presa di servizio.

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Questa norma implica due aspetti importanti:

  1. l’Amministrazione ha il dovere di fissare un termine entro il quale il vincitore del concorso deve presentarsi per assumere servizio;
  2. il vincitore ha l’onere di rispettare tale termine, pena la decadenza dalla nomina (cioè, la perdita del diritto all’assunzione), a meno che il ritardo non sia dovuto a un giustificato motivo.

Quanto tempo è considerato “ragionevole” per la chiamata all’assunzione da parte dell’Amministrazione?

La legge (incluso il D.P.R. n. 487/1994) non stabilisce un termine numerico fisso e universale entro cui l’Amministrazione debba obbligatoriamente chiamare i vincitori di un concorso per l’assunzione.

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La giurisprudenza, tuttavia, ha costantemente affermato che:

  • il termine per l’assunzione deve essere “congruo” e “ragionevole”;
  • esso deve rispettare le esigenze organizzative specifiche dell’Amministrazione che ha bandito il concorso (ad esempio, la necessità di pianificare l’inserimento del nuovo personale, di predisporre le postazioni di lavoro, di espletare le visite mediche di idoneità, ecc.);
  • ma, al contempo, non può essere indefinito o eccessivamente dilatato nel tempo, perché ciò lederebbe il legittimo affidamento del vincitore e i principi di efficienza e buon andamento dell’azione amministrativa (TAR Molise – Campobasso sent. n. 233 del 2023).

In pratica, sebbene non esista un termine unico valido per tutti i concorsi, si ritiene generalmente che l’Amministrazione debba procedere alla chiamata per l’assunzione

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entro un periodo di alcuni mesi dalla data di approvazione definitiva della graduatoria del concorso. Un ritardo eccessivo e non giustificato da comprovate e oggettive esigenze organizzative potrebbe essere considerato illegittimo e potrebbe esporre l’Amministrazione a responsabilità.

Cosa succede se, una volta chiamato, non assumo servizio entro il termine che mi è stato fissato dall’Amministrazione?

L’Amministrazione ha il potere (e il dovere) di fissare un termine, che deve essere perentorio, per la presa di servizio da parte del vincitore del concorso.

Se il vincitore, dopo aver ricevuto la comunicazione di nomina e la convocazione per la presa di servizio, non assume

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effettivamente servizio entro il termine che gli è stato stabilito, e non fornisce un giustificato motivo per tale ritardo o mancata presentazione, egli decade automaticamente dalla nomina.

“Decadere dalla nomina” significa perdere il diritto all’assunzione che era stato acquisito con la vittoria del concorso (Tribunale Ordinario Crotone, sez. LA, sentenza n. 151/2023). Il posto messo a concorso potrà quindi essere offerto al candidato successivo utilmente collocato in graduatoria (il cosiddetto “scorrimento della graduatoria”).

La stessa norma (art. 17, comma 4, D.P.R. n. 487/1994) prevede una tutela per il vincitore qualora il suo ritardo nella presa di servizio sia dovuto a un

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“giustificato motivo”. In questo caso, il vincitore non decade dalla nomina e conserva il suo diritto all’assunzione. Tuttavia, gli effetti economici della sua nomina (cioè, il diritto a percepire lo stipendio e gli altri emolumenti connessi al rapporto di lavoro) decorreranno soltanto dal giorno dell’effettiva presa di servizio, e non dalla data originariamente fissata per l’assunzione o dalla data di approvazione della graduatoria.

Sarà onere del vincitore comunicare tempestivamente all’Amministrazione il giustificato motivo del ritardo (ad esempio, una malattia improvvisa e documentata, un grave impedimento familiare, o altre cause di forza maggiore) e chiedere una proroga del termine per la presa di servizio. L’Amministrazione valuterà la fondatezza del motivo addotto.

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Hai vinto un concorso e l’Amministrazione ti convoca per prendere servizio il 1° luglio. Purtroppo, il 28 giugno ti infortuni gravemente e sei impossibilitato a muoverti per un mese. Se comunichi tempestivamente e documenti la tua situazione all’Amministrazione, il tuo ritardo sarà considerato giustificato. Potrai prendere servizio, ad esempio, il 1° agosto. Il tuo stipendio, però, inizierà a decorrere dal 1° agosto (giorno di effettiva presa di servizio) e non dal 1° luglio.

Cosa fare se l’Amministrazione non mi chiama per l’assunzione dopo aver vinto il concorso?

La posizione del vincitore di un concorso pubblico che, nonostante l’approvazione della graduatoria, non venga chiamato per l’assunzione da parte della Pubblica Amministrazione è

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tutelata dall’ordinamento giuridico. Egli non deve attendere passivamente e indefinitamente.

Come abbiamo già detto, il vincitore del concorso vanta un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione.

Di conseguenza, il vincitore del concorso può agire dinanzi al giudice ordinario (nella sua funzione di giudice del lavoro, se si tratta di pubblico impiego contrattualizzato) per tutelare questo suo diritto e per ottenere l’assunzione (Tribunale Ordinario Ragusa, sez. 1, sentenza n. 323/2020).

La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia che ha per oggetto l’accertamento del diritto alla costituzione del rapporto di lavoro; quando tale controversia è promossa da un candidato che sia stato utilmente collocato nella graduatoria finale di un concorso (graduatoria che sia stata ritualmente approvata) per l’assunzione di personale presso un ente pubblico.

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È importante comprendere che, dal momento successivo all’approvazione della graduatoria del concorso, la Pubblica Amministrazione si comporta nei confronti del vincitore come un qualsiasi datore di lavoro privato. I suoi atti relativi alla gestione della graduatoria e all’assunzione dei vincitori non sono più considerati provvedimenti amministrativi (soggetti, come tali, alla giurisdizione del giudice amministrativo). Sono, invece, qualificati come atti di gestione del rapporto di lavoro di natura privatistica (Tribunale di Termini Imerese, n. 1527/2024). Questo significa che la Pubblica Amministrazione, in questa fase, è tenuta ad adempiere all’obbligazione che ha assunto con la pubblicazione del bando di concorso (cioè, l’obbligo di assumere i vincitori) secondo i

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principi generali di correttezza e buona fede che governano i rapporti contrattuali tra privati (Corte d’Appello Roma, sez. 2, sentenza n. 974/2021).

Tuttavia, anche il vincitore del concorso deve, da parte sua, attenersi scrupolosamente alle regole stabilite dal bando di concorso e dalla normativa vigente. Ad esempio:

  • deve assumere servizio nella sede che gli viene assegnata (salvo successive e legittime richieste di trasferimento, se ammesse);
  • deve rispettare i termini previsti per la presentazione dei documenti, per la visita medica di idoneità, e per la stipula del contratto individuale di lavoro. La mancata presentazione in servizio, senza un giustificato motivo, entro il termine che è stato previsto per la stipula del contratto individuale può comportare, come già detto, la decadenza dal diritto all’assunzione (Tribunale Di Napoli, n. 1244/2025).

Un’ultima considerazione riguarda lo scorrimento della graduatoria. L’Amministrazione ha la facoltà (e talvolta, a certe condizioni, l’obbligo) di coprire posti che si rendano successivamente disponibili, o anche posti ulteriori rispetto a quelli originariamente messi a concorso, attingendo dalla graduatoria degli idonei del medesimo concorso, purché questa sia ancora valida ed efficace (Cass. Civ., Sez. L, N. 2157 del 22 gennaio 2024). Questo può rappresentare un’ulteriore opportunità per i candidati idonei non immediatamente vincitori.

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