Si può denunciare il consulente tecnico d’ufficio (CTU)?
È possibile sporgere denuncia contro l’ausiliario nominato dal giudice nel caso in cui la sua consulenza sia falsa?
Quando il giudice non è in grado di risolvere la questione che gli è stata sottoposta perché esorbita dalle proprie conoscenze giuridiche può nominare una persona dotata di una specifica qualifica professionale affinché lo assista, dirimendo i suoi dubbi. Si tratta del consulente tecnico d’ufficio (CTU), denominato perito allorquando si tratti di processo penale.
Il consulente è un ausiliario del giudice, in quanto aiuta il magistrato fornendo il proprio parere circa una questione attinente alla propria sfera di competenza. Si pensi, ad esempio, alla nomina di un grafologo affinché accerti se la firma apposta in calce a un documento sia autentica. È però possibile che anche il consulente commetta un errore, determinando così l’esito della controversia. In questo contesto si pone il seguente quesito:
Come diremo, la parte processuale che non è d’accordo con le conclusioni rassegnate dal consulente del giudice può manifestare la propria opposizione, sia tramite il suo avvocato che per mezzo del consulente di parte. È però vero che il giudice solo in rare occasioni è disposto a mettere in discussione il parere del tecnico che ha nominato, se non nel caso di evidenti e macroscopici errori.
Proprio perché è così difficile sconfessare una consulenza tecnica d’ufficio facendo ricorso a una mera contestazione che in molti si chiedono se sia possibile denunciare il CTU alla Procura della Repubblica: il consulente del giudice, infatti, nel momento in cui accetta l’incarico, si impegna ad adempiere fedelmente e con onestà il compito che gli è assegnato, pena la commissione di un reato, similmente a quanto avviene con il testimone che giura di dire il vero prima di deporre. Approfondiamo l’argomento.
Indice
Chi è il consulente tecnico d’ufficio?
Il consulente tecnico d’ufficio è un ausiliario del giudice, da questi nominato quando non è possibile risolvere il contenzioso sulla scorta delle sole conoscenze giuridiche del magistrato.
Il consulente tecnico d’ufficio è un esperto in possesso di determinate competenze professionali in uno specifico campo, solitamente scientifico: si pensi al medico, all’ingegnere, al genetista, al biologo, all’ingegnere, all’agronomo, ecc.
Cosa fa il consulente tecnico d’ufficio?
Il consulente tecnico d’ufficio risponde ai quesiti che gli sono sottoposti dal giudice, avvalendosi eventualmente delle speciali autorizzazioni concesse dall’autorità giudiziaria, come ad esempio quella di sottoporre ad esame una delle parti processuali, di accedere ai documenti di cui è in possesso la pubblica amministrazione, ecc.
L’incarico del consulente tecnico d’ufficio termina con un elaborato scritto all’interno del quale espone i risultati a cui è giunto; sulla scorta degli stessi, il giudice può adottare la sua decisione.
Si può contestare il consulente tecnico d’ufficio?
Le parti processuali che non condividono le conclusioni del CTU possono contestarne l’
Le contestazioni possono essere fatte tramite l’avvocato di fiducia e il consulente tecnico di parte eventualmente nominato: la legge, infatti, consente a ciascuna parte costituita di avvalersi di un proprio esperto di fiducia che assista alle operazioni del CTU, eventualmente dissentendo dalle conclusioni di quest’ultimo.
Nella prassi, tuttavia, raramente il giudice di discosta dal parere fornito dal suo ausiliario, pur non essendovi nessun obbligo di adeguarvisi immancabilmente: secondo la giurisprudenza, il giudice può disattendere le risultanze della consulenza tecnica d’ufficio, purché ne fornisca motivazione in sentenza.
Si legga a tal proposito l’articolo dal titolo Il giudice può discostarsi dalla CTU?
Si può denunciare il consulente tecnico d’ufficio?
È possibile denunciare il consulente tecnico d’ufficio per il reato di falsa perizia (art. 373 cod. pen.) che ricorre allorquando il CTU – o il perito – nominato dal giudice giunga dolosamente a conclusioni mendaci, cioè non veritiere.
Dunque, se il consulente tecnico d’ufficio non svolge con imparzialità il proprio dovere può essere denunciato alla Procura della Repubblica; trattandosi di reato procedibile d’ufficio, la denuncia può essere sporta da chiunque abbia contezza (o quanto meno il sospetto) del reato: la segnalazione può dunque essere fatta non solo dalla parte processuale che ritiene di essere stata lesa ma anche dal suo avvocato o perfino d’ufficio dal giudice, se ritiene evidente che la consulenza sia falsa.
Non è invece possibile denunciare il CTU che ha svolto male il suo lavoro per incompetenza o imperizia: in questa circostanza, non resta che contestare la consulenza, eventualmente chiedendo al giudice di nominare un nuovo CTU (anche in appello).
Cosa succede dopo aver denunciato il CTU?
La denuncia sporta nei confronti del CTU non annulla la sua consulenza, che rimane comunque valida e che può essere posta dal giudice a fondamento della propria decisione; solo nell’ipotesi in cui il consulente tecnico d’ufficio, a seguito del procedimento penale, dovesse essere condannato, si potrebbe utilizzare la sentenza penale per sconfessare il provvedimento del giudice civile.
Secondo la giurisprudenza (Cass., 22 febbraio 2006, n. 3947), l’accertamento penale della falsità della consulenza tecnica d’ufficio giustifica il ricorso al rimedio straordinario rappresentato dalla revocazione (art. 395 cod. proc. civ.), in grado di mettere in discussione anche le sentenze che oramai sono passate in giudicato.
Dunque, anche se il giudizio civile si è oramai concluso, l’accertamento penale – e definitivo – della falsità della CTU può essere utilizzato per “cancellare” la sentenza che invece si è affidata sulla veridicità della stessa, sempreché la consulenza sia stata determinante ai fini della decisione finale.