Le forme di responsabilità del proprietario di un animale domestico
La responsabilità civile, penale e amministrativa dei proprietari e dei custodi di animali: risarcimento, ammenda, sanzioni pecuniarie, arresto e reclusione.
Un lettore ha posto il seguente quesito: «Il mio gatto è entrato nella macchina del mio vicino sporcandola di pelo e, a suo dire, graffiando la carrozzeria. Quali sono le mie responsabilità legali?». La domanda offre l’occasione per affrontare l’argomento riguardante la responsabilità del proprietario di un animale domestico. Vediamo cosa dice la legge.
Indice
La responsabilità civile del proprietario di un animale domestico
Il proprietario deve
Ciascuno è dunque responsabile del proprio animale, anche nell’ipotesi in cui si sia momentaneamente sottratto al suo controllo, ad esempio scappando dal giardino oppure riuscendo a divincolarsi dal guinzaglio.
La legge precisa che la responsabilità riguarda tutti coloro che, nel momento in cui il danno si è verificato, avevano la custodia dell’animale.
Ciò significa che il risarcimento dei danni è dovuto dalla persona a cui l’animale era stato affidato, anche solo temporaneamente, a prescindere dal titolo di proprietà.
Il dogsitter è responsabile dei danni causati dagli animali che gli sono stati affidati dai proprietari.
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È possibile andare esenti da responsabile se si prova il caso fortuito, cioè un evento straordinario e imprevedibile a cui non è possibile opporsi se non con misure eccezionali.
Il caso fortuito rompe il nesso di causalità tra l’omessa vigilanza e il danno causato dall’animale, cosicché il proprietario o il custode non sarà tenuto a pagare il risarcimento.
Nel caso fortuito rientrano tanto gli eventi naturali quanto le condotte umane, purché imprevedibili. Facciamo qualche esempio.
Il cane che scappa dal cortile in cui è custodito perché una violenta tromba d’aria ha divelto le recinzioni è un’ipotesi di caso fortuito.
Il cane che morde l’uomo che gli ha tirato violentemente la coda è un’ipotesi di caso fortuito che elimina l’obbligo del risarcimento.
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Il cane che morde un bambino che si è avvicinato imprudentemente all’animale non rappresenta un’ipotesi di caso fortuito, in quanto era prevedibile che un bimbo potesse inopportunamente avvicinarsi al cane.
Chi è danneggiato da un animale domestico deve citare in giudizio il suo proprietario – o colui che ne aveva la custodia al momento del fatto – al fine di chiedergli il risarcimento dei danni.
Poco importa che l’animale non sia stato formalmente registrato, ad esempio all’anagrafe canina o felina: ciò che conta è il rapporto di possesso tra il custode e l’animale.
La responsabilità in condominio del proprietario di un animale domestico
Una particolare forma di responsabilità civile si configura nell’ipotesi di violazione delle
Se il regolamento lo prevede, il proprietario può essere multato dall’assemblea nell’ipotesi in cui porti il suo animale all’interno di parti comuni inibite agli amici a quattro zampe, come ad esempio giardino o il cortile.
Gli eventuali rumori causati dall’animale domestico (il cane che abbia di notte, ad esempio) sono invece una questione privata tra vicini, nella quale l’amministratore non può essere coinvolto.
In questa fattispecie, è possibile citare in giudizio il proprietario dell’animale che non consente il riposo; se i rumori sono tali da arrecare – anche solo potenzialmente – fastidio a più persone, è possibile persino sporgere denuncia, come diremo nel prossimo paragrafo.
La responsabilità penale del proprietario di un animale domestico
Se l’animale domestico causa un danno biologico allora il proprietario risponde del reato di lesioni colpose, punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a 309 euro; se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 123 a 619 euro; se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da 309 a 1.239 euro. (art. 590 cod. pen.).
Secondo la Corte di Cassazione (n. 13464/2020; 14 settembre 2017, n. 41963), il proprietario è penalmente responsabile se non ha adeguatamente custodito l’animale.
Come per la responsabilità civile, anche in questo caso ciò che conta non è la titolarità formale dell’animale bensì la sua
La delega alla custodia non è sufficiente a far venir meno la responsabilità del proprietario se questi ha affidato l’animale a un soggetto evidentemente inidoneo a prendersene cura, come nel caso del padrone di un cane di grossa taglia che decida di allontanarsi affidando il quadrupede a un ragazzino sprovveduto.
C’è inoltre responsabilità penale per i rumori causati dagli animali, purché siano in grado di disturbare un numero indefiniti di persone (art. 659 cod. pen.); non c’è quindi reato se il cane, abbaiando, dà fastidio solo al vicino di pianerottolo.
Sia nell’ipotesi di lesioni colpose che di disturbo della quiete, la vittima può sporgere querela contro il proprietario o il custode entro tre mesi da quando il fatto si è verificato.
La responsabilità amministrativa del proprietario di un animale domestico
Il proprietario di animali domestici rischia di incorrere in sanzioni amministrative pecuniarie qualora non rispetti le regole stabilite dal Comune o dalla legge in merito alla raccolta delle deiezioni, all’uso del guinzaglio e della museruola, il trasporto in auto e sui mezzi pubblici.