Con il divorzio si deve pagare ancora l'assegno di separazione?

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Autore: Angelo Greco

02 ottobre 2025

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Scopri se l’obbligo di versare l’assegno di mantenimento previsto in sede di separazione cessa con la sentenza di divorzio. Analisi della normativa e di una sentenza della giurisprudenza.

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Il percorso che porta alla fine di un matrimonio è scandito da due tappe legali distinte: la separazione e, successivamente, il divorzio. Durante la separazione, è comune che venga stabilito un assegno di mantenimento a favore del coniuge economicamente più debole. Tuttavia, una volta che si giunge alla sentenza definitiva di divorzio, sorge una domanda di grande importanza pratica: con il divorzio si deve pagare ancora l’assegno di separazione? La confusione su questo punto può generare contenziosi e richieste di pagamento ingiuste. Una sentenza del Tribunale di Cagliari ha fatto chiarezza, stabilendo un principio netto: l’obbligo di versare il mantenimento previsto nella separazione cessa automaticamente con il divorzio, poiché le due misure hanno finalità e presupposti giuridici completamente diversi.

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Il divorzio annulla le condizioni economiche della separazione?

Le condizioni economiche stabilite in sede di separazione vengono integralmente sostituite da quelle previste dalla sentenza di divorzio. Questo principio è stato ribadito con forza dal Tribunale di Cagliari con la sentenza n. 1315 del 28 agosto 2025, che ha accolto il ricorso di un uomo contro un decreto ingiuntivo richiesto dalla sua ex coniuge per il pagamento del mantenimento separativo dopo che era già intervenuto il divorzio.

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La pronuncia di divorzio, che sia consensuale o giudiziale, segna una cesura netta con la fase precedente. Pertanto, tutti gli accordi e le disposizioni relative alla separazione, incluso l’obbligo di mantenimento, perdono la loro efficacia. La nuova regolamentazione dei rapporti economici tra gli ex coniugi è quella, e solo quella, contenuta nel provvedimento di divorzio. Questo passaggio è automatico e non richiede ulteriori atti o accordi specifici tra le parti per essere valido.

Perché l’assegno di separazione non è più dovuto dopo il divorzio?

La ragione per cui l’obbligo di versare l’assegno separativo decade con il divorzio risiede nella diversa natura giuridica e funzione di questo contributo rispetto all’eventuale

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assegno divorzile. Il giudice ha motivato la sua decisione proprio sottolineando queste nette distinzioni.

L’assegno di mantenimento previsto durante la separazione si fonda sulla permanenza del vincolo matrimoniale. Anche se separati, i coniugi sono ancora legalmente marito e moglie. Lo scopo di questo assegno è prevalentemente quello di consentire al coniuge con un reddito inferiore di conservare, per quanto possibile, il tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale.

Con il divorzio, invece, si verifica la risoluzione irreversibile del vincolo matrimoniale. Il legame legale cessa di esistere. Di conseguenza, viene meno anche il presupposto giuridico su cui si basava l’assegno di separazione. L’eventuale

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assegno divorzile che può essere disposto in questa fase ha funzioni diverse (assistenziale, compensativa o perequativa) e non è più legato al mantenimento del precedente tenore di vita.

Serve un accordo per interrompere il versamento del mantenimento?

Un punto fondamentale chiarito dalla giurisprudenza è che non è necessario un accordo specifico tra le parti per sancire la fine dell’obbligo di versamento dell’assegno di separazione. La sua decadenza è un effetto giuridico automatico della sentenza di divorzio.

L’obbligo si estingue per legge nel momento in cui il provvedimento di divorzio diventa definitivo. Pertanto, il coniuge che era tenuto al versamento può legittimamente interrompere i pagamenti relativi al mantenimento separativo senza dover prima ottenere un consenso formale dall’ex partner. Questo principio è ancora più valido, come sottolineato nella sentenza in esame, quando la stessa pronuncia di divorzio non prevede l’istituzione di un nuovo

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assegno divorzile.

Che valore ha l’accordo preso durante la separazione?

È importante comprendere la natura giuridica dell’accordo economico raggiunto in sede di separazione. Esso non può essere considerato un accordo transattivo, ovvero un patto definitivo che risolve una volta per tutte ogni questione economica tra i coniugi.

Al contrario, l’accordo sull’assegno di mantenimento in fase di separazione è un riconoscimento di un obbligo temporaneo, strettamente legato alla persistenza del matrimonio. La sua validità è circoscritta alla sola durata della separazione legale e la sua funzione è quella di regolare i rapporti economici in quella specifica fase transitoria, in attesa della dissoluzione definitiva del vincolo.

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Cosa succede se nel divorzio non si prevede un nuovo assegno?

Lo scenario analizzato dal Tribunale di Cagliari è emblematico. Nel caso specifico, i coniugi avevano raggiunto un accordo di divorzio che non prevedeva la corresponsione di alcun assegno divorzile. Nonostante ciò, la ex moglie aveva tentato di ottenere il pagamento del vecchio assegno di separazione tramite un decreto ingiuntivo.

Il giudice ha dato ragione all’uomo, annullando il decreto ingiuntivo. La motivazione è chiara: una volta intervenuta la pronuncia di divorzio, non vi era più alcuna ragione giuridica per il permanere dell’obbligo di versare il contributo di mantenimento stabilito in precedenza. Poiché le parti avevano concordato di non prevedere un assegno divorzile, con la fine del matrimonio si era estinto qualsiasi obbligo di natura economica del marito nei confronti della ex moglie.

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