Far pagare di più con la carta di credito o di debito è legale?

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Autore: Mariano Acquaviva

13 settembre 2025

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Pagamento con il pos: è legittima la pratica di alcuni esercenti di applicare un sovrapprezzo ai clienti che vogliono pagare con strumenti tracciabili?

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Ogni esercizio commerciale e attività professionale deve avere a disposizione un pos o terminale di pagamento, cioè un dispositivo elettronico che consente di effettuare transazioni mediante moneta elettronica, ovvero tramite carte di credito, di debito o prepagate. Ciò chiarito, con il presente articolo risponderemo a una precisa domanda: far pagare di più con la carta di credito o di debito è legale?

In buona sostanza, si tratta di capire se è legittima la pratica di alcuni esercenti di applicare un sovrapprezzo ai clienti che vogliono pagare con strumenti tracciabili, allo scopo di neutralizzare le spese di commissione che l’utilizzo del terminale impone sulle transazioni effettuate. Insomma:

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far pagare di più con la carta di credito o di debito è legale? Approfondiamo l’argomento.

Pagare con la carta è un diritto?

Commercianti e professionisti non possono rifiutare i pagamenti elettronici.

Pagare con la carta – di credito o di debito – è un diritto per ogni cliente che si rechi presso un esercizio commerciale aperto al pubblico o uno studio professionale: la legge impone infatti a queste attività di avere un pos, cioè un terminale di pagamento, che consenta – a chi preferisce – di pagare i beni acquistati oppure le prestazioni commissionate attraverso la moneta elettronica, anche qualora il costo sia irrisorio (ad esempio, un euro).

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Cosa succede se si rifiuta il pagamento con la carta?

I gestori degli esercizi e i professionisti sono soggetti a multa se si rifiutano di accettare i pagamenti elettronici o se sono sprovvisti di pos.

La sanzione è di 30 euro più il 4% del valore della transazione.

Su uno scontrino da 100 euro, la multa è composta dai 30 euro fissi e dai 4 euro che corrispondono al 4% del totale.

Il cliente, se sprovvisto di contanti, può allertare le forze dell’ordine che verificheranno l’accaduto e, nel caso, procederanno a multare l’esercente qualora constatino che il rifiuto di accettare il pagamento con carta è ingiustificato.

Non è invece possibile andare via senza pagare.

Si può chiedere un sovrapprezzo a chi paga con carta?

È

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illegittima la richiesta di un sovrapprezzo nel caso in cui il cliente voglia pagare con la carta di credito o di debito.

Il credit surcharge, o sovrapprezzo per pagamento con carta di credito, è una pratica adottata da alcuni commercianti che consiste nell’aggiungere una commissione quando i clienti pagano con carta di credito.

Gli esercenti ricorrono a questo supplemento per coprire le commissioni che devono pagare alle società di carte di credito per ogni transazione.

La richiesta di sovrapprezzo è tuttavia illegale: secondo il codice del consumo (art. 62), i professionisti non possono imporre ai consumatori, in relazione all’uso di determinati strumenti di pagamento

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, spese per l’impiego di detti strumenti.

È appena il caso di precisare che per “professionisti” il codice del consumo intende tutti coloro che agiscono nell’ambito della propria attività commerciale, industriale, artigianale o professionale.

Secondo la legge, l’istituto di emissione della carta di pagamento riaccredita al consumatore i pagamenti in caso di addebitamento eccedente rispetto al prezzo pattuito ovvero in caso di uso fraudolento della propria carta di pagamento da parte del professionista o di un terzo. L’istituto di emissione della carta di pagamento ha inoltre diritto di addebitare al professionista le somme riaccreditate al consumatore.

La condotta illecita del professionista o del commerciante può essere segnalata alle forze dell’ordine è all’

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autorità Antitrust, la quale può comminare una multa salata all’autore dell’illecito.

Dunque, se un esercente applica un sovrapprezzo per il pagamento con carta, il consumatore ha il diritto di rifiutarsi di pagare l’ingiusto aumento e, in caso di insistenza da parte del commerciante, può decidere di non completare l’acquisto.

In caso di necessità, si può contattare la polizia municipale o la guardia di finanza per segnalare l’illecito.

In alternativa, è possibile fare una segnalazione all’autorità Antitrust, allegando prove come fotografie o scontrini.

Inoltre, si può richiedere il rimborso della commissione alla propria banca, che provvederà poi a rivalersi sul commerciante responsabile.

Approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti si legga l’articolo dal titolo Sovrapprezzo ai pagamenti con carta: è legale?

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