Come fa la polizia a controllare le gomme lisce di auto o moto?
Come fanno le forze dell’ordine a capire se le tue gomme sono usurate? La guida completa e aggiornata che spiega i metodi di controllo, i limiti di legge, gli strumenti usati e come puoi contestare una multa ingiusta.
Sei alla guida, ti fermano per un normale controllo. L’agente, dopo aver controllato i documenti, si china e inizia a ispezionare con attenzione le ruote della tua auto o della tua moto per verificare se sono in regola o usurate. È un momento che genera sempre un po’ di ansia, perché la sicurezza stradale passa in gran parte da lì, dall’efficienza degli pneumatici. Ma come fa la polizia a controllare le gomme lisce di auto o moto? Si basa su un’impressione, su un’occhiata veloce, o segue delle procedure precise?
Capire i metodi di accertamento, gli strumenti utilizzati e i limiti di legge è fondamentale non solo per viaggiare in sicurezza, ma anche per sapere come difendersi nel caso in cui si ritenga di aver ricevuto una multa ingiusta.
Indice
Qual è il limite di legge per considerare una gomma “liscia”?
Prima di capire come avviene il controllo, è essenziale sapere qual è il limite da non superare. La normativa italiana, e in particolare l’articolo 79 del Codice della Strada, impone che tutti i veicoli siano sempre in condizioni di massima efficienza. Per gli
I limiti legali, al di sotto dei quali lo pneumatico è considerato usurato e pericoloso, sono:
- 1,6 millimetri per gli autoveicoli (automobili, furgoni, ecc.).
- 1,0 millimetro per i motoveicoli (le motociclette).
- 0,5 millimetri per i ciclomotori (i “cinquantini”).
Circolare con pneumatici il cui battistrada ha una profondità inferiore a questi limiti significa non solo mettere a rischio la propria sicurezza e quella degli altri, ma anche incorrere in sanzioni.
Come fanno gli agenti a controllare le gomme a occhio nudo? Gli indicatori di usura
Il primo approccio dell’agente è quasi sempre un’ispezione visiva. Ma non si tratta di un’occhiata generica. Oltre a verificare la presenza di tagli, rigonfiamenti o un’usura anomala, l’agente cerca un piccolo ma fondamentale dettaglio tecnico presente su tutti gli pneumatici moderni: gli
Cosa sono? Sono dei piccoli tasselli di gomma, alti esattamente 1,6 mm, che si trovano all’interno delle scanalature principali del battistrada. La loro posizione è solitamente segnalata sul fianco dello pneumatico con la sigla “TWI” o con un piccolo simbolo a forma di triangolo.
Come funzionano? Man mano che il battistrada si consuma, la sua superficie si avvicina a quella di questi piccoli tasselli. Quando il battistrada arriva allo stesso livello dell’indicatore, creando una “striscia” di gomma continua da un lato all’altro, significa che è stata raggiunta la profondità minima legale di 1,6 mm.
Che valore hanno?
Che strumento usa la polizia per una misurazione precisa e oggettiva degli pneumatici?
Per un accertamento che vada oltre l’ispezione visiva e che fornisca un dato numerico inconfutabile, le forze dell’ordine utilizzano uno strumento specifico: il profondimetro. Si tratta di un calibro, meccanico o digitale, progettato appositamente per misurare con precisione millimetrica la profondità delle scanalature.
La misurazione, per essere corretta, deve essere effettuata:
- nelle scanalature principali del battistrada (quelle più larghe e profonde);
- in diversi punti della circonferenza, perché l’usura potrebbe non essere uniforme.
L’uso di questo strumento conferisce all’accertamento un carattere di oggettività. Tuttavia, come per tutti gli strumenti di misurazione utilizzati per elevare sanzioni (si pensi agli autovelox), la sua affidabilità è un elemento fondamentale. La Corte Costituzionale (con la sentenza n. 113 del 2015) ha stabilito il principio che l’affidabilità di questi strumenti deve essere garantita da controlli periodici di taratura. Sebbene un profondimetro sia uno strumento molto più semplice, il principio generale di affidabilità della misurazione rimane un potenziale argomento di contestazione.
Come posso contestare una multa per gomme lisce?
Se ritieni che la sanzione sia ingiusta perché le tue gomme erano in regola, hai il diritto di contestare il verbale. Ma attenzione: il verbale redatto da un pubblico ufficiale fa piena prova fino a “querela di falso” per i fatti che l’agente attesta essere avvenuti in sua presenza. Questo significa che l’onere di dimostrare che l’accertamento era errato ricade interamente su di te.
Le strade per il ricorso sono due:
- ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica del verbale. È una via amministrativa;
- ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica. È la via giurisdizionale, che generalmente offre maggiori garanzie di difesa.
Per avere delle reali possibilità di vincere il ricorso, non basta la tua parola. Devi fornire delle prove concrete e oggettive che smentiscano l’accertamento dell’agente.
La prima cosa da verificare è la presenza di eventuali errori nel verbale (dati sbagliati, norma non indicata, ecc.): sono i cosiddetti “vizi formali”.
La prova regina, l’arma più potente a tua disposizione, è la cosiddetta prova contraria: dopo aver ricevuto la multa presso un gommista qualificato o un centro revisioni e farti redigere una perizia tecnica giurata. Il tecnico, alla tua presenza, misurerà con un suo profondimetro calibrato la profondità del battistrada dei tuoi pneumatici, scatterà delle fotografie datate e metterà tutto nero su bianco in una relazione tecnica asseverata con giuramento. Questo documento, redatto da un esperto del settore e con valore legale, può certificare che, al momento del controllo o immediatamente dopo, i tuoi pneumatici erano in realtà conformi ai limiti di legge. Presentata a un Giudice di Pace, questa perizia costituisce la prova contraria più forte possibile, in grado di smontare la presunzione di veridicità dell’accertamento e di portare all’annullamento del verbale.